Francia – Portogallo: qualificazione alle semifinali al termine della serata!

Francia – Portogallo: qualificazione alle semifinali al termine della serata!
Francia – Portogallo: qualificazione alle semifinali al termine della serata!
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l’essenziale
I Blues hanno strappato il biglietto per le semifinali vincendo ai rigori questo venerdì sera. E realizzando una prestazione impeccabile – dopo una partita molto equilibrata, segnata ancora una volta da una scarsa efficienza davanti e, dietro, da un grande Mike Maignan. Largo alla Spagna! Storia di una serata pazzesca.

Ieri sera, nel porto di Amburgo, i francesi hanno cantato fino a tardi. La loro serata era stellata. Si è allungata fino alle prime ore del mattino dopo aver ascoltato la fine di una partita irrespirabile tra Francia e Portogallo. Ma i Blues finiscono per avere l’ultima parola e aprire le porte alle semifinali quando il tiro in porta di Joao Felix sfonda il palo. Con Bradley Barcola, con Jules Koundé e Théo Hernandez, ultimo tiratore per l’eternità, hanno ribaltato una seduta senza fiato per invitarsi alle semifinali e mezzo contro la Spagna, martedì prossimo a Monaco.

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I Tricolores hanno vinto solo una partita in questo Europeo, all’esordio contro l’Austria (1-0). Ma la loro storia continua. Quella della partita di ieri ha confermato quello che già sapevamo: una partita tra queste due nazioni è un duello di tecnici e soprattutto un faccia a faccia indeciso, soffocante come una partita a scacchi. Ma di solito sono i re a prendere la decisione. In passato erano Platini e Chalana, Zidane e Figo. Venerdì, otto anni dopo la finale del 2016, l’Europa si leccava i baffi per l’incontro tra Cristiano Ronaldo e Kylian Mbappé.

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Avrà partorito il nulla. Il primo ha fatto bene a 39′ e il suo tramonto è sembrato inevitabile quando il suo tiro da posizione ideale è volato via (93′). Kylian Mbappé (25 anni) è lontano dall’età canonica del suo idolo. Ma prima di uscire ai supplementari, il capitano francese ha attraversato questo quarto di finale come un’ombra, sotto una maschera che riflette solo il suo viso pallido.

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Maignan, angelo custode

Alla fine, il testa a mano sarà principalmente tra Jules Koundé e Rafael Leao ha preso rapidamente forma. La prima non si è incrinata, anche se Dayot Upamecano ha dovuto salvare la patria bloccando un tentativo dei milanesi (102).

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A differenza dei Paesi Bassi, della Polonia o del Belgio, i portoghesi non sono sempre stati cauti. Hanno messo alla prova la resistenza delle fondazioni francesi. Fedeli al loro DNA, hanno padroneggiato la palla, anche se ciò significa passarla in modi a volte stereotipati. Ma ci è voluta tutta la solidità tricolore (solo 1 gol su rigore subito contro la Polonia nella fase a gironi) per reggere. Con un grande boss William Saliba e un Mike Maignan il cui status di angelo custode si consolida partita dopo partita. Era ieri, con una vittoria davanti a Bruno Fernandes (61) e soprattutto uno stop di riflesso davanti a Vitinha (63).

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Sempre questa impotenza

Anche i Blues hanno avuto una risposta. Posizionati con un centrocampo a diamante di cui Antoine Griezmann era un leader molto più abile ma a poco a poco invisibile, hanno cercato di attaccare. La loro impotenza continuava nonostante tutto.

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“RKM” si era guadagnato il titolo di titolare dopo il suo ingresso decisivo agli ottavi. Ma Ruben Dias gli ha tolto un’altra liberazione (66). Non veniva nemmeno da Eduardo Camavinga. Molto più che un sostituto dello squalificato Adrien Rabiot, il centrocampista ha visto il suo tiro scivolare oltre la gabbia (70esimo) e prolungare un’inefficacia che rimane irrisolta. Gli azzurri possono ancora rimediare. Poiché la loro notte continua.

Il resoconto della partita.
INFOGRAFICA – DSAS

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