REPLICA 2 – Ologramma di Lo e Huntrill

REPLICA 2 – Ologramma di Lo e Huntrill
REPLICA 2 – Ologramma di Lo e Huntrill
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Esiste davvero un personaggio pittoresco come questo? Huntrill Dice tutta la verità, nient’altro che la verità nei suoi testi? Come il 100% dei rapper del pianeta, quest’ultimo risponderebbe ovviamente affermativamente se gli facessimo la domanda, senza che sia possibile verificare ciascuna delle sue affermazioni. Fin dai suoi primi titoli nel 2017, questo giovane si presenta come una sorta di imbroglione in definitiva, navigare tra Londra, Bruxelles e Amsterdam per affari e fare shopping per nuovi stilisti fingendo di non aver bisogno di soldi rap per comprare una, due, mille paia di Margiela.

Affiliato all’etichetta Don Dada dal 2020 circa e con l’uscita di “Margiela al plurale” inoltre, la buona intesa tra lui e gli ex membri dei 1995 sembra assolutamente ovvio. Al di là del gusto pronunciato per gli orpelli, c’è un amore per i beni di seconda mano e la raffinatezza in Huntrill e Ologramma Lo‘. Nel caso del produttore parigino, questo si avverte dalla scelta dei suoi campioni, dai suoi orientamenti musicali vari ma sempre di buon gusto. Nel caso del rapper dell’Ile-de-France, sono i suoi riferimenti, non necessariamente taglienti ma finemente serviti, e il suo senso della formula ultra-insolente che lo incarnano al meglio. REPLICA 2 porta in sé tutte queste qualità e diventa quindi un oggetto assolutamente essenziale per chiunque apprezzi rime rare e ricche stratificate su produzioni setose.

Il rap di Huntrill non è quello del classico nuovo ricco alla moda Ninho o al Gazò Per esempio. Naturalmente, quella che lui chiama “sindrome del frigorifero vuoto” accomuna i tre rapper quando si tratta di usare il CB ma la differenza, ancora una volta, sta nella scelta di sofisticatezza di Huntrill. Distinguersi indossando abiti di lusso è una cosa, setacciare tutte le boutique per trovare IL pezzo raro è un’altra. Per le rime è lo stesso: è vietato indossare abiti uguali agli altri. In REPLICA 2, Huntrill si arma di iperboli a dir poco sorprendenti, collocandosi sullo stretto confine tra stupidità e puro genio. “Ho imparato a nuotare in un hotel a 5 stelle”, risponde quando gli viene chiesto se apprezza la semplicità. ComeInfinito che si considerava “una specie di Jay Z Arabo” sul suo album 888, Huntrill si ispira anche al rap così stupido, ma così buono e così divertente di Shawn Carter dell’era “Imaginary Players”. La ricetta è semplice: ci confrontiamo con gli altri rapper e li prendiamo in giro nel modo più duro possibile. Le risate sono assicurate quando l’MC con la bacchetta usa bene le parole.

Nella sua eccentricità e nelle sue atmosfere, colui che si fa chiamare Bigstraat deve farlo Playboy Carti in lui. Questo mix tra il classico rap newyorkese e le buffonate più moderne è quindi orchestrato da Hologram Lo’, che da dieci anni affina il suo know-how circondato da rapper prodigiosi. Uno degli artefici degli ultimi album di Nekfeu o il famoso UMLA DiAlpha Wann sembra fiorire in modo diverso REPLICA 2. Trovare la colonna sonora per questo personaggio pittoresco non è facile, ma questa missione esilarante è coronata da un grande successo. Al di là dei campioni ricchi e variegati che adornano le produzioni eleganti, diversi estratti di film o interviste aggiungono ampiezza a questo progetto, collocandolo in diverse realtà. Il riferimento a Cane fantasma, capolavoro di Jim Jarmusch, sottolinea il lato solitario, autodidatta e marginale del rapper, raccontando più volte la sua avversione per le leggi e le sue qualità di ladro plasmato dal bisogno. Altri estratti di interviste, come uno da Snoop Dogg alla fine di “Fornitore” o quello di Alfa 5.20 alla fine di “SADNESS QUI CÛTE CHER” colloca questo album in una realtà più concreta ed evidenzia due elementi essenziali della musica di Huntrill: la sua apparente leggerezza quando si tratta di evocare il suo consumo di magro o il suo malsano materialismo e la tristezza che cerca di eliminare nascondersi attraverso le sue paia di Margiela e le sue coppe viola.

Questo cortometraggio di 8 tracce (che conta 11 se aggiungiamo le 3 tracce del primo REPLICA) prodotto da Hologram ‘Lo’ ci ricorda i formati brevi di una delle sue maggiori ispirazioni. In effeti, L’alchimista, importante produttore di rap americano da circa vent’anni, pubblica regolarmente brevi progetti che compone interamente e in cui appare un solo rapper, come a creare una sorta di biopic sonoro. Dopo H Jeunecrack con Il polpo, Lo’ si è quindi occupato di un altro ottimo rapper nella persona di Huntrill. Quello che è certo è che questo breve formato di album tra un produttore, un rapper e una direzione artistica lavorata ha tutte le carte in regola per distinguersi e giocare sulla sua rigiocabilità nell’era dello streaming. Nel mondo francofono, Jeanjass segue anche il modello di Zio Al (lo abbiamo visto in particolare produrre progetti per Fuku, Mairo E Keroué in meno di un anno), un modello il cui successo è certamente limitato vista la sua proposta esoterica, ma accolto con entusiasmo dagli appassionati di questo rap impegnativo, artigianale e raro. I fan di Grünt annuiscono rumorosamente.

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