Tour de France 2024 | I dibattiti del Tour: un velocista alzerà le braccia più di una volta?

Tour de France 2024 | I dibattiti del Tour: un velocista alzerà le braccia più di una volta?
Tour de France 2024 | I dibattiti del Tour: un velocista alzerà le braccia più di una volta?
-

Un velocista alzerà le braccia più di una volta?

Ogni pacchetto finale ha il suo vincitore a sorpresa. Dopo Biniam Girmay e Mark Cavendish, a stravolgere i pronostici tocca a Dylan Groenewegen, finora fagocitato principalmente da Mads Pedersen e soprattutto Jasper Philipsen, il boss dello sprint durante l’edizione 2023 (4 successi). Lo sprint di mercoledì ha respinto la formula quasi sistematica degli ultimi anni al Tour, quella di osservare il dominio di uno o due velocisti.

Sembra difficile immaginare Cavendish alzare le braccia una seconda volta, ma oso credere in Girmay o Groenewegen. Il primo ha dimostrato ancora una volta a Digione di camminare sulle acque (2° dopo il declassamento di Philipsen). Il secondo ha prodotto uno sforzo lungo e pulito (raro per il Bataviano), segno che la forma è splendente. Lanciando un’ampia rete, possiamo contare fino a cinque possibilità per le cosce grandi di alzare le braccia. Abbastanza per sperare di vedere uno degli ultimi funzionari eletti farlo di nuovo.

Groenewegen ha frustrato Philipsen durante uno sprint reale

Questa 111esima edizione della Grande Boucle privilegia sicuramente la condivisione, sia per il numero di squadre già vittoriose (sei dopo sei tappe) che per il numero di diversi velocisti già premiati. Questa tendenza dovrebbe però affievolirsi con l’avanzare della corsa, e anche se nessun membro della confraternita dei grossi vitelli appare sufficientemente dominante da accumulare successi, almeno uno di loro riuscirà a vincere più di una volta.

Per scegliere punterei una moneta su un pilota svezzato fino ad oggi dalla vittoria, ovvero Jasper Philipsen. Di certo la maglia verde del Tour 2023 non ha chiaramente lo stesso successo di un anno fa. Secondo questo giovedì, è stato anche declassato, il che non dovrebbe risollevargli il morale. Ma non appena riuscirà a scacciare i dubbi che lo accompagnano, riuscirà ad andare avanti. Tanto più che ci sono ancora diverse grandi opportunità, a partire da sabato, verso Colombey-les-Deux-Églises.

PR | Philipsen declassato per volata pericolosa: “Se Van Aert non frena, si divertiranno entrambi”

EAU-Emirati, semplice errore di disattenzione o fallimento tattico?

In una corsa delle dimensioni del Tour de France, nulla può essere lasciato al caso. Ancor meno quando si punta alla vittoria finale e si dispone di un budget pari a quello degli Emirati Arabi Uniti. Per vincere alla Grande Boucle non bastano valigie piene di biglietti. Anche il Cielo dei grandi anni ha dovuto supervisionare un piano messo a punto al millimetro per raggiungere il successo.

Quando è stata annunciata la selezione attorno a Tadej Pogacar, l’eccitazione ha colto i seguaci, impressionati dalla potenziale forza d’attacco degli Emirati sui sentieri della soffitta. Ma un Tour si può vincere, e soprattutto perdere, ovunque. Pogacar lo ha indubbiamente sentito, quando si è voltato più volte giovedì, con i turbini di panico che offuscavano il suo casco giallo. Solo dopo il limite, lo sloveno avrebbe potuto perdere molto in caso di problema meccanico o altro. Un grosso difetto mostrato dagli UAE, che non potrà essere colmato sul lavoro, visto che solo Nils Politt ha le qualità per stare al passo con il vento. Questo è qualcosa per dare idee agli altri, Visma | Noleggia una bicicletta in mente.

Solo Pogacar: “Abbiamo visto le debolezze degli Emirati Arabi Uniti”

Vedere Tadej Pogacar da solo, nel gruppo di testa, girarsi continuamente per vedere dove fossero i suoi compagni, rimarrà una delle immagini più suggestive di questa sesta tappa. Non è frequente che una maglia gialla venga abbandonata dai compagni su un marciapiede, e le conseguenze per l’interessato avrebbero potuto infatti essere incresciose se il destino avesse deciso di giocargli un brutto scherzo. Ma così non è stato e non c’è quindi bisogno di drammatizzare.

Certamente, sulla carta, il team UAE-Emirates è impressionante. Manca però di punti di riferimento, dal momento che alcuni corridori (Nils Pollitt, Pavel Sivakov) sono stati reclutati quest’anno e altri (Juan Ayuso, Joao Almeida) stanno scoprendo il Tour de France, una corsa con un’intensità senza eguali. Scommettiamo che la squadra degli Emirati saprà imparare dalle disgrazie della giornata e che non si farà prendere due volte. Perché se questo scenario dovesse ripetersi, sarà più difficile trovare delle scuse.

Allerta confine: il Visma isola Pogacar e spezza in due il gruppo

Evenepoel prenderà la maglia gialla al termine della cronometro?

Due pensieri si scontrano, uno guidato dalla ragione, l’altro dal desiderio di vedere Evenepoel indossare la tunica gialla. Ma il primo mi spinge spontaneamente a rispondere negativamente. Perché Tadej Pogacar resta un luminare della manifestazione, secondo nella cronometro di Combloux dello scorso anno davanti agli specialisti certificati, ma sicuramente dietro a Jonas Vingegaard. Lo sloveno ha a malapena assaporato questa dura sconfitta e ha lavorato tutto l’inverno sulla sua posizione e su questi famosi guadagni marginali.

Di fronte, Remco Evenepoel è l’attuale maestro degli orologi, campione del mondo in carica. Il “ket de Schepdaal” avanza, alla luce della forma vista sul Galibier, come il logico favorito della cronometro Gevrey-Chambertin. Lo vedo vincere, quindi recuperare tempo in maglia gialla, ma non fino al punto di prendere il potere. La distanza prevista per venerdì (25,3 km) sembra troppo breve per recuperare un gap di 45 secondi. Dimezzare la spesa, però, dovrebbe essere sufficiente per mettere un po’ di pressione sulle spalle di “Pogi”.

Pogacar pronto a sfidare Evenepoel: “Adoro questo percorso, ci vuole potenza”

Tadej Pogacar e Remco Evenepoel non si incrociavano in una cronometro individuale dai Mondiali 2023 Ed è andata malissimo allo sloveno, relegato a più di tre minuti da colui che sarebbe diventato campione del mondo della specialità. Il pilota degli UAE-Emirates non era al massimo della sua forma allora, e c’è da scommettere che farà molto meglio questo venerdì.

Nell’ultimo Giro, “Pogi” ha vinto la prima cronometro, poi è arrivato secondo nella seconda, proprio dietro al riferimento Filippo Ganna. Ciò dimostra chiaramente – se ce ne fosse ancora bisogno – che il doppio vincitore del Tour è sempre a suo agio nell’esercizio dello sforzo individuale, soprattutto nei grandi giri, dove ha sempre saputo rispondere. Se perdesse contro il belga, uno specialista riconosciuto del crono, non sarebbe sorprendente. Difficile però immaginarlo così indietro da fargli perdere la maglia gialla.

-

PREV Regole: una distrazione costosa, carissima per uno dei leader dello Scottish Open
NEXT Karim Benzema, la notizia che cambia tutto