“Madri, una canzone per la guerra”, canta l’Ucraina – Libération

“Madri, una canzone per la guerra”, canta l’Ucraina – Libération
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Scena

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La regista polacca Marta Górnicka riunisce nel cortile principale 21 cantanti, rifugiati provenienti da Polonia, Ucraina e Bielorussia, che si rivolgono al pubblico sul tema della violenza contro le donne in tempo di guerra.

In piedi, frontale, accampato. Se dobbiamo attingere alla statuaria antica per descrivere le donne di questo coro molto contemporaneo, allora lo sono nero in gonne e scarpe da ginnastica. E nel loro marmo le crepe sono quelle della disgregazione di famiglie dilaniate, quelle delle violenze sessuali e delle infanzie sconvolte. Sono venuti per cantare cosa fa la guerra alle donne. Sono ucraini, bielorussi e polacchi. Madri, una canzone per la guerra, lo spettacolo della regista polacca Marta Górnicka andrà in scena nel cortile d’onore del Palazzo dei Papi dal 9 all’11 luglio. Nell’intera storia del festival, settantotto anni tutti uguali, Marta Górnicka sarà la quarta direttrice a prendere in mano la leggendaria sede di Avignone, e con loro 21 donne, una delle quali è una bambina.

Lo spettacolo è già stato in tournée in Europa (al Maillon di Strasburgo in ottobre). Quella sera fu presentato al teatro Lliure di Barcellona. Dalla sala, di fronte al palco, tra gli spettatori, Marta Górnicka dirige le canzoni, in piedi quando siamo seduti, illuminati. A pochi posti da lei sentiamo i movimenti delle sue braccia, sentiamo il suo respiro che riprende, bruscamente, tra due slanci. Sul palco canta il coro femminile. Si ha un rullante da fanfara, un bambino guida la truppa, avanzano, si ritirano, ritornano come un’onda, come un banco di pesci, uno stormo di uccelli, come la memoria, individuale e collettiva, che va, che viene, q

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