RITRATTO – L'ex giocatore di Rugby che ha regnato su una dinastia di palle ovali negli anni '60 e '70 è diventato un imprenditore. Pensa che il suo sport offra ai manager la chiave per comprendere l'importanza della coesione collettiva negli affari.
Ha un nome famoso: Spanghero. Una dinastia che regnò sul rugby francese negli anni '60 e '70. Suo padre, Guy, e i suoi cinque zii giocavano ai massimi livelli, Walter e Claude indossavano anche la maglia del XV francese. Philippe non è sfuggito alla tradizione familiare. Inizi promettenti – campione francese juniores con lo Stade Toulousain, nazionale con l'Under 19 francese -, ma soffre presto di essere sempre paragonato ai suoi gloriosi predecessori, e non sempre in modo benevolo.
Al punto da convincersi che avrebbe avuto solo una modesta carriera da rugbista. Decide poi, nel 2008, a soli 23 anni, di appendere i ramponi al chiodo. E lanciarsi nell’imprenditorialità. Un tipo tuttofare, per grandi successi, ma pochi…
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