La costruzione di un fronte repubblicano sofferente tra istruzioni nazionali e realtà locali

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I deputati del Nuovo Fronte Popolare, eletti al primo turno delle elezioni legislative, arrivano all’Assemblea Nazionale a Parigi, lunedì 1 luglio 2024. JULIEN MUGUET PER “IL MONDO”

A ventidue anni dal terremoto del 21 aprile 2002, quella del fronte repubblicano è una lotta che non è più scontata. Ciò è dimostrato dalla procrastinazione e dalle pressioni necessarie per convincere un certo numero di candidati a deputati, arrivati ​​domenica 30 giugno al terzo posto nel primo turno delle elezioni legislative, a ritirarsi e a bloccare il Raggruppamento Nazionale (RN). Lunedì sera 1È Luglio, alle 23, rimanevano meno della metà dei 306 triangolari e 3 dei 5 quadrangolari contati, dopo il primo giro. La sinistra si era ritirata da quasi 120 collegi elettorali e la coalizione presidenziale da circa 60 territori, secondo i calcoli del Mondo Martedì mattina.

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Solo il Nuovo Fronte Popolare (NFP) ha annunciato chiaramente che, in caso di voto triangolare, ritirerà i suoi candidati. La coalizione presidenziale è rimasta vaga. Ospite del programma “20:00” di lunedì sera di TF1, il primo ministro Gabriel Attal non ha eliminato le ambiguità, affermando di volerlo “impedire al Raggruppamento Nazionale di avere la maggioranza assoluta” ma condizionando i prelievi. “Di fronte a un candidato che ha scelto i valori repubblicani, ci ritiriamo”proclama, mentre l’esecutivo continua a escludere La France insoumise (LFI). “l’arco repubblicano”.

La maratona tra le opposizioni e la coalizione presidenziale è iniziata la sera di domenica 30 giugno. I socialisti passano la notte a individuare i territori. Si contano 190 collegi elettorali in cui il RN rappresenta un pericolo: in 115, tocca alla sinistra ritirarsi, e in 75, nel campo di Emmanuel Macron, analizza il segretario nazionale del partito, Sébastien Vincini. La questione è cruciale: la performance dei socialisti (che sperano di passare da circa 30 a 70 seggi) dipende dall’atteggiamento di Rinascimento, Orizzonti e MoDem.

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L’eurodeputato Pierre Jouvet prende l’iniziativa e sonda il terreno con il ministro degli Esteri, Stéphane Séjourné, e l’ex ministro macronista Julien Denormandie. Il primo segretario del Partito socialista (PS), Olivier Faure, è incaricato di contattare il capo del MoDem, François Bayrou. Sul campo, la preoccupazione cresce. Lunedì 1È Luglio al mattino, alle 5e Nella circoscrizione elettorale dei Pirenei Atlantici, nel territorio del Béarnais, insiste la deputata uscente Florence Lasserre. Lei insiste per resistere anche se è arrivata in terza posizione, dietro alla candidata Colette Capdevielle – socialista. Al PS è stupore. Sospettiamo che François Bayrou voglia proteggere il suo cortile. Il candidato alla fine si ritirerà.

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