“Ordine e disordine nell’ospedale generale di Clermont sotto l’Ancien Régime”: conferenza sui “Giovedì di Saint-Laurent” tenuta da Patrick Fournier

“Ordine e disordine nell’ospedale generale di Clermont sotto l’Ancien Régime”: conferenza sui “Giovedì di Saint-Laurent” tenuta da Patrick Fournier
“Ordine e disordine nell’ospedale generale di Clermont sotto l’Ancien Régime”: conferenza sui “Giovedì di Saint-Laurent” tenuta da Patrick Fournier
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Archivio dipartimentale del Puy-de-Dôme, H 2738,
estratto delle entrate e delle spese dell’ospedale generale, 1767.

Una conferenza sui “Giovedì di Saint-Laurent” tenuta da

Patrizio Fournier,
Docente di Storia moderna all’Università di Clermont Auvergne,
Centro Storico “Spazi e Culture”

“Ordine e disordine nell’ospedale generale di Clermont sotto l’Ancien Régime”

Sintesi della conferenza di Jean-Luc FRAY

L’ospedale generale di Clermont – creato nel 1657 in anticipo sulle prescrizioni reali e solo due anni dopo quello di Parigi – non è stato oggetto di alcuno studio specifico. La sua memoria architettonica è appena conservata, ad eccezione della cappella costruita a metà del XIX secolo e dedicata a San Vincenzo de Paoli. [dédicace en latin au fronton], unico elemento conservato di un edificio distrutto negli anni ’80 per far posto all’attuale Palazzo di Giustizia. Tuttavia, HG. fu un’importante istituzione che lasciò abbondanti archivi [registres, notamment consacrée aux enfants abandonnés recueillis et à leurs mises en nourrice, comptabilité, documents concernant la manufacture de textile active au sein de l’HG…] permettendoci di comprendere molti aspetti della vita a Clermont alla fine dell’Ancien Régime. È opportuno aggiungere alcune rappresentazioni iconografiche e un fondo fotografico di proprietà privata.

Come tutti gli ospedali generali creati all’epoca di Luigi XIV, l’HG. era destinato ad accogliere i poveri, i mendicanti, gli infermi, i pazzi, i trovatelli, gli orfani e tutti coloro che non potevano più provvedere a se stessi. Al di là di ciò, è la natura stessa dell’ordine sociale dell’Ancien Régime, tra assolutismo e illuminismo, che gli archivi di questo stabilimento rivelano e, in particolare, l’ossessione di proteggere la società, attraverso la reclusione e la messa al lavoro, contro l’ozio, vagabondaggio e accattonaggio, tendenza che potrebbe basarsi anche sull’evoluzione del pensiero economico e sul rafforzamento dei mezzi dello Stato monarchico. Questo modo di considerare la povertà nel XVII secolo ha portato recentemente il filosofo Michel Foucault [1926-1984] comprendere [notamment dans Surveiller et punir. Naissance de la prison, paru en 1975]come strumenti di controllo sociale rafforzati a partire dal XVII secolo, prigioni, scuole, ospedali psichiatrici e altri luoghi di reclusione… Così, un editto reale del 1724 stabilisce che i mendicanti e i vagabondi normodotati devono essere marchiati con un ferro rovente, chiusi messi al lavoro o addirittura mandati in galera, mentre alcuni formano un primo progetto [non abouti] da un dossier generale di mendicanti conservato presso l’Ospedale Generale di Parigi. Gli anni 1764-1767 videro la formalizzazione dei primi “depositi questuanti” [repris par la législation napoléonienne, ils fonctionneront en France jusqu’à la fin du XIXe siècle].

A Clermont, con delibera del consiglio comunale del 18 luglio 1657, fu creato l’HG, con lo scopo di raccogliere i poveri e i vagabondi, essendo esclusa l’assistenza medica poiché rientrava negli ospedali abituali [et, à partir de 1767, de l’Hôtel-Dieu]. La nuova istituzione gode del sostegno dei notabili di Clermont [ainsi les juristes Jean Daumas et Florin Périer, beau-frère de Blaise Pascal, quelques chanoines, de grands marchands…], spesso di tendenza religiosa giansenista. La nuova istituzione, però, genera tensioni tra i notabili urbani [leur intention était le secours aux pauvres de la ville même, incapables de travailler] e l’amministrazione reale [qui, au XVIIIe siècle, voit dans les HG. le moyen de réprimer le vagabondage qui inclut des errants « étrangers »].

