Esibizionismo e violenza sessuale: lascia per un altro anno

Esibizionismo e violenza sessuale: lascia per un altro anno
Esibizionismo e violenza sessuale: lascia per un altro anno
-

Detenuto per altri motivi, il quarantenne è stato giudicato colpevole, questo lunedì 24 maggio, dal tribunale di Alès, dei fatti di cui è accusato.

Dietro la finestra del suo box, l’uomo è confuso. “Stai dicendo che mi sono masturbato? Cosa sono queste storie…” mormora Alì. G, che questo lunedì si trova davanti al tribunale penale per due reati.

Innanzitutto per aver, nel maggio del 2023, esibito i propri genitali alla presenza di un minore. Il caso, rinviato al 16 giugno per una valutazione psichiatrica, viene presentato ai giudici contemporaneamente alle accuse di violenza sessuale nei confronti di una delle inquiline della casa Clède, dove risiedeva l’imputato, sotto tutela. Finora incarcerato per altri reati, il quarantenne, con il suo atteggiamento giovanile, non comprende la gravità dei fatti.

Foto e testimoni a supporto

Marie-Lucie Godard, che presiede l’udienza, ricorda in dettaglio, inizialmente, lo svolgersi di questa giornata nel maggio 2023. Giorno in cui, una giovane ragazza di 15 anni, venne semplicemente per accompagnare sua madre a fare shopping nel centro città, cade su Alì. G. Mentre la madre entrava nel minimarket lei rimaneva fuori a chiacchierare con i conoscenti. L’uomo gli ha poi fatto cenno di avvicinarsi, di sdraiarsi a terra, prima di infilare la mano nelle mutande.

Altri particolari, citati dalla parte civile, aggravano la situazione, in particolare lo sputo sulla madre, in tre occasioni. Sul banco dei testimoni, testimonia: “Mia figlia ha già avuto un attacco. Per mesi si è rifiutata di uscire di casa. Alla fine aveva accettato di prendere una boccata d’aria fresca. Cominciava ad essere di nuovo felice. […] È stato quando ho visto la sua faccia uscendo dal negozio che ho capito”.
Le immagini della scena registrate sulle immagini di sorveglianza vengono brandite e mostrate all’imputato che non ricorda la metà dei fatti. Il suo alibi? Bere qualche birra. “È sorprendente, a suo tempo, hai detto che ti ricordavi, quando ti abbiamo mostrato le foto…”insiste Marie-Lucie Godard.

Forse l’imputato ricorda meglio i fatti della violenza sessuale? Il tribunale ha poi tentato una confessione su questi fatti, sostenuta da uno degli educatori, che ha trovato Ali G. con “piede sul petto” della sua vittima. Mentre quest’ultimo, presente in aula, gli chiedeva di abbassare il volume della musica, Ali G. è entrato nella sua stanza, prima di baciarla con forza. “Non ha senso! E’ meglio che uccida… mi ritrovo in una situazione ‘wow’ per un bacio.”

“Anche tu hai il diritto di tacere” ricorda il presidente, prima di svelare una fitta fedina penale, costellata da numerose condanne per furto.

Bacio forzato e armadietto pesante

Dal canto suo, la difesa ritrae un imputato affetto da ebefrenia, fragile, bisognoso di cure specifiche. “Il suo giudizio è laborioso, ma perché non lo fa apposta” Se hai chiesto il parere di un esperto, non è per niente!ricorda Me Florence Mendez, avvocato dell’imputato, che chiede una pena adeguata e clemenza per quanto riguarda gli atti di esibizionismo.

“Intimamente convinto” per recidiva, Abdelkrim Grini, pubblico ministero, richiede 3 anni di carcere, compreso 1 anno di sospensione della prova per Ali G. La corte deciderà infine per 2 anni di prigione, compreso un anno di sospensione della prova, oltre al risarcimento per le due vittime.

-

PREV Avvelenamento misterioso dei passeggeri di un TGV Parigi-Nantes, evacuato il treno
NEXT Concerto dell’Orchestra Nazionale dell’Ile-de-France