[Montpellier Danse 2024] Voice of Desert di Saburo Teshigawara – Balla con la penna – Novità sulla danza

[Montpellier Danse 2024] Voice of Desert di Saburo Teshigawara – Balla con la penna – Novità sulla danza
[Montpellier Danse 2024] Voice of Desert di Saburo Teshigawara – Balla con la penna – Novità sulla danza
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Per la sua ultima edizione alla testa di Danza di Montpellier, il suo emblematico direttore Jean-Paul Montanari aveva scelto la via della creazione, con numerose novità dei grandi coreografi del nostro tempo. Prima del successo Portami a casa di Dimitri Chamblas, un altro artista ha illuminato il festival: Saburo Teshigawara. Voce del desertoil suo nuovo lavoro luminoso, è una terra di contrastisembrando ispirarsi al vento e agli elementi per creare un momento di danza magistrale. Un pezzo di grande intensità, che sfrutta appieno la maestosa cornice dell’Agorà.

Voce del deserto di Saburo Teshigawara

Saburo Teshigawara non è un artista facile da comprendere. Sul palco è onnipresente: da 40 anni il coreografo giapponese attraversa la Francia, sia per le sue opere che per altre compagnie, come il Balletto dell’Opera di Parigi che lo ha accolto più volte sotto la direzione di Brigitte Lefèvre. Ma la danza di Saburo Teshigawara, la sua filosofia del movimento, può sembrare misterioso. L’artista dice poco delle sue opere, le sue note di intenti sono di per sé poesie che non necessariamente forniscono molte chiavi. Sul palco, i suoi movimenti, a volte molto lenti, respirando costantemente, sembrano provenire da un altro mondo in cui non necessariamente abbiamo i codici in cui scivolare. Voce di Desein base allala sua ultima creazione montata a Danza di Montpellier, riassume un po’ il tutto. Ma lungi dal sembrare oscuro, al contrario, ci trasporta in un vortice di sensazioni e materialicome se ogni gesto fosse decuplicato, colmo di umanità nelle sue più piccole fratture.

Sul grande palco dell’Agorà, Saburo Teshigawara sembra quasi perduto. I gesti sono lenti, profondamente legati al respiro, come se cercassero di ancorarsi il più possibile al momento presente. La concentrazione del ballerino è di per sé ipnotica. Poi scoppia la musica, composta dal coreografo e che suona come cover di Bach o Schubert. Il movimento nasce all’istante, lasciando che la sua grande lentezza fendi l’aria. Appare la piccola sagoma settantenne del coreografo fragile e gracile, ma da esso nasce un movimento potente occupando tutto lo spazio, impeccabile e di grande impatto. Il paradosso quindi porta con sé l’intero pezzo. L’atmosfera del set rimane oscura ma stimola un’immensa luminosità. Sulla scena, Saburo Teshigawara e il suo compagno per tutta la vita Rihoko Sato rimangono infinitamente connessi sul palco, eppure a volte non si guardano mai. È una coppia persa nella quotidianità, metafora del lutto e della separazione, immagine di una vita che finisce… In fondo alla scena, Kei Miyata sembra cercare la sua strada. Ma non è forse la voce che unisce questi due esseri, come un angelo che conduce l’uno o l’altro su un’altra strada? Rika Kato e Inventa la cassettiera compaiono all’improvviso sul palco, scandendo il ritmo in una sorta di trance, con i capelli folti sugli occhi. Come un’apparizione del mondo di oggi in quello di ieri, senza che mai, però, suoni incongruo.

Voce del deserto di Saburo Teshigawara

Creare uno spettacolo all’aperto non è mai banale. E Voce del deserto a volte sembra nascere dagli elementi. Un soffio di vento, una nuvola che si staglia nel cielo di Montpellier sembrano creare movimenti, come se gli artisti sul palco traessero continuamente la loro profonda ispirazione dalla natura che li circonda. La pioggia, quindi, non disturba in alcun modo lo spettacolo. Al contrario, sembra portare una nuova dimensione, un altro modo di creare e portare la danza. Anche Saburo Teshigawara vestito come mai prima dell’Agorà dalla luce, disegnando le vecchie pietre o al contrario mascherandole, creando nuovi spazi come altrettante possibilità per allargare il movimento, nutrirlo e intensificarlo.

Nella notte del sud, le nuvole volarono via. Ma sul palco, la tempesta si sta preparandoin una scena finale scioccante. Voce del deserto avrebbe potuto finire lì, continua il suo cammino forse per dieci minuti di troppo. Qualunque cosa. Saburo Teshigawara sembra aver messo tutta la sua esperienza nella danza e nel palcoscenico, i suoi oltre 40 anni di carriera, in questa nuova creazione. Il pezzo è entrambe le cose una sintesi dei suoi pensieri e della sua carriera, quasi un testamento anche se non è in alcun modo mortale. E resta, forse, l’opera ideale per chi qualche volta ha sentito la mancanza di questo gigante della danza contemporanea.

Voce del deserto di Saburo Teshigawara

Voce del deserto di Saburo Teshigawara (regia, coreografia, luci e costumi) della Compagnia Karas, con Saburo Teshigawara, Rihoko Sato, Kei Miyata, Rika Kato e Izumi Komoda. Lunedì 24 giugno 2024 all’Agorà, nell’ambito di Montpellier Danse.

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