La Georgia, nuova area di confronto tra Russia e Occidente

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Nonostante le immagini spettacolari delle folle umane che invadono Tbilisi, le cancellerie europee esitano ancora ad impegnarsi in un riavvicinamento.
VANO SHLAMOV/AFP

ANALISI – A Parigi come a Berlino, dove la questione ucraina pesa già molto, stiamo “procrastinando” e osserviamo con “preoccupazione” il faccia a faccia tra i manifestanti filoeuropei e il governo filorusso.

Come a Maidan nel 2014, la rivoluzione georgiana si svolge nel nome della democrazia e nei colori dell’Europa. Come gli ucraini dell’epoca, i georgiani dicono “sì, a Bruxelles” E “no alla Russia“. Ma nonostante le immagini spettacolari delle folle umane che invadono Tbilisi, la capitale, nonostante la determinazione dei giovani georgiani, nonostante la violenza della repressione esercitata da chi detiene il potere e nonostante l’importanza della posta in gioco per il futuro di questo piccolo paese caucasico di Con soli 3,7 milioni di abitanti, le cancellerie europee esitano a farsi coinvolgere. Dimostrano una cautela che alcuni attori dell’opposizione georgiana considerano come una “ambiguità pericolosa“.

Le recenti dichiarazioni dell’ambasciatore dell’UE a Tbilisi, il polacco Pawel Herczynski, hanno suscitato scandalo nelle file dell’opposizione. Lungi dal dire che la legge in materia “influenza straniera”copia carbone di quello utilizzato dal Cremlino per reprimere i dissidenti, sarebbe considerato un “linea…

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