Un combattente di MMA di Brest condannato per aver sfidato gli arresti domiciliari a Rennes

Un combattente di MMA di Brest condannato per aver sfidato gli arresti domiciliari a Rennes
Un combattente di MMA di Brest condannato per aver sfidato gli arresti domiciliari a Rennes
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Editoriale Côté Brest

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3 luglio 2024 18:27

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Il tribunale penale di Rennes ha condannato, martedì 2 luglio 2024, in comparizione immediata, un appassionato di MMA (arti marziali miste) per aver abbandonato il perimetro dove si trovava agli arresti domiciliari a Rennes (Ille-et-Vilaine) dalle autorità.

L’uomo in realtà vive con sua madre, a Rennes, ma è un atleta di MMA di alto livello supervisiona i giovani a Brest (Finistère), cittadina da cui proviene.

Il 28 maggio 2024, il ministro dell’Interno Gérald Darmanin ha emesso nei suoi confronti misure individuali di controllo e sorveglianza amministrativa (Micas) per un periodo di tre mesi, in vista dei Giochi Olimpici (JO) di Parigi e ‘A ” rischio terroristico è aumentato.”

Attività sospetta su Instagram

I servizi segreti avevano infatti notato attività sospette sul social network Instagram: il suo pseudonimo si riferiva, in arabo, alla parola “combattente, resistenza o attivista”. Ne aveva postati anche diversi foto problematiche per l’Intelligence Interna, che aveva registrato le sue azioni in una nota.

Aveva infatti condiviso un selfie accompagnato da un canto religioso con connotazioni, una successione di immagini tra cui una foto che rappresenta una donna vestita con un niqab e un uomo che indossa una lunga barba e sembra alzare il dito indice verso il cielo, un gesto che fa riferimento all’unicità di Dio e “regolarmente utilizzato dai gruppi terroristici per fare propaganda”.

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Una “minaccia attuale”

Anche questo ventenne era iscritto ad un conto utilizzando lo pseudonimo Mica tu e comprendente numerose immagini di terroristi detenuti a Guantánamo o l’immagine di una tessera elettorale bruciata.

Era anche vicino, a Rennes, ad un ristoratore “noto per i suoi legami con il movimento islamista locale” e ad un uomo aderente all’Islam radicale e che era stato oggetto di visite domiciliari.

Il 21 giugno 2024, il giovane atleta, però, ha impugnato davanti al tribunale amministrativo di Rennes il provvedimento degli arresti domiciliari di Rennes e il suo divieto di “avvicinarsi alla fiamma olimpica vicina o lontana”: ha certificato di non aderire ad alcuna ideologia, avendo “navigato inconsciamente” e per “curiosità” sui social network ed essendo sempre stato “uno studente studioso”.

Ma “contrariamente a quanto sostiene il signore, e nonostante le sue sole smentite, questo comportamento caratterizza sufficientemente la minaccia attuale e particolarmente grave che l’interessato costituisce ancora per l’ordine pubblico”, ha obiettato il tribunale amministrativo di Rennes, convalidando così questo divieto di uscire dal città di Rennes.

Fermato a 30 minuti da Rennes

Problema, venerdì 28 giugno 2024, mentre i gendarmi di Châteaubourg (Ille-et-Vilaine) effettuavano “giri di prevenzione per furti con scasso”, è stato arrestato mentre guidava a 30 minuti da Rennes: subito messo in custodia di polizia, è stato poi deferito e l’accusa ha chiesto la sua detenzione.

Il giudice delle libertà e della detenzione si è rifiutato di seguire questa posizione e ha posto l’appassionato di sport da combattimento sotto controllo giudiziario. Il giovane è stato immediatamente citato in giudizio davanti al tribunale penale di Rennes, questo martedì 2 luglio 2024, per questo “viaggio proibito”.

Era stato infatti chiamato il giorno prima dalla sua agenzia interinale per presentarsi al colloquio del 2 luglio 2024: si era quindi recato lì senza ottenere l’autorizzazione dei servizi dello Stato, anche se aveva già fatto molti passi per recarsi Brest per una competizione sportiva e per uno stage, invano, visto che le sue richieste erano state tutte respinte.

Mai condannato, il giovane Brestois dovette però già fare i conti con la giustizia a 16 anni per violenze contro “due giovani vittime”. Ma sua madre ricordava anche quanto fosse “calmo” e “sensibile”, facendo “lavoretti” per aiutarla.

“Non video di gattini”

All’udienza del tribunale, l’imputato ha ribadito le sue smentite riguardo alla sua radicalizzazione. Ma «sapete cosa sta succedendo in Francia? Gli attentati del 2015? Hai una forte capacità intellettuale quindi puoi dire che è innocente? “, ha rimproverato l’assessore durante l’udienza. “Quando ci piace e ci iscriviamo, siamo d’accordo”, ha squittito, anche se qui non si trattava di “video di gattini”.

“Lo capisco perfettamente. Non lo farò mai più. Mai avrei pensato che con questi like sarei arrivato a questo punto”, ha risposto.

E “intende trovare lavoro a Châteaubourg e quindi reiterare quotidianamente l’inosservanza della misura”, dal canto suo è stato sorpreso dal pubblico ministero, che ne deplora la “leggerezza” e teme “un notevole rischio di ripetizione”. “Oggi non sono affatto rassicurato sul suo comportamento e sul rischio che rappresenta”, ha sussurrato il pubblico ministero di Rennes, prima di chiedere “otto mesi di carcere con semplice sospensione della pena”.

Il suo avvocato, da parte sua, ha confermato di aver compreso la giustificazione del provvedimento e di aver rispettato “il suo punteggio giornaliero al minuto”. Per ironia della sorte, il giovane ha appreso subito dopo la sua detenzione di essere stato assunto a Châteaubourg… Probabilmente non sarà in grado di onorare questo contratto, ed è stato anche condannato a tre mesi di reclusione con sospensione della pena. “Non è cosa da poco per il vostro futuro e per il settore sportivo in cui operate”, ha concluso il presidente.

CB (PressPepper)

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