Inclusione socioeconomica dei giovani NEET: i punti principali del parere del CESE

Inclusione socioeconomica dei giovani NEET: i punti principali del parere del CESE
Inclusione socioeconomica dei giovani NEET: i punti principali del parere del CESE
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Mercoledì 8 maggio 2024 alle 16:46

Rabat – Ecco le principali raccomandazioni del parere del Consiglio economico, sociale e ambientale (CESE) su “Giovani NEET: quali prospettive per l’inclusione socioeconomica?”, presentato mercoledì nel corso di un workshop di feedback a Rabat:

Il CESE raccomanda l’adozione di un approccio integrato, basato su cinque assi, al fine di accelerare l’integrazione sociale ed economica di questa categoria di giovani, di età compresa tra i 15 e i 24 anni, che vivono in una situazione di spiccata vulnerabilità e ai margini della società. sistema di istruzione/formazione e mercato del lavoro (NEET), che colpisce 1,5 milioni di individui, ovvero un giovane marocchino su quattro (HCP, 2022).
1 – Il primo asse riguarda il rafforzamento delle capacità di identificazione e monitoraggio dei giovani NEET.

Per fare ciò, il CESE raccomanda in particolare la realizzazione di un sistema informativo allargato per l’identificazione dei NEET e il monitoraggio del loro percorso, che raccolga dati incrociati provenienti da più fonti (RSU, statistiche relative ai settori coinvolti, ecc.).
2- Il secondo asse riguarda l’attuazione di misure preventive per evitare che nuove categorie di giovani si trovino in una situazione NEET. A questo proposito si raccomanda di:

– Garantire l’efficacia della scuola dell’obbligo fino all’età di 16 anni, mettendo in atto le necessarie misure di mantenimento e reinserimento, con un ampio coinvolgimento dei genitori e delle parti interessate a livello locale;

– Generalizzare le scuole comunitarie nelle zone rurali, garantendo al tempo stesso che rafforzino le loro attrezzature ed estendano la copertura dei servizi di trasporto scolastico;

– Rafforzare l’offerta pubblica di formazione professionale nelle zone rurali, adattando le specializzazioni alle esigenze di ciascuna regione e di ciascun territorio.
3- Il terzo asse prevede la creazione di un ecosistema allargato per accogliere e guidare i giovani NEET verso opzioni personalizzate che rispondano alle loro esigenze specifiche.

In questo caso sarebbe opportuno sviluppare una fitta rete di punti di accoglienza, ascolto e orientamento per i NEET. Questa rete, che dovrebbe estendersi a tutti gli enti locali, sarebbe governata da una carta unificata che preciserebbe ruoli, attività e distribuzione delle responsabilità tra i diversi attori coinvolti.
4- Il quarto asse mira a migliorare la qualità e l’efficacia dei servizi e dei programmi di integrazione per i giovani NEET.

Ciò include principalmente il miglioramento della qualità e dell’efficienza dei servizi pubblici per l’integrazione dei giovani nel mercato del lavoro e la garanzia di un sostegno personalizzato ai NEET con l’obiettivo di migliorare la loro occupabilità, attraverso adeguati sistemi contrattuali con il settore privato o il terzo settore. L’obiettivo è facilitare il loro reinserimento nel sistema di istruzione o formazione, assisterli nella ricerca di opportunità di tirocinio o lavoro e sostenerli prima e dopo la creazione di un’impresa.
5- Il quinto asse mira a stabilire un quadro di governance, caratterizzato da coerenza e complementarità ottimali tra i vari programmi, nonché da un coordinamento continuo ed efficace tra i diversi soggetti interessati.

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