Progressi nella diagnosi delle malattie renali complesse

Progressi nella diagnosi delle malattie renali complesse
Progressi nella diagnosi delle malattie renali complesse
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Un nuovo studio ha appena rivelato un progresso significativo nella diagnosi delle malattie renali associate alla sindrome nefrosica.

Malattie renali: cos’è la sindrome nefrosica?

La sindrome nefrosica, caratterizzata da un elevato contenuto di proteine ​​nelle urine, è collegata a malattie renali complesse come la malattia a lesioni minime (MCD), la glomerulosclerosi focale segmentaria primaria (FSGS) e la nefropatia membranosa (MN). La causa principale della sindrome nefrosica è il deterioramento dei podociti, le cellule responsabili del filtraggio dei reni che permettono alle proteine ​​di fluire nelle urine.

La diagnosi di queste condizioni è spesso problematica a causa delle loro caratteristiche istologiche comuni e della riluttanza ad eseguire biopsie renali invasive, in particolare nei bambini.

Diagnosi delle malattie renali: come funziona il nuovo strumento?

La ricerca, condotta in Europa e negli Stati Uniti, ha introdotto un nuovo approccio che combina immunoprecipitazione e test immunoassorbente legato a un enzima (ELISA) per rilevare in modo affidabile gli autoanticorpi anti-nefrina.

I risultati hanno rivelato che gli autoanticorpi anti-nefrina erano presenti nel 69% degli adulti affetti da MCD che non erano stati trattati con farmaci immunosoppressori. È importante sottolineare che i livelli di questi autoanticorpi sono correlati all’attività della malattia, rivelando il loro potenziale come biomarcatore per monitorare la progressione della patologia.

Diagnosi delle malattie renali: “i nostri risultati pongono le basi per interventi personalizzati”

Nicola M. Tomas, coautore dello studio, ha dichiarato: “L’identificazione degli autoanticorpi anti-nefrina come biomarcatore affidabile, combinata con la nostra tecnica di immunoprecipitazione ibrida, rafforza le nostre capacità diagnostiche e apre nuove strade per monitorare da vicino l’evoluzione dei disturbi renali con sindrome nefrosica”.

Il leader dello studio, il professor Tobias B. Huber, ha aggiunto: “Fornendo informazioni sui meccanismi sottostanti, questi risultati gettano le basi per interventi personalizzati e aprono la strada a una nuova era di medicina di precisione per queste malattie complesse”.

Lo studio è pubblicato sul New England Journal of Medicine ed è stato presentato al 61° Congresso ERA a Stoccolma, Svezia.

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