Coppe dei Campioni: perché i club francesi toccano il soffitto di vetro in semifinale?

Coppe dei Campioni: perché i club francesi toccano il soffitto di vetro in semifinale?
Coppe dei Campioni: perché i club francesi toccano il soffitto di vetro in semifinale?
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Ecco, è finito. Dopo l’eliminazione dell’OM nella semifinale di Europa League (C3) questo giovedì sera a Bergamo (3-0), che segue il fallimento del PSG davanti al Dortmund (0-1) nella stessa fase del campionato dei campioni (C1) martedì sera, il calcio francese non avrà una rappresentanza nella finale di nessuna Coppa dei Campioni di questa stagione, proprio come quella precedente.

È quindi da semplice appassionato di calcio che il francese si metterà davanti alla televisione il 22 maggio per seguire la finale di C3 a Budapest, poi il 29 maggio per la finale di Europa Conference League (C4) ad Atene e infine l’1 giugno per la finale di C1, Real Madrid-Borussia Dortmund a Wembley.

La constatazione è un po’ triste, ma le squadre e i tifosi francesi sembrano rassegnati al fatto che una finale europea sia un evento eccezionale.

Così, l’ultima emozione suscitata dalla presenza di un club francese in una grande finale risale a quasi quattro anni fa, con questo PSG-Bayern (0-1, gol di Coman), nel contesto particolarissimo della “Final 8” di C1 organizzato nella sede unica di Lisbona nell’agosto 2020, a causa della pandemia di Covid 19.

Tre possibilità su dieci per trasformare una semifinale in finale

Prima di Lisbona, è stato l’OM a festeggiare scivolando nella finale della C3 2018 per sottomettersi alla legge dell’Atlético de Madrid (0-3, doppietta di Griezmann), allo Stadio Groupama di Lione.

Per il resto, le precedenti finali francesi risalgono a 20 anni fa, con le sconfitte contemporanee nel 2004 del Monaco contro il Porto 3-0 in C1 a Gelsenkirchen, e del Marsiglia in C3 prima del Valencia 2-0 a Göteborg.

Senza tornare alla Coppa Europa delle Fiere, ma solo fino al 2000, sembra che le ultime quattro competizioni continentali costituiscano un soffitto di cristallo quasi impossibile da rompere per qualsiasi squadra francese, qualunque essa sia e qualunque sia la competizione.

Dal 2000, le tredici presenze della Francia in semifinale (tutte le competizioni insieme, C1, C3 e C4 dal 2022) si sono tradotte in sole quattro finali.

Si tratta di una percentuale di successo di circa il 30%, ovvero tre possibilità su dieci di trasformare una semifinale in finale. Che risulta essere proprio la percentuale di successo del PSG nelle ultime stagioni, con tre tempi recenti, 2020 contro l’RB Lipsia, 2021 contro il Manchester United e 2024, per una sola finale convalidata…

Mancanza di cultura vincente?

Ma a parte il PSG e il suo ecosistema, le rappresentative tradizionali, OM, OL e Monaco, si sono generalmente ridotte sulla scena europea. Ciò è correlato al declino di tali squadre all’interno della stessa Ligue 1, dove i valori si sono inaspriti?

E poi, oltre alla partecipazione alla Champions League, molto redditizia e molto ambita, questi club spinti dalla cultura della vittoria sono abbastanza forti da andare a caccia di trofei europei “secondari”, come i loro omologhi spagnoli tedeschi o italiani?

Infine, i club francesi, in qualche modo penalizzati dal calo dei diritti televisivi e dalla tassazione interna, hanno ancora i mezzi per attrarre e/o trattenere grandi giocatori stranieri che possano aiutarli ad avanzare nella Coupe d’Europa? In attesa della prossima stagione non resta che guardare e riflettere.

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