HG. Clermontois, che si trova al posto dell’antico ospedale medievale di Saint-Adjutor, nel Faubourg des Gras, si trova quindi muri aggiuntivi ma vicino all’Ospedale Saint-Barthélemy con il quale mantiene ormai una forma di complementarità. Alla fine del XVII secolo nella Bassa Alvernia esistevano otto ospedali generali [outre Clermont : Riom, Maringues, Thiers, Issoire, Sauxillanges, Saint-Germain-Lembron, Arlanc, Brioude].

Finanziamento dell’HG. è assicurato dalle missioni [des troncs sont disposés dans les églises et dans les lieux de commerce]donazioni e lasciti, esenzioni fiscali e, soprattutto, redditi derivanti dallo sfruttamento dei terreni derivanti da donazioni [ainsi de la part des membres de la famille de Ribeyre, officiers royaux et seigneur d’Opme] e l’abolizione dei vecchi ospedali. Ma è necessario anche ricorrere all’indebitamento, sotto forma di rendite perpetue. Quanto alla fabbricazione di tele e fogli, progettata nel 1676 all’interno dell’HG., ma avviata realmente solo nel 1731, essa operò fino al 1789. Il deficit finanziario era pesante e ricorrente. [35.000 livres en 1758]che i sussidi reali e… il lancio di nuovi prestiti stanno cercando di colmare.

In effetti, l’HG. Clermontois sembra sopraffatta: alla metà del XVIII secolo accoglieva circa 300 poveri, ai quali si aggiunge un numero difficilmente determinabile di bambini abbandonati. [plusieurs centaines] – destinati, infine, ad essere collocati come apprendisti o servi o persone sposate – di anziani ed infermi senza famiglia, nonché di pazzi accolti, all’interno dello stabilimento, nella casa forzata e nelle sue “logge” individuali. La vita all’HG. è duro e la disciplina è molto severa [peine du cachot, régime « au pain et à l’eau », renvoi] al punto che Michel Foucault credette di poter paragonare questi istituti alle carceri; ma ricerche più recenti hanno evidenziato l’esistenza di liste d’attesa di poveri desiderosi di essere accolti e di “posti in soprannumero”, finanziati dagli ammessi o dai loro genitori e amici, mentre molti giovani accolti escono dall’istituto dei contratti di apprendistato e dei tentativi di meccanizzazione della filatura [au risque de bousculer les artisans traditionnels] e… coltivazione della patata, dal 1772.

Si rivela così l’ambivalenza dell’istituzione: accogliente e confinante, tra assistenza e repressionenel punto d’incontro della carità cristiana, della preoccupazione di inculcare la “buona morale”, dell’espansione della paura sociale di fronte ai poveri, agli erranti e ai pazzi, della fede nella salvezza [spirituel et matériel] attraverso il lavoro, il suo corollario, la repulsione per l’ozio, la mania della modernizzazione economica e l’inizio delle preoccupazioni per la salute. Tanti tratti che hanno segnato i secoli XVIII e XIX e, per alcuni di essi, sono durati fino alla metà del XX secolo, o anche oltre.

Patrizio Fournier è docente di storia moderna all’Università di Clermont-Auvergne [Faculté des Lettres et Sciences humaines et Centre d’Histoire « Espaces et Cultures »]. La sua ricerca si concentra sulla storia ambientale, in particolare sulla gestione delle acque e delle zone umide, e sulla storia della salute.
La sua tesi di dottorato, difesa nel 1997 all’Université Lumière Lyon 2, è stata pubblicata nel 1999 dalla Presses universitaire de Perpignan con il titolo Acque limpide, acque torbide nel Comtat Venaissin [XVIIe-XVIIIe siècles]. Immaginario, tecnico e politico in uno stato dell’Europa meridionale. Ha partecipato alla fondazione della Rete Universitaria dei Ricercatori in Storia Ambientale [RUCHE] nel 2008 e ne è stato presidente dal 2011 al 2015.
Ha co-pubblicato i libri Pianificazione e ambiente. Prospettive storiche [Presses Universitaires de Rennes, 2016] e Medicina e salute in campagna. Approcci storici e questioni contemporanee [Bruxelles, Peter Lang, 2019]. Ha collaborato al volume collettivo L’Hôtel-Dieu a Clermont-Ferrand. Storia di una struttura ospedaliera [Presses universitaires Blaise Pascal, 2014].
Attualmente sta preparando uno studio sulla costruzione di politiche sanitarie pubbliche per resistere alle epidemie in Francia nei secoli XVI, XVII e XVIII.

Cappella Saint-Vincent de Paul – MH, metà del XIX secolo – Clermont-Ferrand © commons.wikimedia.org
Au frontone : A DIO OTTIMO E GRANDE SOTTO L’INVOCAZIONE DI SAN VINCENTI A PAULUS
[À Dieu, très bon et très grand, sous l’invocation de saint Vincent de Paul].

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