Affare Boudrika: un tatuaggio finto per furto immobiliare

Affare Boudrika: un tatuaggio finto per furto immobiliare
Affare Boudrika: un tatuaggio finto per furto immobiliare
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Una nuova svolta nel caso di furto immobiliare in cui è coinvolto il promotore Abdellah Boudrika. In realtà, scrive il quotidiano Assaba nell’edizione di lunedì 8 luglio, nessuno tra gli imputati, tutti perseguiti in custodia cautelare, si aspettava nuove rivelazioni davanti alla Corte d’appello di Casablanca, nel corso dell’udienza di venerdì scorso.

Si tratta della figlia adottiva del defunto proprietario del terreno rubato e di una donna anziana, anch’esse coinvolte nella vicenda. È quest’ultimo ad assumere il ruolo del defunto nello scenario del sequestro dei terreni. Secondo la figlia adottiva, per rendere più convincente la somiglianza, sul volto della donna sarebbe stato disegnato un tatuaggio finto. E secondo il quotidiano sarebbe stato proprio il notaio, coimputato nel caso e attualmente anche lui in custodia cautelare, ad avere l’idea del tatuaggio finto e sarebbe stato lui stesso a dipingerlo sul volto di questa donna che stava per usurpare l’identità del defunto legittimo proprietario del terreno in questione.

Nella sua deposizione davanti al giudice, la figlia adottiva ha affermato di pentirsi di aver partecipato a tutta questa vicenda. Afferma di essere stata ingannata lei stessa. In realtà, continua, le è stato fatto capire che l’operazione di vendita fraudolenta avrebbe dovuto riguardare solo un terzo del terreno in questione, ovvero esattamente l’equivalente di quello che lei avrebbe ereditato dalla defunta madre. È rimasta sorpresa quando ha saputo che l’operazione di frode riguardava effettivamente l’intero territorio e, per di più, senza pagare un solo centesimo in cambio.

È stato l’intermediario, spiega citata dal quotidiano, a svolgere le procure necessarie per l’operazione. Ne fece uno a nome di lei e un secondo a nome di sua madre. Ha utilizzato i due documenti per aprire un conto bancario, sempre a suo nome. Ma in seguito ha ritirato tutto il denaro della transazione e lo ha tenuto per sé.

Sono stati l’imprenditore immobiliare e il notaio, aggiunge, sempre secondo il quotidiano, a pianificare tutto. Hanno definito il ruolo che tutti devono svolgere in questa materia. Ha anche ammesso di aver ricevuto un assegno di 2 milioni di dirham presumibilmente emesso dalla sua defunta madre.

Il giudice ha ascoltato, nel corso di questa stessa udienza, anche l’anziana donna che interpretava il ruolo del defunto proprietario terriero. Ha affermato di essere una mendicante e di chiedere l’elemosina al Souk settimanale di Tit Mellil.

Un giorno uno degli imputati le si è avvicinato e si è offerto di accompagnarla se avesse voluto ricevere assistenza finanziaria dal promotore immobiliare. Cosa che non ha esitato a fare. In seguito si fece disegnare un tatuaggio sul viso, e fu una ragazza che non ricorda più a essere stata incaricata di farlo. Alla fine, dice, dopo aver interpretato il suo ruolo, non ha ricevuto alcun aiuto.

Par Amyne Asmal

07/07/2024 ore 21:15

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