Cambiamenti di zonizzazione, controoccupazione, mancanza di energia… Mbappé può ancora correre come ai bei vecchi tempi?

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Dal nostro inviato speciale a Düsseldorf,

Due partite, un naso rotto, un gol su rigore e cinque mascherine testate. Ecco le statistiche di Kylian Mbappé dall’inizio dell’Euro. Ma al di là dei numeri e dell’inefficacia del futuro cannoniere del Real Madrid, è l’impressione generale e visiva a gridare “problemi” con Mbappé dal suo arrivo in Germania. Prima di mettere la testa al manubrio e analizzare nel dettaglio cosa non va nelle gare del campione del mondo 2018, bisogna innanzitutto discutere del suo posizionamento, anche questo non senza porsi delle domande.

La partita contro la Polonia di venerdì scorso a Dortmund riassume quindi perfettamente i limiti del sistema “tutto per Kyky” messo in atto quest’estate da Didier Deschamps. Posizionandolo alla fine ha giocato pochissimo nella posizione di centravanti. Basta dare un’occhiata alla sua mappa termica per convincersene.

Mbappé si appoggia ancora largamente a sinistra (solo in campo).– Punteggio del divano

Per comprendere appieno il perché e il come, “bisogna tenere conto di ciò che Deschamps ripete dall’inizio dell’Euro, cioè che Mbappé è libero”, dice Yacine Hamened, educatrice ed editorialista del Paris United e del Club des 5. “ Sta alla squadra adattarsi costantemente. Se vuole andare a sinistra, a destra, se vuole abbandonare, qualcuno deve sempre compensare. Questo spiega il fatto che lo abbiamo trovato spesso nell’area Barcola e molto raramente nell’ala del 4-3-3, dove avrebbe dovuto stare, almeno sulla carta. »

Due azioni sintomatiche

E non solo un po’. Perché come possiamo darci tutte le possibilità di segnare se, su cross di Théo Hernandez, Barcola o Dembélé, è Casper il fantasma amico che si trova nell’area avversaria? Prendiamo due esempi in cui Mbappé ha brillato per la sua assenza nei sedici metri avversari contro la Polonia.

Mbappé sceglie di offrire una soluzione a sostegno di Barcola.– Immagine dello schermo

» Da fermo, senza possibilità di avere palla, Mbappé abbandona l’area di rigore anche se conosce le qualità straripanti di Barcola, suo compagno di squadra al PSG la scorsa stagione.

L’inizio di Mbappé è troppo tardi.– Immagine dello schermo

> Risultato, quando Mbappé inizia la sua corsa, Barcola è già in condizione di crossare.

Vado, non vado?– Immagine dello schermo

> Questa azione è ancora più evidente, al limite dello strapparsi i capelli. Ancora con Barcola, che recupera una palla bassissima e scatena un’accelerazione pazzesca mentre i polacchi non fanno in tempo a ritirarsi. Di fronte a Mbappé, un viale.

Oh no, pigro. Ma dammi comunque la palla, fratello.– Immagine dello schermo

> Ma cosa sta facendo l’attaccante francese? Decide di non seguirlo e, peggio ancora, ha il coraggio di reclamare palla dietro in una situazione che richiede di andare in profondità, senza contare che la linea di passaggio è assolutamente chiusa e Barcola non può dargliela.

Beh, capiscilo da solo.– Immagine dello schermo

> Risultato, visto che è abbandonato in aperta campagna, all’esterno parigino non resta che colpire.

« Mbappé fuit naturellement l’axe pour revenir régulièrement à gauche, car c’est là qu’il se sent le plus fort et le plus confortable, en ayant le jeu face à lui et les épaules déjà orientées vers le but, sur son pied diritto. Lo ha fatto spesso già in questa stagione, soprattutto nel doppio confronto contro il Dortmund”, analizza Alex Teklak, ex calciatore professionista belga ora consulente media.

Meno energia, meno sprint

Ma se questo fosse tutto, ancora una volta. La seconda azione sopra menzionata riflette forse qualcosa di diverso da una semplice riluttanza per questo ruolo di volpe di superficie. Veniamo poi alla questione delle capacità fisiche del capitano della Francia, lui che esce da una seconda parte di stagione a ritmi sconvolti per ragioni che conosciamo. “Mentalmente sono pronto a fare qualsiasi cosa per provare a vincere questo Europeo. Per il momento ho la testa e domani vedremo se avrò le gambe”, ha dichiarato prima della prima partita contro l’Austria.

Dopo due partite è chiaro che la risposta non è necessariamente quella sperata. Anche se, dal punto di vista numerico, questo non si nota. Mbappé ha corso circa otto chilometri a partita dall’inizio degli Europei, un po’ meno della sua media abituale del club nelle ultime stagioni (intorno a 8,5).

“Ecco perché le statistiche hanno i loro limiti. Corre più o meno le stesse distanze di prima, ma sono sicuro che ci saranno molte, molte meno gare ad alta intensità, i giudici Yacine Hamened. Non vuole farli o non ha le gambe per farli? Abbiamo visto molte situazioni in questa stagione con il PSG in cui non sono andati in profondità, anche quando si stava sviluppando il contropiede. Non voglio credere che sia una questione di desiderio ma una storia di gambe e di petto. »

« “È un po’ un prolungamento della sua stagione con il Paris”, dice Teklak. Penso che lo abbia portato avanti per tutta la stagione e si è sentito molto forte, soprattutto nel doppio incontro contro il Dortmund nella semifinale di Champions League. Sembrava meno convinto di tutto ciò che stava facendo. » »

“Penso che stia ‘pagando’ per il suo comportamento la scorsa stagione”, continua l’autore dell’articolo Fuorigioco nel calcio francese: lo sfogo di un educatore al Talento Sport. Prima, sugli otto chilometri che ha corso, ha fatto 25, 30, 35 sprint. Oggi con il PSG devono essere 15 o 20. Lo paragono spesso a chi corre 10 chilometri. Se ti alleni per due mesi per eseguirlo in sessanta minuti, ci sono pochissime possibilità che nel grande giorno lo eseguirai in trentotto minuti. » “Non è in dieci giorni di preparazione che si recuperano tutte le capacità fisiche, conferma Teklak. Penso che abbia bisogno di molto più tempo per recuperare tra ogni corsa ad alta intensità rispetto a prima. »

Quando Mbappé non vorrà più giocare con Mbappé

Resta un ultimo punto, questo più generale. Al di là di un deficit fisico complessivamente comprensibile, non dovremmo vedere in questa evoluzione del gioco di Mbappé la voglia di cambiare registro e di evolversi, sicuramente molto prima in carriera, alla maniera di un Cristiano Ronaldo in questi ultimi anni al Real e alla Juve?

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“Penso da diversi mesi, se non da diverse stagioni, che lui non voglia più ridursi a un giocatore veloce che fa la differenza con la sua velocità”, concorda Hamened. Allora viene a cercare le palle più in basso da combinare, per organizzare il gioco. Vuole dimostrare che non è solo un volgare ‘dritto’, anche se non l’ho mai ridotto a quello. »

Se si può comprendere l’idea, un giocatore che ha bisogno di rinnovarsi nel corso della sua carriera per non diventare troppo leggibile per gli avversari, faccia attenzione invece a non cambiare completamente, rischiando di dimenticare strada che era il suo punto di forza primario. “Non so se viene dal suo entourage o se è una sua riflessione personale, ma penso che abbia torto in questa evoluzione che secondo me è troppo marcata”, conclude Hamened. Aspettiamo una presa di profondità letale contro il Belgio per farci mentire.

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