sulla Costa Azzurra, le roccaforti repubblicane del “canale storico” in pericolo

sulla Costa Azzurra, le roccaforti repubblicane del “canale storico” in pericolo
sulla Costa Azzurra, le roccaforti repubblicane del “canale storico” in pericolo
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Michèle Tabarot a Le Cannet, Éric Pauget ad Antibes e Alexandra Martin con David Lisnard a Cannes sono arrivati ​​dietro i candidati del Raggruppamento Nazionale in collegi elettorali che appartengono a loro da molti anni.

Le Figaro Nice

Sono questi i risultati che hanno sorpreso di più, domenica sera, tra i nove collegi elettorali delle Alpi Marittime. In tre roccaforti repubblicane, divenute “canale storico”, i deputati uscenti stabiliti da molti anni sono stati battuti dai candidati del Raggruppamento Nazionale. A Cannet (9e “circo”), Michèle Tabarot, presidente della commissione nazionale per le investiture e in prima linea nella protesta contro la scelta dell’ex amico Éric Ciotti, è quasi dieci punti indietro (33,84% contro 42,31%). Situazione altrettanto complessa ad Antibes (7e) per Éric Pauget, pupillo dello stimatissimo Jean Leonetti (24,88% contro 36,32%). Operazione ancora più pericolosa a Cannes (8e) per Alexandra Martin, sostituita però da David Lisnard (eletto sindaco con l’88%), che vede la rappresentante del partito di Marine Le Pen avere più di 14 punti di vantaggio (28,39% contro 42,74%). In Costa Azzurra, queste storiche roccaforti della destra sono in pericolo prima del secondo turno.

Il primo allarme risale alle elezioni europee: in queste città della Riviera, il RN aveva sovraperformato con il 38,09% a Cannet, territorio dei Tabarot, fratello e sorella parlamentare, dove la lista di François-Xavier Bellamy era arrivata solo al terzo posto 11,72%. Idem a Cannes e Antibes, dove la lista LR era stata superata nelle stesse proporzioni da quella di Jordan Bardella.

Se Éric Pauget lo vide in quel momento “un voto per sfogarsi”bancari per il futuro su “L’ancoraggio locale dei deputati per mantenere le posizioni”, le urne del primo turno delle elezioni legislative anticipate non hanno confermato questa teoria. Va anche detto che nel frattempo la destra è implosa con l’alleanza LR-RN decisa da Éric Ciotti contro l’opinione generale dei dirigenti del partito, e che le scosse sono state particolarmente forti nelle Alpi Marittime. Questi risultati possono segretamente rallegrare la persona che è ancora presidente dei repubblicani. Nelle ultime settimane ha visto i suoi cari, anche quelli della Costa Azzurra, voltargli le spalle mentre volevano la sua vita.

Tre duelli

Ma nulla è ancora deciso, soprattutto con tre duelli in prospettiva e voci in attesa di essere raccontate. Nella nona circoscrizione, Michèle Tabarot ha potuto contare sugli elettori di José Garcia-Abia, segretario generale del Partito socialista nel dipartimento, che non si sono qualificati (18,43%). Ma oltre a ciò, uno dei suoi parenti crede che riuscirà a cavarsela sul campo. “Michèle non ha fatto campagna elettorale come avrebbe voluto nelle ultime settimane da quando dirigeva LRscivola. Ma non cercare di trovare una sua foto a Parigi!”aggiunge questo fedele che gli augura ogni bene.

Per Alexandra Martin e David Lisnard, sotto l’etichetta del loro partito New Energy, il divario sembra il più difficile da colmare. Ma il funzionario eletto uscente crede di sì “ha resistito meglio degli altri”. Il fatto di aver raccolto più voti a suo nome rispetto a due anni fa e di aver affrontato un candidato dell’Ensemble le dà speranza. Alexandra Martin intende ricordarci che è così “un deputato in carica che ha avviato i casi per agire d’autorità”. “Non combatterò la mia battaglia sulla moralizzazione, è finita da molto tempo. Dobbiamo lottare sulle idee”presume al Figaro. Se David Lisnard avesse ritenuto di sì “formidabilmente resistito” in tale contesto, ha invitato gli elettori, “in questo caos, restare fedeli ai nostri valori”.

Nel suo territorio di Antibes, Éric Pauget, che ha condotto una campagna elettorale restando “con le idee chiare”, dispone anche di un serbatoio di voti dove il rappresentante di RN sembra aver raggiunto il suo limite massimo. Il candidato dell’Ensemble ha ottenuto il 17,47% e quello della sinistra il 16,66%. Queste LR storiche, che si sono sempre opposte al “macronismo”, oggi si trovano in uno spazio ristretto per scappare… a rischio di rimanere intrappolati.

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