nuovo talento dalla Corea del Sud – La Nouvelle Tribune

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Il continuo successo del reattore sperimentale KSTAR della Corea del Sud nella ricerca sulla fusione nucleare segna un passo significativo verso la realizzazione di un sogno scientifico accarezzato da tempo: la creazione di un sole artificiale. Durante una campagna di test svoltasi da dicembre 2024 a febbraio 2024, il reattore ha stabilito un nuovo record mantenendo il plasma riscaldato a 100 milioni di gradi per 48 secondi consecutivi, superando la sua impresa precedente di 30 secondi.

KSTAR, acronimo di Korea Superconducting Tokamak Advanced Research, dimostra notevoli progressi con un prolungamento di oltre il 60% della sua vita operativa. Questo successo, anche se in apparenza modesto, riflette la complessità tecnica del progetto. Infatti, la fusione nucleare, volta a riprodurre le condizioni estreme nel cuore delle stelle, richiede una delicata manipolazione delle temperature del plasma, che raggiungono fino a sette volte il calore del Sole.

Il principio della fusione nucleare, anche se semplice sulla carta, nella pratica rappresenta una sfida colossale. A differenza degli attuali reattori nucleari che funzionano secondo il principio della fissione, la fusione comporta la fusione di nuclei atomici per liberare una notevole energia. Se padroneggiata, questa tecnologia promette molti vantaggi, tra cui la riduzione dei rischi rispetto alla fissione nucleare, una riduzione dei rifiuti radioattivi e un minore impatto ambientale.

Tuttavia, la strada verso la fusione nucleare rimane impervia e potrebbe richiedere decenni di ricerca e sviluppo. KSTAR, lungi dall’essere un progetto definitivo di integrazione nella rete elettrica, si inserisce in un quadro più ampio. In collaborazione con il progetto ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), mira a fornire progressi cruciali nel campo della ricerca sulla fusione.

Il reattore KSTAR adotta la caratteristica struttura di un tokamak, un dispositivo a forma di anello per confinare il plasma utilizzando un potente campo magnetico. Questo approccio, condiviso con il progetto ITER, illustra l’impegno globale nella ricerca sulla fusione nucleare. ITER, con sede in Francia, mobilita le risorse e le competenze di diverse grandi nazioni, segnando una collaborazione internazionale senza precedenti nel campo dell’energia.

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