L’uso di ChatGPT nella formazione, oltre l’immediatezza

L’uso di ChatGPT nella formazione, oltre l’immediatezza
L’uso di ChatGPT nella formazione, oltre l’immediatezza
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Nel mondo della formazione degli informatici, ChatGPT richiede un cambiamento educativo. Tra dipendenza e innovazione, scopri come questo strumento cambia la programmazione dell’apprendimento, confrontando le parti interessate con nuove sfide e opportunità. Una testimonianza di Mario Ramalho, Master professionale in informatica presso la Scuola dei Mestieri di Friburgo.

Sono insegnante presso la Scuola dei Mestieri di Friburgo (EMF), un istituto che forma giovani apprendisti informatici CFC nella formazione scolastica a tempo pieno. La formazione professionale nel settore IT è attualmente al centro di una trasformazione nel modo in cui gli studenti affrontano la programmazione dell’apprendimento. L’arrivo di ChatGPT nel panorama educativo segna un significativo cambio di paradigma, influenzando profondamente metodi di insegnamento e strategie di apprendimento.

L’avvento di ChatGPT ha segnato uno spartiacque nel modo in cui le persone approcciano la propria formazione. Una volta abituati a cercare soluzioni nella documentazione o su forum come “stack overflow”, i tirocinanti ora si rivolgono a ChatGPT per risposte immediate. Prima sperimentano la soluzione proposta e poi decodificano il processo per comprendere i concetti sottostanti. Ciò rappresenta un cambiamento significativo verso un apprendimento più interattivo ed esperienziale. Questa transizione, pur aprendo vasti orizzonti di facilità ed efficienza, solleva anche interrogativi sul nostro rapporto con l’apprendimento e la comprensione profonda.

Noé Henchoz, apprendista del 4° anno presso EMF, ha recentemente condiviso con me la sua esperienza con ChatGPT, evidenziando la crescente dipendenza da questo strumento. Di fronte a un’interruzione del servizio OpenAI, si è trovato impotente, esitando tra il ritorno a metodi di apprendimento più tradizionali o l’attesa che il servizio diventasse disponibile. Alla fine ha scelto di attendere che ChatGPT diventasse disponibile mentre passava a un’altra attività. Questo incidente evidenzia quanto ChatGPT sia diventato centrale nella nostra ricerca di conoscenza in appena un anno e mezzo di esistenza.

Questo nuovo paradigma evidenzia più che mai la necessità di instillare il pensiero critico nei giovani sviluppatori. Con le risposte a portata di mano, la sfida ora risiede nella capacità di valutare l’efficacia, la sicurezza e l’adeguatezza delle soluzioni proposte. È fondamentale insegnare loro a non accettare le informazioni per oro colato, ma a metterle in discussione e a comprenderle in profondità. Poiché gli strumenti di intelligenza artificiale sono sempre più affermati (o in via di affermazione) nel mondo delle aziende IT in cui proseguiranno il loro percorso, è opportuno che la scuola di formazione li supporti nel farne un uso professionale e consapevole.

Viviamo in un’era di gratificazione immediata, dove tutto sembra a portata di clic. Ciò ha impatti significativi sulla formazione informatica. Come formatori, il nostro ruolo è supportare questa transizione, garantendo che un rapido accesso alle informazioni non ostacoli lo sviluppo di capacità analitiche e di problem-solving.

Alla EMF, abbiamo in particolare messo in atto una serie di misure per promuovere un uso giudizioso di ChatGPT:

  • a) forniamo una formazione iniziale sullo strumento, con l’obiettivo di fornire agli studenti le competenze necessarie per utilizzarlo in modo efficace. Ciò riunisce la comprensione del contesto, così come il suo ruolo,
  • b) forniamo istruzioni personalizzate su misura per ciascun modulo, consentendo di personalizzare ChatGPT in base al contesto della materia insegnata,
  • c) viene effettuata un’analisi dei suggerimenti scritti dai discenti, offrendo consigli personalizzati per migliorare la padronanza dello strumento.

In conclusione, ChatGPT e strumenti simili sono incredibili catalizzatori di innovazione e apprendimento. Tuttavia, ci ricordano l’importanza di tornare alle origini e coltivare una profonda comprensione della tecnologia che utilizziamo e creiamo.

Autore di questa testimonianza, Mario Ramalho è un master professionale in informatica presso la Scuola dei Mestieri di Friburgo.

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