Roland-Garros 2024: I piccoli segreti degli armadietti Philippe-Chatrier

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Gli spogliatoi del Roland-Garros hanno riso molto, pianto molto e stressati molto. Le antiche porte di legno, sopravvissute ai lavori e alla distruzione, non possono raccontare la storia, ma può farlo il coordinatore delle relazioni con i giocatori della FFT Stéphan Brun. Gli spogliatoi del Roland-Garros Central, costruito nel 1928, sono stati rifatti e ammodernati contemporaneamente alle tribune tra il 2018 e il 2020. Ma di comune accordo, anche con i giocatori, le porte in legno degli armadietti sono state preservate, ricordi di momenti privilegiati.

Un’anomalia però stravolge la numerazione degli armadietti dello spogliatoio femminile: sopra l’armadietto 18, invece del 19 troviamo il numero 18 bis… Questo perché il 19 era l’armadietto preferito della campionessa tedesca Steffi Graf e quella porta di” il suo” armadietto le è stato consegnato durante una cerimonia in suo onore al Madison Square Garden di New York nel 1999, pochi mesi dopo il suo pensionamento. Su di esso era incisa ciascuna delle sue sei vittorie.

Mentre Novak Djokovic e Rafael Nadal chiedono sempre uno spazio nello spogliatoio piuttosto che un armadietto particolare, e come i migliori hanno diritto addirittura a due armadietti, altri giocatori hanno numeri fortunati come Diego Schwartzman che, un anno, ha spostato un giocatore che era arrivato prima di lui e al quale erano stati assegnati i 52 ambiti dall’argentino.

“Clinton non grato”

Dopo essersi scusato, ha spiegato a questo giocatore che lui “non potrebbe giocare se non avesse i 52“, dice Stéphan Brun. Un’altra particolarità, i francesi “Arnaud Clément, Sébastien Grosjean, Michael Llodra erano sempre raggruppati in una zona vicino alle docce“.

I visitatori occasionali, anche i più famosi o potenti, hanno accesso solo strettamente soggetto alla buona volontà dei giocatori. Molto spesso, inoltre, non immaginerebbero di entrare da soli”,per rispetto“, assicura Brun. Così, i campioni francesi del mondo di calcio, un pilota di F1, Usain Bolt o il cantante Prince hanno dovuto aspettare davanti alla porta fuori che Nadal desse loro il via libera o che lui stesso uscisse.

Quando Rafa vince e c’è il Re di Spagna, il Re non si permetterà mai di entrare nello spogliatoio, gli incontri si svolgono tra i due spogliatoi“uomini e donne, precisa Brun. Quanto ad André Agassi, nessuno ha osato chiedergli se accettava che l’ex presidente Bill Clinton venisse a dirgli qualche parola di conforto dopo la sconfitta contro Sébastien Grosjean nei quarti- finale nel 2001.”Quelli intorno a lui mi dicevano che non ne valeva la pena” da chiedere, ricorda Brun, ricordando che Agassi era in vantaggio per due set a zero quando Clinton arrivò in tribuna…

Bill Clinton al Roland Garros per la partita di André Agassi

Credito: Eurosport

“Freddo”

Dal punto di vista emotivo, Brun è rimasto segnato da quello di Roger Federer dopo la sua unica vittoria a Parigi nel 2009: “Avevi l’impressione che avesse appena vinto il suo primo Grande Slam quando aveva 14 anni“. Lo stress è particolarmente visibile tra i giocatori che hanno accesso per la prima volta al Santo dei Santi: per loro, “è uno shock“, assicura Brun.

Negli ultimi anni l’atmosfera negli spogliatoi si è fatta un po’ sommessa: gli spagnoli tendono a”Parla forte“, ma non appena notano un giocatore in piena concentrazione, prestano attenzione, rileva Brun. Djokovic, dal canto suo, era andato in giro per lo spogliatoio dopo il titolo l’anno scorso per assicurarsi che il suo sfortunato avversario non fosse lì. Non , prima di festeggiare con la sua squadra.

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Troppo sciovinista o troppo timido: gli spettatori francesi stanno esagerando?

Ma qualche anno fa ad alcuni giocatori piaceva”fare scherzi“Brun si ricorda così che un francese – di cui preferisce tacere il nome – avendo perso una scommessa era corso dietro ai suoi connazionali.”cospargendoli di schiuma da barba“.

Ai tempi dei Borg, McEnroe, Noah e Gerulaitis, si diceva che “era più bello“.”Quelli che fumavano le sigarette non saprei… Avrà fatto a meno nello spogliatoio, dev’essere stato belloMa lì Brun preferisce non dire altro.

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