Mostre e libri: Pierre Aubert, un maestro del bosco vodese

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Esplora il mondo boscoso di Pierre Aubert

Pubblicato oggi alle 8:55

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Può sembrare strano iniziare con i numeri a fronte di un lavoro approfondito evidenziato da tre pubblicazioni e due mostre parallele a Montreux e Vevey. Ancor peggio, potrebbe addirittura sembrare fuori luogo di fronte a un’opera che mette in prospettiva l’interiorità della natura.

Tranne quello con Pierre Aubert (1910-1987), queste cifre parlano anche dell’ardore di un ragazzino della Vallée de Joux, figlio di un contadino-orologiaio, che si credeva dedito al lavoro agricolo e che osava a malapena sognare di essere un artista. Quindi sessant’anni di carriera tra la sua “dolce valle” (ndr: du Nozon) e i suoi soggiorni in Francia, a Parigi e in Provenza, in un’esistenza vissuta per settantasette anni, non sono niente… E queste 1200 tavole incise, iscritte nell’inventario di un artista che è anche pittore, portano testimoniano la costanza nel compito, che mostrano stilisticamente: riconosciamo sempre un legno di Pierre Aubert!

Nella veduta di Parigi, come in quelle della Svizzera, l'albero assume il ruolo di protagonista. Qui, “Notre-Dame de Paris”, 1953, xilografia su carta (300 x 240 mm).

L’onnipresenza dell’albero, figura di riferimento, serpentina, espressiva come un volto, non è l’unica firma. Ci sono anche questi gesti dell’incisore, al plurale, che ancorano una tensione narrativa ben oltre i codici della rappresentazione del paesaggio. Oppure questa padronanza del chiaroscuro emotivo, questo gioco di pieno e vuoto, che induce una propensione diversa da quella contemplativa. Pierre Aubert ritrae una natura così viva! Si sta muovendo. Respirare. Ha fiato.

“Le Chasseron”, 1950, Fine incisione su carta (360 x 313 mm).

A Vevey, al Gabinetto cantonale delle stampe che espone “Pierre Aubert, il maestro dei boschi”, si respira questo respiro. A Montreux, presso il Centro Culturale Maison Visinand, prende tono attraverso una selezione di dipinti e una ricerca del colore che secondo l’artista era essenziale per “diventare davvero me stesso”. Un essere, una sensibilità la cui riscoperta è ulteriormente accompagnata dall’arricchimento bibliografico portato avanti dal professor Philippe Kaenel e dal figlio dell’artista, Raphaël Aubert.

Il duo varia i generi con una monografia “Pierre Aubert, pittore” (Infolio), un focus su “Il viaggio a Parigi. Un taccuino di Pierre Aubert” (arte & narrativa) o una biografia-testimonianza “Aubert, anche il nero è un colore” (Infolio).

Montreux, centro culturale Maison Visinand, fino al 2 giugno, dal mercoledì alla domenica (15:00-18:00). cc-mv.ch

Vevey, Jenisch Museum, fino al 25 agosto, da martedì a domenica (11-18). museejenisch.ch

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Firenze Millioud è entrato nella sezione culturale nel 2011 per passione per gli uomini di cultura, dopo essersi occupato di politica ed economia locale dal 1994. Storica dell’arte, collabora alla redazione di cataloghi di mostre e opere monografiche sugli artisti.Più informazioni

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