Top 14 – Recensione d’élite. I pilastri: Alo-Emile, qui la forza

Top 14 – Recensione d’élite. I pilastri: Alo-Emile, qui la forza
Top 14 – Recensione d’élite. I pilastri: Alo-Emile, qui la forza
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Proprietario dello Stade Français per nove anni, il nazionale samoano è stato uno dei protagonisti della grande stagione della sua squadra.

#1 Paul Alo-Emile (Stadio francese)

Nella capitale ormai fa parte dell’arredo. “Ecco, è diventata un po’ la mia casaha detto Paul Alo-Emile prima di giocare l’ultima Coppa del Mondo. Ho due figli che sono nati in questo paese. La Francia è davvero la mia casa!” Soprattutto perché in questo eccelle. Arrivato allo Stade Français nel 2015, Paul Alo-Emile è capitano della squadra parigina da nove anni. E, se la dinamica non è stata sempre positiva in termini di risultati, ha costantemente fornito garanzie a livello sportivo. Anche se resterà lontano dal campo per sei mesi, nel 2022, a causa di una forte depressione. “Non volevo più nienteha poi confidato alle nostre colonne. Non avevo più energia. Un giorno quasi mi tolsi la vita. […] Mi sento meglio, ma quello che desidero di più al mondo è tornare alla vita normale.” Ci riuscì, sollevato dalla responsabilità di capitano. E, in campo, il 32enne pilastro destro non è forse mai apparso così forte come in questa stagione.

Riferimento mischia chiusa

Se gli uomini di Laurent Labit e Karim Ghezal riuscissero a fare di questo esercizio di “transizione” una stagione ultra promettente, con un secondo posto al termine della fase regolare dei Top 14 e un’eliminazione di misura in semifinale contro l’Union Bordeaux-Bègles , lo devono in gran parte alle prestazioni XXL dei loro attaccanti e alla regolarità delle loro conquiste. Paul Alo-Emile, schierato ventidue volte in tutte le competizioni (per sedici partenze), ha così fatto regnare la legge nelle mischie chiuse, settore in cui il nazionale samoano è attualmente, e giustamente, considerato un riferimento assoluto.

#2 Ben Tameifuna (Bordeaux-Bègles)

“Big Ben”, stessa storia

Le stagioni si susseguono e sono simili per quanto riguarda Ben Tameifuna. Dire che il nazionale tongano sia una scommessa sicura nella Top 14, visto che lì ha depositato le sue valigie (primo al Racing 92 nel 2015), suona come un eufemismo decisivo per il titolo di campione di Francia ottenuto dal Ciel et Blanc nel 2016, il “Big Ben” è diventato un ingranaggio essenziale ed essenziale nel sistema dell’Union Bordeaux-Bègles da quando ha firmato per la Gironde nel 2020. Ma questa stagione è stata ancora un altro esempio lampante. Incoronato con quindici stelle del Midi Olympique, in ventidue presenze nella Top 14 (e dodici presenze), è stato il portatore di palla privilegiato dell’UBB. Grazie ai suoi 148 kg sulla bilancia, alla sua mobilità e alla sua destrezza, ha così e spesso è stato il punto fermo che ti permetteva di far progredire la difesa avversaria e poi far giocare la tua squadra. Talmente fondamentale che, nonostante il grave infortunio alla spalla contratto nello spareggio contro il Racing, lo staff ha rischiato schierandosi indebolito nella Top. 14 di finale, contro il Tolosa.

Ben Tameifuna durante la finale dei Top 14 contro lo Stade Toulouse.
Icona Sportiva – Hugo Pfeiffer

#3 Cyril Baille (Tolosa)

Da un’emozione all’altra…

Ha attraversato tutti gli Stati nel corso di una stagione da mille. Considerato uno dei migliori (se non il migliore) pilastro sinistro del mondo, è stato una delle punte di diamante del XV francese durante gli ultimi Mondiali, e ha vissuto nei quarti di finale quella che definisce “la peggiore sconfitta del [sa] carriera “. Ovviamente, a causa dei tempi di digestione, al suo ritorno al club ha attraversato un periodo più travagliato prima di approfittare della Coppa dei Campioni per prendere slancio e tornare ai massimi livelli. È stato determinante, sia a livello di gioco che di conquista, anche nell’eccezionale stagione “europea” della sua squadra. Taulier dei Blues durante il Torneo 6 Nazioni, è stato quindi decisivo anche nel double allo Stade Toulouse… Anche se ha avuto la sfortuna di subire un grave infortunio nel primo tempo contro La Rochelle, costringendolo ad un intervento chirurgico mancando così la finale contro l’Union Bordeaux-Bègles.

