La fine del sogno per i Brestoises

La fine del sogno per i Brestoises
La fine del sogno per i Brestoises
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Un sogno è passato. Imbattuto prima dell’incontro, il BBH sapeva che avrebbe dovuto battere l’orco Metz per rimettere le mani sul campionato, una consacrazione che gli sfugge dal 2021 e che avrebbe permesso al suo allenatore Pablo Morel e a quasi metà della squadra di vincere lasciare la punta della Bretagna, tra qualche settimana, con un titolo. Sicuramente non sarà così.

Perché se per il momento mantengono il vantaggio, i Brestoises lo devono solo grazie ad un match nel finale di Messines. Vincendo nelle quattro partite che restano da giocare, questi ultimi avranno la certezza di conservare il titolo, grazie ad una migliore differenza reti negli scontri diretti con il Brest. Ed è difficile immaginare come i protetti di Emmanuel Mayonnade, dominanti sulla scena nazionale ed europea ed esperti in questo tipo di scadenze, possano perdere un’occasione così grande.

“In modalità guerriero”

All’uscita, alla Metz Arena, i Rebels avevano comunque trovato la formula giusta per ottenere una vittoria piena di speranza. Sapevano quindi quali erano gli ingredienti che avrebbero dovuto mettere in questa partita di ritorno, finale prima del tempo, per ripetere questa prestazione. Un percorso stretto e tortuoso che passerebbe attraverso la capacità di non lasciarsi dettare il passo dal Messines. E questo, fin dal calcio d’inizio. Per raggiungere questo obiettivo, di fronte ad un collettivo tanto oliato quanto sicuro della propria forza, i soci di Julie Foggea, preferita a Cléopatre Darleux ridotta a seguire l’incontro dagli spalti, avevano un’idea molto chiara in mente: prendere il loro sfidare fisicamente gli avversari in campo, imponendo loro una lotta costante. In altre parole, passare alla “modalità guerriero” fin dall’inizio, come avevano annunciato. Era ancora necessario poterlo dimostrare.

Ancora ossessionati dal loro inizio paralizzante nella semifinale della Coupe de France, i Finisteriani non hanno mancato questa volta. Nonostante qualche perdita di palloni, di cui bisognerà attendere il fischio finale per valutare le conseguenze, inizialmente non hanno mostrato complessi, trasmettendo l’immagine di una squadra che ha imparato dagli errori del passato (9-6, 17′). All’intervallo, nonostante la rimonta del Messines (11-11), i 4.285 spettatori (nuovo record per il BBH) della Brest Arena potevano esultare: avrebbero avuto il diritto di assistere a una partita, una vera e propria. Uno scontro costante, a volte burrascoso ma sempre intenso, al quale le Dragonesse rispondevano però colpo su colpo.

Il Messines è troppo forte

Perché se nessuno ne ha mai dubitato, Metz resta Metz. Una macchina spietata per annientare le avversità. Guidati dalle loro individualità (Sako, Jorgensen, Bouktit e Valentini in testa) e sotto gli occhi dell’allenatore Olivier Krumbholz, i Messines hanno improvvisamente cambiato marcia, quasi come se nulla fosse successo. Preziosi nel primo tempo, Carslon e Maslova perdono la loro efficacia quando gli ospiti mantengono il loro eloquente record. Tornati in vantaggio sul tabellone (12-13, 34′), hanno poi ripreso il filo della partita, per non mollarlo mai. Un esito doloroso per i Brestoises, che tuttavia lascia poco di cui lamentarsi.

Scheda dati

Arbitri: MM. Carmaux e Mursch

Primo tempo: 11-11

Punteggio finale: 19-24

4.285 spettatori

BREST BH: Filter (12 parate/35 tiri), Foggea (0/1) – Toublanc (0 gol/1 tiro), Mauny (0/0 (/)), Lassource (0/0), Faure (1/4), Kouyaté (1/4), Foppa (2/2), N’Diaye (0/0), Carlson (4/10), Coatanéa (1/1), Maslova (7/13), Barbosa (3/6), Dembelé (1/2)

Espulsioni temporanee: N’Diaye (24′, 47′), Coatanéa (44′)

METZHB: Sako (14 parate/33 tiri), Sinceet (1/1) – Valentini (6 gol/8 tiri), Grijseels (0/2), Hansen (2/3), Jorgenseb (8/13), Brkic (0/ 0), Burgaard (1/6), Mlamali (0/0), Jacques (1/1), Bouktit (4/5), Granier (1/3), Chambertin (0/0), Le Blevec (0/ 0).

Espulsioni temporanee: Granier (17′), Bouktit (33′)

Espulsione definitiva. Grijseels (19′)

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