La sconfitta della RN ispira profondo sollievo in Belgio

La sconfitta della RN ispira profondo sollievo in Belgio
La sconfitta della RN ispira profondo sollievo in Belgio
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La domenica sera il Belgio politico ha tirato un sospiro di sollievo quando ha assistito alla vittoria del Nuovo Fronte Popolare e alla sconfitta del Raggruppamento Nazionale.

Per il socialista francofono Paul Magnette “la Francia dimostra che l’estrema destra non è inevitabile”. “Stasera, la sinistra è la principale forza politica francese e porta con sé un’immensa speranza e un’immensa responsabilità”. Il leader del gruppo PS alla Camera Ahmed Laaouej accoglie con favore una “barriera all’ondata fascista”.

L’ambientalista Zakia Khattabi si dice sollevata, ma “è solo una vittoria di tappa, la parte più difficile deve ancora venire”, cioè “costruire una maggioranza e poi negare tutto ciò che ha mobilitato gli elettori (della RN)”. “Benvenuti ai francesi nella realtà politica belga”, aggiunge.

Il comunista Raoul Hedebouw si congratula con la sinistra per essere “riuscita a impedire la maggioranza del Raggruppamento Nazionale”. “Tutto il nostro sostegno alle componenti del Nuovo Fronte Popolare che vogliono una rottura reale con le politiche di Macron e con i partiti tradizionali che hanno applicato politiche antisociali negli ultimi vent’anni”.

“Disonore e ingovernabilità”

Per il resto, Georges-Louis Bouchez, presidente del Movimento riformista (liberale francofono) e grande vincitore delle elezioni del 9 giugno a Bruxelles e in Vallonia, è in difficoltà. Crede che “la Francia avesse la scelta tra il disonore e l’ingovernabilità; ha scelto l’ingovernabilità ma ha fatto un passo ulteriore verso il disonore”.

Secondo lui, il risultato del voto avrà l’effetto di “dare slancio ai populisti e agli estremisti di ogni tipo”. Bouchez chiede “un progetto politico per sconfiggere questi due pericoli” che per lui sono l’estrema destra ma anche “l’estrema sinistra”. Il presidente dei liberali francofoni rafforza qui una delle sue tesi preferite, secondo la quale si dovrebbe tracciare un cordone sanitario anche davanti al PTB comunista per impedirgli di prendere il potere, come già avviene per il Vlaams Belang ( Estrema destra fiamminga). “GLB” non specifica se nella sua bocca “estrema sinistra” si riferisce al Nuovo Fronte Popolare o al partito La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon.

In capigliazione dopo le ultime elezioni legislative, il partito social-liberale Défi si è dato questo fine settimana un nuovo presidente nella persona di Sophie Rohonyi. Si è detta “sollevata nel vedere che l’ondata dell’estrema destra è stata evitata grazie al fronte repubblicano e ad un tasso di partecipazione record”. “Misuriamo tuttavia la forte progressione dell’estrema destra, come in Belgio. Smettiamola di spaventarci e mettiamoci al lavoro!”, dice.

Le reazioni sono più rare da parte fiamminga. Si potrebbe dire classicamente, forse perché lì l’estrema destra fa parte del panorama politico. Su X, il premier dell’Attualità Alexander De Croo preferisce concentrarsi sulla vittoria dei laburisti in Gran Bretagna. “Il Regno Unito e il Belgio non sono solo vicini. Soprattutto, siamo partner forti e vicini”.

Mentre Vlaams Belang e il suo presidente Tom Van Grieken si sono rallegrati per la vittoria del Rassemblement National al primo turno delle elezioni legislative su X (ex Twitter), questo lunedì mattina non troviamo la minima allusione alla sua sconfitta.

«Francia 1 – RN 0»

La maggior parte dei media belgi danno un posto in prima pagina alla Francia, per sottolineare la sconfitta del Raggruppamento Nazionale da un lato, la vittoria della sinistra dall’altro. La sera saluta la “vittoria del fronte repubblicano”. Nella modalità sportiva, L’ultima ora titolo “Francia 1 – RN 0”, suggerendo che lì ci sono due campi fatalmente opposti. La maggior parte dei giornali ridimensiona questa seconda tornata elettorale, sollevando la questione del futuro della Francia e del suo governo.

La sera ritiene che il Nuovo Fronte Popolare sia ormai la principale forza politica francese, superando il partito presidenziale che ha tuttavia mantenuto una posizione significativa. Il Rally Nazionale, seppur favorito dopo la prima manche, si ritrova in terza posizione. Il fronte repubblicano lanciato dalla sinistra ha giocato un ruolo cruciale, grazie a più di 200 ritiri per sbarrare la strada all’estrema destra.

“Questa Assemblea sarà anche il frutto di un’enorme mobilitazione cittadina, che non si vedeva in Francia dall’elezione di François Mitterrand nel 1981, prova dell’importanza di questo voto agli occhi della popolazione e dello slancio democratico di fronte allo spettro dell’avventura Lepéniste”, scrive il quotidiano di rue Royale. La Francia si ritrova quindi con tre blocchi politici distinti e deve ora prendere in considerazione la collaborazione tra il Nuovo Fronte Popolare e l’ex maggioranza presidenziale per evitare uno stallo parlamentare e soddisfare le aspettative dei cittadini. “Le urne dicono loro di costruire insieme un progetto serio e non solo di bloccare Le Pen”.

I giornali del gruppo Sudpresse sottolineano l’assenza di una maggioranza assoluta che getta la Francia nell’incertezza. Credono che si possa immaginare un governo di coalizione con il Nuovo Fronte Popolare, magari alleato con Ensemble (macronisti) e Repubblicani (almeno quelli che non sono alleati con il Raggruppamento Nazionale). Tuttavia, Jean-Luc Mélenchon è considerato troppo controverso per guidare questo governo, lasciando spazio a personalità più consensuali.

“Per sbloccare la situazione è necessaria una partenza repubblicana”

La Libre Belgique descrive le elezioni come storiche e senza precedenti, con conseguenze caotiche prevedibili. I funzionari eletti dovranno ora imparare a negoziare tra i partiti per evitare la paralisi. “Dopo il fronte anti-RN, è necessaria una rinascita repubblicana per sbloccare la situazione ed evitare la doppia punizione: una Francia ingovernabile e una vittoria di Marine Le Pen nel 2027”.

La Francia, di fronte a una tripla minaccia di instabilità, crisi economica e ascesa dell’estrema destra, deve riunirsi per rispondere alle preoccupazioni dei cittadini riguardo al potere d’acquisto, alla delinquenza, all’istruzione e all’immigrazione clandestina. L’incapacità di collaborare potrebbe indebolire la posizione della Francia in Europa.

“Come un boomerang”

Per la vita quotidiana fiamminga Lo standard, la tattica del fronte repubblicano ha funzionato, impedendo al RN di Marine Le Pen di ottenere la maggioranza assoluta. Tuttavia, Emmanuel Macron deve ancora affrontare grandi sfide per formare una nuova coalizione di governo praticabile. Il Nuovo Fronte Popolare, composto da vari partiti, potrebbe rapidamente disintegrarsi senza la maggioranza assoluta. La formazione di un governo stabile è fondamentale per evitare un periodo prolungato di caos politico ed economico, sia in Francia che in Europa. “Sospirare troppo di sollievo e non riflettere attentamente sulle ragioni di questa vittoria e trarre le necessarie conclusioni politiche potrebbe rivelarsi un boomerang”, scrive il quotidiano.

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