le Aquile in volo verso il caos?

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Le Aquile del Mali

Il calcio maliano sta attraversando una profonda crisi, segnata dalla minaccia di boicottaggio da parte di diversi nazionali, tra cui il capitano Hamari Traoré, ora convocato dal comitato esecutivo del calcio maliano. Questa ribellione degli Eagles evidenzia i tanti problemi del calcio maliano, esacerbati dai risultati deludenti e dalla gestione caotica della Federcalcio maliana (Fémafoot).

Crisi del calcio maliano: i diffusi sono stufi

I giocatori denunciano la mancanza di trasparenza, professionalità e considerazione da parte dei dirigenti. Il caso del licenziamento di Eric Chelle, allenatore della nazionale, tramite i social network, illustra perfettamente queste disfunzioni. I recenti risultati sportivi, inclusa un’eliminazione prematura durante il CAN 2023, peggiorano la situazione.

Così, diversi giocatori della nazionale maliana, tra cui il capitano Hamari Traoré (Real Sociedad), hanno pubblicato sui social network una lettera indirizzata ai tifosi. Esprimono la loro frustrazione per la mancanza di risultati e per la cattiva gestione del calcio maliano da parte dei loro dirigenti. Il messaggio, condiviso anche da El Bilal Touré (Atalanta Bergamo), Kamory Doumbia (Brest) e Falaye Sacko (Montpellier), avverte che se la situazione non cambia, potrebbero boicottare le prossime partite di qualificazione ai Mondiali 2026.

La minaccia di boicottaggio dei giocatori, sostenuta dall’Unione Nazionale dei Calciatori Maliani (UNAFOM) e da numerosi sostenitori, mira a esercitare pressioni per ottenere cambiamenti profondi all’interno del Fémafoot. È urgente mettere in atto una nuova governance basata sulla trasparenza, sulla competenza e sul rispetto per coloro che sono coinvolti nel gioco.

Convocazione di Hamari Traoré

In risposta ai suoi commenti sui social network, la Federcalcio maliana (Fémafoot) ha convocato il capitano delle Aquile del Mali, Hamari Traoré, a comparire entro 48 ore davanti al comitato esecutivo.

Per risolvere la crisi è necessario un dialogo tra i giocatori e le autorità maliane. I prossimi giorni saranno decisivi per il futuro del calcio maliano. I sostenitori sperano che le Aquile del Mali possano presto ritrovare la strada del successo in un clima pacifico. Attualmente, i Mali Eagles occupano il 4° posto nel Gruppo I delle qualificazioni ai Mondiali 2026, compromettendo seriamente le loro possibilità di qualificazione.

Questa crisi ricorda quella di altri paesi africani, come la Nigeria e il Camerun, che vivono regolarmente periodi di turbolenza nella gestione delle loro federazioni sportive. Il Camerun, dove l’emblematico Samuel Eto’o è in aperto conflitto con il Ministero dello Sport camerunese, è l’ultimo esempio.

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