Spagna-Francia (2-1): questa volta Randal Kolo Muani non sarà bastato

Spagna-Francia (2-1): questa volta Randal Kolo Muani non sarà bastato
Spagna-Francia (2-1): questa volta Randal Kolo Muani non sarà bastato
-

Nessuno, ovviamente, avrebbe immaginato, un mese fa, di vedere il suo nome inciso sulla pietra accanto a quelli delle più grandi leggende del calcio francese. Al termine di questa semifinale europea, Randal Kolo Muani è comunque entrato nella storia della squadra francese eguagliando le prestazioni di due prestigiosi Palloni d’Oro tricolori.

Come Michel Platini, autore della semifinale dei Mondiali del 1982 e poi degli Europei del 1984, e Zinedine Zidane, autore dello stesso agli Europei del 2000 e ai Mondiali del 2006, l’attaccante del PSG è diventato secondo Opta il terzo azzurro nella storia per trovare la rete nelle semifinali di un Mondiale e di un Europeo.

Poco più di un anno e mezzo dopo aver timbrato il biglietto della squadra francese per la finale dei Mondiali in Qatar davanti al Marocco, il gol segnato da Randal Kolo Muani questa volta non ha avuto lo stesso effetto magico per i suoi compagni. Se i Blues non parteciperanno alla finale degli Europei in Germania domenica, non potranno incolpare il loro attaccante 25enne.

La sua testata gli ha fatto dimenticare 86 tentativi falliti

Anzi, visto che questo martedì, sul prato dell’Allianz Arena, è stato proprio il nativo di Bondy a rimettere i Blues sulla strada giusta. “Ci manca la presenza sotto porta. Ma i centri sono nella zona giusta. Gli attaccanti devono essere più presenti e i centrocampisti devono venire a sostenerci”, ha annunciato in conferenza stampa come pronostico.

Perché è questo che gli ha permesso di aprire le marcature in questa semifinale che tutti immaginavano chiusa a chiave. Un cross perfetto di Ousmane Dembélé per un Kylian Mbappé alleggerito della maschera, un cross preciso del nuovo madrileno e ora Randal Kolo Muani inonda la difesa iberica e il suo portiere con un colpo di testa perfetto ancor prima del decimo minuto di gioco.

Un po’ presto, forse, ma non importa, visto che il suo realismo aveva appena seppellito i vecchi demoni di questo attacco difensivo dall’inizio dell’Euro, troppo innocuo in ogni caso per scuotere le reti se non con le gomitate dei suoi avversari. Ma questa volta non era più la stessa cosa, pensavamo, poiché la sua testata ci aveva fatto dimenticare che lui e i suoi compagni avevano fallito nei loro ottantasei tentativi precedenti.

Non sempre giusto nelle sue scelte

Lui, che aveva comunque segnato in ciascuna delle sue partite da titolare contro Cile, Grecia e Lussemburgo, lui che soprattutto aveva tolto una vera spina nel fianco dei suoi compagni essendo all’origine del gol qualificazione – un csc di Jan Vertonghen – in gli ottavi di finale contro il Belgio (1-0) non avrà davvero avuto un’altra occasione per indossare nuovamente il suo costume da salvatore durante questa semifinale.

Nonostante il lavoro di indebolimento che ha cercato di svolgere sulla difesa avversaria, con il suo modo di moltiplicare le corse, non è stato sempre giusto nelle sue scelte, come questo passaggio troppo profondo per Mbappé in inizio partita. Coinvolto tuttavia nel suo modo di infastidire il primo ricevitore, non è stato indegno, ma come i suoi compagni d’attacco, gli mancava troppo un centrocampista fisico per venire ad aiutarlo a rovesciare questa selezione spagnola che aveva preso il sopravvento dopo il tiro magistrale di Lamal e Cross di Olmo.

-

PREV “Non finirà mai”: a 3 anni dalle terribili alluvioni, sta per essere completata la pulizia dell’Ourthe e del Vesdre
NEXT Giro di Francia. Tadej Pogacar supera di due minuti il ​​record di Lance Armstrong sul Pla d’Adet