il Raggruppamento Nazionale aumenta i suoi prestiti con Emmanuel Macron

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CYRIL BITTON / DIVERGENZA PER “IL MONDO”

“Bardella è Macron peggiorato” ha lanciato il “ribelle” Jean-Luc Mélenchon in un’intervista a 20 minuti, pubblicato il 15 giugno. Con l’avvicinarsi delle elezioni legislative, il programma economico del Raggruppamento Nazionale (RN) somiglia sempre più a quello della maggioranza in vigore dal 2017: abbassare le tasse sulla produzione, ridurre i contributi previdenziali per aumentare i salari, semplificare le norme, imporre dazi doganali sui pannelli fotovoltaici fabbricati all’estero dell’Unione Europea, e persino rivedere il mandato della Banca Centrale Europea per focalizzarlo sull’occupazione piuttosto che sull’inflazione…

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Certe dichiarazioni del presidente della RN durante la sua conferenza stampa, lunedì 24 giugno, sembravano tratte direttamente dai discorsi del capo dello Stato o del suo ministro dell’Economia, Bruno Le Maire. “Dobbiamo fare della Francia una terra di produzione attrattiva e innovativa”ha ripetuto Jordan Bardella – un mantra del macronismo da quando la crisi economica dovuta al Covid-19 ha reso visibile la dipendenza del Paese dagli stranieri in diversi settori industriali.

“Intendo mettere il lavoro al centro della nostra ambizione economica”, ha detto anche lui, altro marcatore della maggioranza uscente. Da “EMERGENZE” che la RN intende affrontare a partire da questa estate riguarda anche le norme, con “stati generali di semplificazione” e un “pausa normativa”, per evitare “iperrecepimento delle direttive europee” – un progetto lanciato da Bruno Le Maire in primavera. La Marina Militare intende allo stesso tempo “continuare la riduzione delle tasse sulla produzione e (…) mettere in atto un sistema fiscale per la crescita delle nostre imprese”in linea con la politica dal lato dell’offerta adottata dal 2017, consistente nella riduzione delle imposte sulle imprese e sul capitale per incoraggiare la creazione di ricchezza.

Senza dettagli e senza insistenza

“Ciò che mettiamo in discussione non è la politica dell’offerta ma l’ingiustizia fiscale”, ha spiegato il deputato uscente della RN per la Somme Jean-Philippe Tanguy, a margine della conferenza stampa di lunedì, dicendosi allineato alla politica di reindustrializzazione del paese portata avanti da sette anni. Se la RN intende abrogare definitivamente la riforma pensionistica del 2023 e quella dell’assicurazione contro la disoccupazione, non si tratta di invertire i tagli fiscali votati dal 2017. L’aliquota dell’imposta sulle società, ridotta dal 33% nel 2016 al 25% nel 2022, non è prevista. essere aumentato.

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