La versione HAC Didier Digard inizia la sua rivoluzione

La versione HAC Didier Digard inizia la sua rivoluzione
La versione HAC Didier Digard inizia la sua rivoluzione
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Come ricorda il direttore sportivo Mathieu Bodmer, è bastato “un minuto” per convincere Didier Digard a tornare all’HAC. Il 37enne allenatore succede a Luka Elsner e sarà impegnato fino al 2026 con il club normanno, dove tutto ha avuto inizio per lui. Simbolo di una forte amicizia, questa dichiarazione fa eco anche al legame con un progetto, con gli obiettivi che l’ex allenatore del Nizza ha assimilato e con quelli, nonostante i mezzi limitati del Le Havre, di rafforzare l’organico. “Non mi è stato assegnato nessun obiettivo particolare. Mi allineo con quelli del club che vogliono continuare ad andare avanti, scrivere la nostra storia, promuovere i nostri giovani e il lavoro svolto nella formazione e perpetuare il club in Ligue 1., ha dichiarato durante la conferenza stampa di presentazione. I due uomini camminano mano nella mano, guardando verso gli stessi obiettivi.

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Nessuna fretta sul mercato, sia in termini di partenze che di arrivi, il presidente Jean-Michel Roussier ha fatto sapere che “darà a Didier Digard qualche giorno per farsi un’opinione sulla rosa”, quindi l’HAC va avanti con attenzione. Tanto più che il Ciel et Marine sa che avrà poco margine di manovra per andare avanti nel mercato estivo, ostacolato dall’accordo LFP-CVC, dalla serie di diritti TV che preoccupa tutti i club d’élite, provocando l’ira del presidente Rossier. A peggiorare le cose, il libro paga dell’HAC è regolato dal DNCG. Dovrai vendere prima di acquistare. La soluzione potrebbe quindi essere quella di puntare sulla formazione, punto forte del club cittadino di Le Havre, come ha ricordato Didier Digard, con la Cavée Verte, storico centro sportivo del club normanno.

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Ismaïl Bouneb si unisce a Le Havre

Il club punta sui giovani

I primi movimenti vanno in questa direzione dalla parte di Le Havre, con la firma dei contratti professionali di Daren Mosengo (19 anni) e Paul Argney (18 anni), o anche gli arrivi, quello imminente, di Ruben Londja (17 anni), grande speranza svizzera, e quella di Ismaïl Bouneb (18 anni), trequartista di formazione, appena ufficializzata. Anche Mathieu Bodmer e il suo staff sono alla ricerca di trasferimenti a basso costo, come Yanis Zouaoui (26), vicino allo sbarco libero. Una svolta presa dopo l’ingaggio di giocatori esperti come Yoann Salmier, André Ayew, Loïc Nego, Daler Kuzyaev e Abdoulaye Touré in particolare un anno fa, durante il ritorno in Ligue 1.

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Il direttore sportivo dell’HAC ha precisato che molti altri giovani si erano uniti inizialmente al gruppo professionistico, con in gioco lo “sviluppo individuale”. Potrebbero avere spazio per giocare, con la creazione della Informal Hopes League Il gruppo, il cui scopo sarà quello di offrire momenti di gioco ai giovani professionisti. Le Havre è uno dei club selezionati per questa competizione. Da parte sua, Marcel Kalonji, ormai ex allenatore degli U17 del Le Havre, è entrato nello staff di Didier Digard come terzo assistente, il cui ruolo sarà quello di fungere da collegamento tra la squadra e la prima squadra. Allo stesso tempo, in occasione del suo ampliamento, Mathieu Bodmer ha assicurato che inizieranno i lavori di ammodernamento del centro di formazione. Un progetto costruito e ambizioso per mantenere l’HAC in Ligue 1. La salvezza arriverà sicuramente attraverso la formazione e il reclutamento intelligente, come l’HAC ha potuto fare la scorsa stagione. Il club più antico che punta sui giovani, strano paradosso, ma la chiave della stabilità e del successo sportivo? Risposta nei prossimi mesi…

Pub. IL 03/07/2024 21:34
Aggiornamento 03/07/2024 21:53

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