Cyril Baille durante la semifinale dei Top 14 contro lo Stade Rochelais.
Icona Sport – Scoop Dyga

La classifica completa

Parigi – Nato il 22/11/1991 – 1,80 m; 123 kg

Tempo di gioco: 1119 minuti – Punti: 5 – Seleziona. : 25

Bordeaux-Bègles – Nato il 30/08/1991 – 1,82 m; 148 chilogrammi

Tempo di riproduzione: 1097 minuti. Punti: 5 – Seleziona. :31

Tolosa – Nato il 15/09/1993 – 1,82 m; 118 chilogrammi

Tempo di riproduzione: 917 minuti. – Punti: 0. Seleziona. :52

La Rochelle – Nato il 26/03/1990 – 1,96 m; 145 kg

Tempo di riproduzione: 1049 minuti. Punti: 5 – Seleziona. :62

Tolone – Nato il 17/02/1992 – 1,79 m; 116 chilogrammi

Tempo di gioco: 1238 minuti – Punti: 10 – Seleziona. :41

Bayonne – Nato il 13/10/2002 – 1,83 m; 133kg

Tempo di gioco: 1193 minuti – Punti: 10

Tolosa – Nato il 04/08/1993 – 1,80 m; 119 kg

Tempo di riproduzione: 868 minuti. – Punti: 0 – Seleziona. : 19

Clermont – Nato l’11/11/1999 – 1,75 m; 108 chilogrammi

Tempo di gioco: 1132 minuti – Punti: 15

La Rochelle – Nato il 02/08/1995 – 1,85 m; 110 kg

Tempo di riproduzione: 872 minuti. – Punti: 5 – Seleziona. : 13

Tolone – Nato il 01/02/1994 – 1,82 m; 112 kg

Tempo di gioco: 1095 minuti – Punti: 10 – Seleziona. : 18

Parigi – Nato il 23/11/2003 – 1,84 m; 112 kg

Tempo di riproduzione: 859 minuti. Punti: 10 – Seleziona. :3

Le sorprese

Tatafu, Merkler, Penverne, Erdocio…

Si ripete spesso che è necessaria una certa età affinché un pilastro raggiunga la sua maturità e il suo livello migliore. Questione di posizione e descrizione del lavoro… Tuttavia, è chiaro che alcuni riescono a mostrare precocità per imporsi rapidamente nella Top 14. È stato il caso a Tolosa del destrimano Joel Merkler (22 anni), che è andato a referto nella finale di Coppa dei Campioni e poi nel campionato francese, ed è dotato di grande efficienza nel gioco. E come non citare il Bayonnais Tevita Tatafu (21 anni)? Venti volte nella Top 14, si è affermato come uno dei migliori pilastri della destra francese e ha attirato l’attenzione dello staff dei Blues, mentre il tongano sarà presto eleggibile con i Tricolores. Allo stesso modo, il campione del mondo U20, Louis Penverne (21), ha saltato le tappe con La Rochelle per dimostrare di essere già pronto per l’alto livello (sedici partite in tutte le competizioni). Infine, da sottolineare l’enorme seconda parte dell’esercizio del Clermontois Giorgi Beria, che renderà le giornate migliori dell’Usap la prossima stagione, ricordare l’esplosione di Baptiste Erdocio, una delle rare soddisfazioni del Montpellier, o anche la buona prestazione di Christopher Vaotoa nonostante le difficoltà dell’Oyonnax o addirittura il ritorno in prima linea di Ugo Boniface del Bordeaux.

Inganni

Laclayat, Laulala e Bamba devono fare di più

Molti giocatori non sono stati all’altezza della loro reputazione. Duro l’esempio di Thomas Laclayat che ha fatto un passo avanti unendosi al Racing 92. Considerato la più grande promessa francese nel suo ruolo, dopo una stagione dantesca in Pro D2 con l’Oyonnax e la sua prima selezione per la squadra francese, era in vista durante la prima parte dell’esercizio prima di allinearsi e scomparire dal gruppo dell’Ile-de-France. Vorrà riprendersi, nonostante l’imminente concorrenza di Demba Bamba, che deve anche vendicarsi dopo gli ultimi mesi deludenti a Lione. Rilancerà con il Ciel et Blanc, per ritrovare il suo posto con i Blues. Il nazionale All Black Nepo Laulala, recluta di punta dello Stade Toulouse, ha subito troppo presto una rottura del tendine d’Achille che ha influito negativamente sull’eccezionale stagione della sua squadra, ma la sua integrazione era stata lenta prima dell’infortunio. A Montpellier, Harry Williams e (in misura minore) Karl Tu’inukuafe chiaramente non si sono comportati bene. Lo staff dell’UBB si aspettava di meglio dal sudafricano Carlü Sadie, quando Thierry Paiva si era comportato ancora male a La Rochelle.

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