Quali alimenti ne contengono di più?

Quali alimenti ne contengono di più?
Quali alimenti ne contengono di più?
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Sebbene l’esposizione moderata alla luce solare sia la migliore fonte di vitamina D, questa non è sempre accessibile, a causa di fattori quali la mancanza di luce solare in alcuni reparti o il lavoro in ambienti chiusi. In questo contesto, una dieta ricca di vitamina D può rivelarsi un vero toccasana prima di ricorrere all’integrazione.

Segni che possono dimostrare una carenza di vitamina D

Una carenza di vitamina D può manifestarsi con una varietà di sintomi fisici, tra cui stanchezza persistente, debolezza muscolare e sensazione di depressione. Anche pelle secca, crampi, dolori articolari e ossa fragili possono essere segni rivelatori. Per valutare il livello di vitamina D nel sangue, un livello inferiore a 30 ng/ml è considerato insufficiente, mentre un livello inferiore a 20 ng/ml indica una carenza da moderata a grave. Per conoscere con precisione il proprio livello di vitamina D e individuare un’eventuale carenza, solo un esame del sangue può fornire informazioni affidabili.

Salmone nel menu delle prossime settimane

Il salmone, un membro importante del pesce grasso, è rinomato per la sua ricchezza di acidi grassi benefici, in particolare omega-3. Il suo alto contenuto lipidico, che arriva fino al 12,5%, è composto principalmente da grassi benefici per la salute. Consumato regolarmente, contribuisce alla salute cardiovascolare. Inoltre, è un’importante fonte di minerali (fosforo, selenio, calcio) e vitamine B, D ed E. La quantità di vitamina D nel salmone varia a seconda della specie e del metodo di cottura, con valori che vanno da 6 a 23 µg per una porzione da 100 g, tra i più ricchi figura il salmone rosa al forno o grigliato.

Scegliere prodotti ittici etichettati è una buona opzione per promuovere un consumo responsabile. Le etichette più comuni includono MSC, ASC e l’etichetta biologica europea. L’etichetta MSC garantisce una pesca sostenibile preservando gli stock ittici e riducendo l’impatto sugli ecosistemi marini, nonostante alcune critiche da parte del WWF sulla sua veridicità. Per quanto riguarda l’etichetta ASC, si concentra sull’acquacoltura e promuove pratiche che rispettano l’habitat naturale, l’integrità genetica delle specie e rigorosi standard sulle acque reflue.

La trota, un pesce da invitare subito nel piatto

La trota, spesso reperibile sui banchi delle pescherie, è un’ottima fonte di proteine ​​complete, vitamine e minerali essenziali. È ricco di acidi grassi polinsaturi come gli omega-3, benefici per la salute cardiovascolare. Oltre all’alto contenuto di fosforo, selenio e vitamine B e D, una porzione da 100 g di trota iridea al forno può fornire quasi i tre quarti dell’apporto giornaliero raccomandato di vitamina D per bambini e adulti.

Aringhe dell’Atlantico per variare i piaceri

L’aringa, un pesce di mare freddo, è un’ottima fonte di vitamina D: una porzione da 100 g fornisce quasi la metà del fabbisogno giornaliero raccomandato. Il metodo di cottura può però influenzarne leggermente il contenuto: ad esempio, l’aringa dell’Atlantico marinata offre 7 µg di vitamina D per 100 g, mentre una porzione al forno o alla griglia ne contiene 5,4 µg. Oltre alla sua ricchezza di omega-3 (fino a 2,2 g per 100 g) e di minerali come fosforo e selenio, l’aringa è molto apprezzata per i suoi benefici sulla salute delle ossa e sulla prevenzione dei radicali liberi.

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