Tutor a Draguignan pronti a reclutare candidati soggetti a pena di servizio comunitario

Tutor a Draguignan pronti a reclutare candidati soggetti a pena di servizio comunitario
Tutor a Draguignan pronti a reclutare candidati soggetti a pena di servizio comunitario
-

Nel giugno dello scorso anno, il servizio alla comunità (TIG), istituito dall’illustre e ormai defunto ministro della Giustizia, Robert Badinter, ha celebrato il suo 40° anniversario (la nostra edizione del 27 giugno 2023). In questa occasione, la presidente del tribunale di Draguignan, Nathalie Fèvre, aveva già sottolineato uno dei punti deboli di questo sistema che dovrebbe far lavorare gratuitamente, per un periodo limitato, un individuo colpevole di un reato minore: “Il TIG viene raramente scelto come conversione di una pena detentiva dura. Nella fase della sua esecuzione, la media [était] meno del 3% all’anno, a Draguignan.”

Sviluppare descrizioni del lavoro

Dodici mesi dopo, cosa è cambiato? Il pubblico ministero Pierre Couttenier vuole restare onesto: “È chiaro che i tribunali non rinviano ancora sufficientemente al Servizio di integrazione e libertà vigilata (Spip), attraverso il quale passa l’esecuzione del TIG”. E questo, “anche se non avremmo mai potuto fare tanto quanto oggi, grazie alla gamma di attività professionali offerte nella regione.”

Qual è la colpa? Sempre secondo il pubblico ministero “la mobilitazione dei giudici sui casi più pericolosi a scapito del profilo TIG”e “i tempi legali molto lunghi per l’esecuzione di questo tipo di sentenze, che possono richiedere diversi anni”.

È in questo contesto che diversi servizi comunali (1) sono stati forniti, la settimana scorsa, a “Certificato di tutor TIG”. Quest’ultimo è rilasciato a nome dell’Agenzia per il Lavoro di Interesse Generale e l’Integrazione Professionale (Atigip). “Dei quindici job description che desideriamo sviluppare, otto sono già presenti sulla piattaforma [TIG 360], calcola le risorse umane del Comune. Una dinamica che il comune desidera mantenere con giustizia: “Dobbiamo essere sulla stessa lunghezza d’onda”supplica Pierre Couttenier, per finalmente “fare meglio”.

“Vogliamo partecipare”

“Eravamo convinti [de l’intérêt de recruter des TIG]e noi vogliamo partecipare”, annuncia con entusiasmo Jonathan Laugier, responsabile delle infrastrutture sportive. Al momento non viene offerta alcuna descrizione del lavoro, “ma le squadre ci stanno lavorando”.

Niente di insormontabile da parte di Yannick Mahaud, che da sette anni accetta il TIG nel servizio stradale e di segnalamento: “Finora ne abbiamo fatti 70testimonia. A parte qualche ritardo, non ho mai avuto problemi. Alcuni si aprono riguardo al loro passato, altri scoprono abilità che non pensavano di avere. L’anno scorso c’erano state anche delle assunzioni. Ci sono bellissime storie umane.”

-

PREV Una stagione iniziata alla grande all’Autodromo di Saint-Félicien
NEXT Tour de France: ce ne sono ancora 168