Elezioni legislative negli Alti Pirenei: Denis Fégné e Pascale Labedens nella dinamica

Elezioni legislative negli Alti Pirenei: Denis Fégné e Pascale Labedens nella dinamica
Elezioni legislative negli Alti Pirenei: Denis Fégné e Pascale Labedens nella dinamica
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Anche se in forte ritardo, Denis Fégné conta su una dinamica repubblicana e soprattutto su un trasferimento di voti favorevole. “Dobbiamo fare di tutto per evitare che la RN prenda il potere”.

In politica non si dovrebbe mai vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso. Denis Fégné e Pascale Labedens lo sanno e prevedono che domenica prossima il risultato sarà vicino. “La sera delle elezioni europee, il 9 giugno, siamo rimasti tutti scioccati nel vedere l’impennata del RN. E ancora di più il 30 giugno… Ora dobbiamo andare fino in fondo, nessun RN al potere. Accolgo con favore il ritiro repubblicano di Benoît Mournet, e invitiamo tutti i democratici, i repubblicani, coloro che amano la laicità, la cittadinanza e l’ecologia a mobilitarsi per respingere la RN Perché rifiutiamo il loro desiderio di liberarsi dallo Stato di diritto, da sopprimere i diritti della terra e le libertà, sfigurare la nostra domenica repubblicana, non si gioca una legislativa, è un referendum: vogliamo la RN al potere, domenica sì o no, ce l’abbiamo tutti! con la storia, dobbiamo avere un partito, la Francia.”

“È un referendum, pro o contro la RRN”

E per continuare, meno enfaticamente, con le sue parole da eletto sul campo: “Siamo entrambi eletti locali, con esperienza, sosterremo energicamente progetti locali che faranno avanzare il territorio”. Pascale Labedens è esattamente sulla stessa lunghezza d’onda. “Il nostro Paese è a un bivio, nulla nel programma e nello spirito della RN è pensato per il bene comune. La RN vuole privatizzare i servizi pubblici, mettere la museruola ai sindacati, ridurre le libertà individuali e collettive sinistra, questi sono uguaglianza, solidarietà, umanesimo, valori che sono disprezzati dalla RN, lo vediamo nel loro programma, anzi nella loro assenza di programma, poiché non è quantificata, mentre il nostro, quello del Nuovo Il Fronte Popolare è giusto, equilibrato e finanziato, assicurano gli economisti. E soprattutto porta speranza.

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