Il “MVP”, o “prodotto minimo vitale”, ha bisogno di un restyling

Il “MVP”, o “prodotto minimo vitale”, ha bisogno di un restyling
Il “MVP”, o “prodotto minimo vitale”, ha bisogno di un restyling
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Se l’abbreviazione “MVP” non significa nulla per te, o significa solo Giocatore più prezioso (nelle squadre di basket, ecc.), è che difficilmente si trascorre del tempo in compagnia di start-up o sviluppi tecnologici. Nel mondo delle start-up, dall’inizio degli anni 2010, dove è stato reso popolare da Eric Ries e l’approccio avvio snelloil termine designa il Prodotto minimo vitale : la versione più minimalista del prodotto che stai considerando, che sia ancora “vitale”, cioè utilizzabile, e che abbia valore per l’utente o il cliente.

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All’epoca si trattò di una piccola rivoluzione, soprattutto nelle aziende cosiddette “engineering”: amanti della tecnologia che continuano a sviluppare, perfezionare, a volte per anni, affinché il prodotto sia perfetto (ai loro occhi) prima di immetterlo sul mercato. mercato, al cliente. Questo approccio, che abbiamo visto in alcuni spin-off degli anni ’90 o 2000, equivaleva a ritardare il confronto con il mercato (e i suoi feedback, a volte critici ma sempre utili), affrettandosi ad aggiungere caratteristiche tecniche.

La virtù principale dell’MVP non è costruire qualcosa ma suscitare feedback da parte del cliente (o meglio del potenziale cliente), basato su qualcosa di tangibile. Finché un progetto di start-up è solo un’idea, o qualche slide in una presentazione, non costa molto criticarlo o pensare che sia buono. Non appena abbiamo un prodotto software, anche minimalista, funzionante, il cliente può iniziare a dire: “Sarebbe meglio se questo pulsante fosse altrove, se questa opzione fosse presente“, e può iniziare un ciclo di iterazioni e miglioramenti.

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Nonostante questo progresso adottato da tutti i programmi di accelerazione di avvio, gli sviluppatori lo comprendono principalmente dal lato tecnico: semplifichiamo il prodotto all’estremo fino a raggiungere questo minimo vitale. Mi sembra che forse dovremmo sostituire “vitale” con “prezioso” per enfatizzare una caratteristica chiave: questo prodotto minimalista deve già generare una percezione di valore tra il suo utilizzatore. E questo valore non deve essere il più piccolo possibile, anzi: si tratta di sprigionare il massimo valore, con il minimo sforzo. In altre parole: arrivare al punto, non nella visione dello sviluppatore ma del cliente.

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