Avvelenamenti in aumento in Marocco: quali soluzioni?

Avvelenamenti in aumento in Marocco: quali soluzioni?
Avvelenamenti in aumento in Marocco: quali soluzioni?
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Aumentano i casi di intossicazione alimentare in Marocco, soprattutto a Marrakech. L’ultimo ha lasciato sei morti nella città ocra. Di fronte al preoccupante aumento delle intossicazioni alimentari, la Federazione marocchina dei diritti dei consumatori avvisa le autorità responsabili di adottare tutte le misure e le misure necessarie per evitare che queste intossicazioni gravi e mortali colpiscano i cittadini, in particolare in vista dell’organizzazione da parte del Marocco di eventi continentali e internazionali, senza dimenticare i continui investimenti per attrarre turisti. Invita il Ministro della Sanità e della Protezione Sociale ad aggiornare le leggi relative alla gestione delle intossicazioni alimentari collettive e individuali.

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La federazione propone “di richiedere il rilascio di un’autorizzazione per esercitare l’attività di vendita di prodotti alimentari in tutte le sue forme, a condizione dell’ottenimento di un certificato di formazione nel settore, per evitare casi ricorrenti di intossicazioni collettive e individuali. » Chiede inoltre “che venga effettuato un controllo sanitario semestrale per ogni lavoratore nel campo della nutrizione e che venga applicato il decreto 65-554 del 26 giugno 1967 da parte di tutti i medici per conoscere la reale situazione delle intossicazioni alimentari in Marocco. » Secondo i difensori dei diritti dei consumatori, è necessario “abrogare l’articolo 5 del decreto ministeriale n. 473-210 del 6 settembre 2011 relativo all’attribuzione della missione di autorizzazione agli uffici sanitari che operano sotto la responsabilità del presidente dell’ente locale comunità, che conferisce loro, tra gli altri, un carattere di favoritismo politico e familiare. »

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La federazione chiede inoltre “di porre le commissioni autorizzative sotto la vigilanza dell’autorità locale e non dei consigli comunali, controllando il viaggio dei prodotti alimentari deperibili con un rigoroso sistema di tracciabilità. » Si chiede inoltre di «organizzare il settore dei fornitori e promulgare una legge che regoli questa professione con l’obbligo di disporre delle attrezzature necessarie per preparare i pasti e conservare i prodotti. »

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