Il Brasile rende omaggio ad Ayrton Senna, a 30 anni dalla sua morte

Il Brasile rende omaggio ad Ayrton Senna, a 30 anni dalla sua morte
Il Brasile rende omaggio ad Ayrton Senna, a 30 anni dalla sua morte
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Ayrton Senna, 1 maggio 1994, pochi minuti prima dell’inizio del Gran Premio che gli costerà la vita, a Imola, in Italia.

AFP

A trent’anni esatti dalla morte di Ayrton Senna, mercoledì il Brasile rende omaggio a uno dei suoi più grandi idoli, un orgoglio nazionale la cui aura è paragonabile a quella del “re” Pelé.

I fan del tre volte campione del mondo di Formula 1 (1988, 1989 e 1991) sono attesi per tutto il primo maggio davanti alla sua tomba in un cimitero di San Paolo, sua città natale, dove fu sepolto nel 1994, a 34 anni, dopo la morte tragico incidente sul circuito italiano di Imola.

Come ogni anno dalla sua morte, sul circuito di Interlagos, sempre a San Paolo, viene organizzata una corsa podistica, dove vinse due volte a fine carriera, nel 1991 e nel 1993.

Negli ultimi giorni sulle televisioni locali si sono moltiplicati i programmi che rendono omaggio all’uomo che dà il nome a molte strade del Brasile.

Una mostra itinerante intitolata “Io, Ayrton Senna da Silva – 30 anni” aprirà i battenti mercoledì a Rio de Janeiro, dopo aver visitato diverse altre metropoli brasiliane.

In questa mostra i visitatori possono ascoltare la voce del pilota che racconta i momenti decisivi della sua vita e della sua carriera utilizzando l’intelligenza artificiale.

Sulla splendida spiaggia di Copacabana, luogo emblematico di Rio, molti passeggiatori si scattano come di consueto la foto davanti alla statua in bronzo del pilota, che lo immortala con le braccia alzate e brandendo una bandiera brasiliana.

Tra loro, Joao Paulo Bertoloni, 30 anni, che era neonato quando Senna è morto.

“Non ho avuto modo di vederlo dal vivo, ma la mia famiglia è sempre stata una sua fan. Mio padre, i miei nonni… Tutti mi parlavano di Senna. All’epoca il Brasile si fermava la domenica per assistere alle gare”, racconta questo imprenditore.

“Un ragazzo come noi”

Marilane Mattos, 66 anni, ricorda perfettamente il momento in cui vide in diretta televisiva l’incidente di Imola, il 1 maggio 1994.

“È stato orribile, mi rende triste ancora oggi. Ma preferisco ricordare i bei tempi (…). Era un ragazzo semplice, un ragazzo come noi», confida, dopo un selfie davanti alla statua di Copacabana.

Al di là delle imprese sportive, l’eredità del grande rivale di Alain Prost rimane viva in Brasile attraverso l’Istituto Ayrton Senna, riconosciuto nel 2004 dall’UNESCO per i suoi progetti educativi destinati ai bambini dei quartieri svantaggiati.

“Ayrton diceva sempre che se si voleva cambiare le cose bisognava cominciare dall’istruzione”, ha detto Viviane Senna, sorella di Ayrton e presidente dell’istituto, in un video recentemente pubblicato sui social network.

Fondato sei mesi dopo la morte del pilota, l’istituto afferma di aver beneficiato circa 36 milioni di studenti in 3.000 città brasiliane.

Per lo scrittore brasiliano Ernesto Rodrigues, autore della biografia “Ayrton, l’eroe rivelato”, Senna ha lasciato il segno perché ha “restituito l’autostima ai brasiliani” in un momento segnato dalla crisi politica ed economica.

Quando vinse i suoi titoli mondiali, il Brasile stava appena uscendo da una dittatura militare e stava attraversando un periodo di iperinflazione.

“La sua eredità è stata in gran parte preservata. Ha dato il suo nome a importanti viali in tutto il Paese. Ogni volta che viene menzionato il suo nome, i brasiliani sono molto orgogliosi”, conclude il biografo.

(afp)

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