“Mi sono trovato triste, ma tanto triste. Non sapevo come dirlo ai miei genitori.”

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ZOé VADIM

“Ogni piccola cosa mi fa sentire grande. La prima volta sono rimasta a casa da sola, un mercoledì pomeriggio a metà della quarta elementare; quando, in CM2, andavamo a scuola da soli con i miei amici o quando mi prendevo cura della mia amata sorella, che ha due anni meno. Ingresso in 6e è stato meno complicato di quanto pensassi. Ero preoccupata per il mio programma, perché sono in classe ad orari flessibili. Pratico atletica leggera da quando avevo 8 anni nei club e nelle gare. Ma, cambiando aule, materie, insegnanti e combinando le lezioni con le mie quattro sessioni di allenamento settimanali, è stato fantastico. Lo volevo ed ero lì.

Nel 5e, all’improvviso, lo sguardo degli altri occupava molto spazio: cosa pensavano di me? Cosa dicevano le persone di me? Sono diventato molto timido e non ho partecipato molto alle lezioni. Quell’anno fu segnato anche dalla morte di una persona cara. Mi ha sconvolto. Ero molto triste, non ho dormito bene, ma continuavo a dare l’immagine di qualcuno che sta bene, che continua a sorridere. Poi il 4e è stato molto difficile: molti compiti, molto sport, molta pressione, molto di tutto, insomma! Piangevo ogni volta che ero solo.

Mi sono ritrovato ad annegare, triste, ma tanto triste. Non sapevo come dirlo ai miei genitori. Alla fine ho scritto loro una lettera dicendo loro che, dal 5e, non andava bene, piangevo tutto il tempo, avevo perso la fiducia in me stessa. Una sera l’ho messo sul loro letto, chiedendo loro di leggerlo insieme, ma di non entrare nella mia stanza dopo averlo letto. Ovviamente sono arrivati! È stato un momento molto forte.

I miei genitori mi sostengono in tutto. Mi piace che si prendano cura di me, anche se con mia madre spesso litighiamo per piccole cose e perché lei vuole che io vada bene a scuola. Tutto si è riunito. Ho visto uno psicologo per alcune sedute. Era così strano parlare di me stesso con qualcuno che non conoscevo. Da allora mi sento molto meglio, come se mi fossi tolto un peso. Non devo più nascondere ciò che provo. Ho ritrovato la gioia.

“Le reti vendono sogni”

Dal mio ritorno a scuola nel 3e, mi concentro sul brevetto e sui miei appunti. Gestisco meglio la pressione e ho cambiato organizzazione durante gli allenamenti: martedì e venerdì mi riservo per poter lavorare sulle lezioni, e mercoledì, dopo i compiti, vado allo stadio e do il massimo. Se il mio livello sportivo si abbassa un po’, la cosa non è più così grave come prima. Ma soprattutto piango meno.

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