Violenza sessuale: Siciliano e Daigle impugnano la sentenza

Violenza sessuale: Siciliano e Daigle impugnano la sentenza
Violenza sessuale: Siciliano e Daigle impugnano la sentenza
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Condannati rispettivamente a 30 e 32 mesi di carcere, Massimo Siciliano e Nicolas Daigle presentano ufficialmente appello contro la sentenza. Gli ex giocatori di hockey dei Tigers hanno presentato istanza ritenendo la sentenza “manifestamente inappropriata” e chiedendo anche di essere rilasciati nel corso del procedimento.

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La richiesta di appello completa è stata depositata martedì presso la cancelleria della Corte d’appello del Quebec nel caso di Massimo Siciliano, meno di 24 ore dopo che il 21enne era stato condannato per violenza sessuale.

Nel caso di Nicolas Daigle, il suo avvocato, Me Michel Lebrun, confermato a rivista anche il desiderio del suo cliente di fare appello. La richiesta dovrebbe essere presentata ufficialmente nel corso della giornata di mercoledì.


Foto per gentile concessione di JONATHAN ROY / LHJMQ

L’avvocato di Siciliano, Charles Levasseur, precisa nella sua istanza che la condanna inflitta al suo cliente non è indicata “tenendo conto delle prove fornite, delle circostanze e dei fatti addotti”.

Chiede che la sentenza venga annullata e poi sostituita con una pena sospesa, oppure con una pena in comunità come ha suggerito la difesa.

Me Lebrun sottolinea che le linee generali della richiesta del suo cliente saranno le stesse.

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Diversi disegni

Nella sua richiesta, Me Levasseur sostiene che il giudice Thomas Jacques ha commesso alcuni errori di principio che hanno “un’influenza decisiva” sulla sentenza inflitta al giocatore di hockey.

La difesa ritiene che il magistrato non abbia tenuto conto in particolare del principio di individualizzazione della pena, “omettendo di irrogare una pena mirata esclusivamente al reato commesso”.

La difesa sostiene inoltre che il giudice ha commesso errori sulle aggravanti e attenuanti considerate, sottolineando che alcuni degli elementi sollevati non erano stati provati oltre ogni ragionevole dubbio.


Foto DIDIER DEBUSSCHERE

Quindi, il giudice Jacques ha concluso che si era verificato un tradimento della fiducia, considerato il rapporto tra i giocatori e il dipendente. Il clan Siciliano, però, sostiene che il giudice ha commesso errori “nell’applicazione dei concetti di abuso e di vincolo fiduciario”.

La difesa adduce nella decisione anche “deduzioni estremamente negative” per Siciliano. Me Levasseur sottolinea in particolare il fatto che Siciliano avrebbe imposto la sua presenza al denunciante, poi il fatto che lei gli avrebbe comunicato il mancato consenso, cosa che la difesa ritiene erronea.

Richiesto il rilascio

Alla luce di queste argomentazioni Massimo Siciliano chiede la liberazione nel corso del procedimento di appello. Egli cita in particolare a suo favore il fatto che il rischio di recidiva è riconosciuto come «estremamente basso» e che la sua carcerazione non è stata richiesta dall’accusa durante il procedimento.

Siciliano chiede che venerdì venga presentata questa richiesta di libertà provvisoria.

Anche Nicolas Daigle presenterà lo stesso tipo di richiesta di rilascio nella sua prossima richiesta.

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