Libro: “L’arte di meditare”, secondo Hind Labdag

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“L’arte di meditare” è il titolo che la scrittrice, ricercatrice e romanziera, la dottoressa Hind Labdag ha scelto per il suo nuovo lavoro recentemente pubblicato dalle edizioni Dar Alqalam Al Arabi. Questo libro è stato recentemente firmato e presentato alla Fiera Internazionale dell’Editoria e del Libro di Rabat 2024, alla presenza di un pubblico di editori, scrittori, pensatori, giornalisti, critici letterari, studenti, tra gli altri.

In quest’opera, l’autore invita il lettore a un’affascinante scoperta della ricerca dell’infinitamente piccolo, sottolineandone l’importanza come una delle principali avventure scientifiche del XX secolo. Questo libro offre quindi una prospettiva unica sui progressi scientifici e sulle scoperte che hanno plasmato la nostra comprensione della natura della realtà.
Di cosa è fatto l’Universo? Come è nata e qual è il suo futuro? Perché esistiamo? Queste sono alcune domande che l’Uomo si pone da sempre. “The Art of Meditating”, il nuovo lavoro dello scrittore Doctor Hind Labdag, tenta di rispondere a queste domande. L’autore spiega infatti come la fisica delle particelle studia la costituzione ultima della materia e le leggi che governano le interazioni tra gli oggetti fondamentali.
Il progresso nella direzione dell’infinitamente piccolo ha attraversato gli stadi successivi della molecola, dell’atomo, del nucleo, per arrivare alle particelle elementari. Pertanto, nel corso del XX secolo, la fisica delle particelle ha subito un’evoluzione fenomenale e ora possiamo vedere dettagli cento milioni di volte più fini rispetto a cento anni fa. In pochi decenni la frontiera dell’infinitamente piccolo è stata spostata indietro di otto ordini di grandezza. È questa ricerca per comprendere il materiale di cui tratta questo libro.

“Ho pensato a un tema che mi ha colpito, quello dello spirito dialettico e dell’insieme dei fenomeni che mi ricordano il pluralismo e il probabilismo, e successivamente l’atomismo. La prassi dell’insieme riflette i rapporti reali, secondo Marx che credeva nel fatto che le condizioni di produzione di una società formano in se stesse un tutto. La nozione di tutto o di completezza significa quindi, da un lato, l’unità della realtà oggettiva, una sequenza di elementi, e che queste analogie nell’astratto o nella logica della mente formano rapporti reali in forme diverse, ma chiaramente definite. , per citare in questo contesto l’hegelismo il cui sostenitore era Lenin”, indica a questo proposito il dottor Hind Labdag.

Il libro affronta questa ricerca dell’infinitamente piccolo come una delle più grandi avventure scientifiche del 20° secolo, che ha introdotto i fisici in un mondo strano e confuso. “Utilizzando i loro acceleratori di particelle, i più grandi strumenti scientifici mai costruiti, hanno rivelato, all’interno degli atomi, i quark e i leptoni che costituiscono la materia, nonché le particelle virtuali che rappresentano le quattro forze fondamentali dell’Universo. E la loro ricerca ha paradossalmente portato a una nuova visione dell’evoluzione dell’Universo, questo Universo infinitamente grande a cui i telescopi danno accesso… Dopo aver vissuto questa affascinante immersione – teorica e sperimentale – nel cuore della materia, Hind Labdag lo presenta qui con semplicità, senza tralasciare nulla delle implicazioni economiche, politiche, filosofiche di una ricerca diversa dalle altre”, sottolinea il giornalista e scrittore francese Mathieu Laroche nella prefazione a quest’opera.

“L’arte di meditare” affronta diversi temi nei capitoli

“Dall’atomo al quark”, “Il probabilismo e l’atomo”, “Riflessioni filosofiche”, “Il fenomeno del tunnel e il concetto di antimateria”, “La distruzione nelle scienze atomiche e Leibniz”, “L’atomo e la ragione”, “L’atomo inizio”, “La comunicazione e l’agonia”, “L’atomo e l’infinito”, “Riflessioni nella scienza atomica”. “L’atomismo logico ha come principio che il mondo è un quanto di eventi atomici la cui filosofia consiste nel pluralismo. In un’immagine estremista, poiché assicura l’esistenza di una pluralità di elementi e nega ogni unità o complementarità, l’atomismo logico era una reazione all’idealismo assoluto che credeva che l’assoluto, per dire il tutto, è solo il reale, e che l’individualismo è solo apparente. L’atomismo logico è un tipo di discussione antologica a favore di una logica epistemologica ben determinata che inserisce la conoscenza in una sistematica degli affari atomici, collegati tra loro da operazioni logiche e la cui costruzione del mondo è dimostrata da una logica identica a quella della conoscenza. L’atomismo logico qualifica il particolarismo come assoluto, tuttavia è fortemente criticato dai suoi stessi seguaci», afferma Hind Labdag in quest’opera.

L’autore propone anche una lettura nel fondamentalismo atomico classico attraverso i capitoli “Fortran strutturato 77 per ingegneri e scienziati”, “Energia”, “Energia ed elettromagnetismo”, “Cosa dire del positivismo?”, “L’assiomatica è uno strumento per la geometrica”. astratto”, “Elettromagnetismo”, “Siamo simili?”, “Darwinismo e agonia”, “Boltzmann e probabilismo”, tra gli altri. “Vorrei esprimere il mio ardente desiderio di poter essere dietro una rivoluzione nella ricerca scientifica atomica, sprofondando così in un profondo letargo. Il principio della mia rivoluzione è trarre ispirazione dal pensiero filosofico vista la mia sensibilità di studiosa. Che dire dell’azione quantistica o quantificata? Si tratta di un’operazione cognitiva che mira a determinare caratteristiche quali il peso, la lunghezza, le coordinate quindi una probabilità che la velocità delle cose materiali mediante adeguati meccanismi di misurazione la rende quantificabile. Nell’ultima prospettiva si trova sulla soglia per confrontare il volume misurato con un volume simile. Quindi è il criterio oggettivo, uno standard approvato come unità.continua.

Ayoub Akil

Bio-espresso:
Il dottor Hind Labdag è uno scrittore, ricercatore e romanziere. È membro dell’Unione dei letterati e ricercatori marocchini. Ha pubblicato diverse opere letterarie le cui copertine sono state disegnate da Youssef Labdag, membro del California Club of Artists e detentore della medaglia d’onore della società accademica “Arts, Sciences and Letters”. Tra le sue opere ricordiamo “Nahib Al Malaika”, che traduce “Il gemito degli angeli” (2011), “Barzagh Al Arouah Alaachika” letteralmente “Istmo degli spiriti dell’amore” (2012), “Madamie Alouard” o “Il Lacrime delle rose» (2013), “Mehrab Annour” “L’abside della luce” (2015), “Elma, il mio oppio” (2017) e molti altri.

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