questa pazza serata al Matmut Atlantique sarà una pietra miliare

questa pazza serata al Matmut Atlantique sarà una pietra miliare
questa pazza serata al Matmut Atlantique sarà una pietra miliare
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IOC’era la pressione di grandi incontri, momenti di sofferenza, una suspense insopportabile e un’esplosione di gioia che avrebbe fatto tremare Matmut Atlantique. Di fronte allo Stade Français (20-22), l’Union Bordeaux-Bègles ha vissuto tutte le emozioni. Qui si qualificherà per la prima finale Top 14 della sua storia contro il Tolosa venerdì prossimo allo Stade Vélodrome di Marsiglia. Ma pochi minuti dopo le qualifiche, questo sabato, ha voluto assaporare questa serata storica. “È tempo di apprezzare e sorridere”, ha dichiarato il manager Yannick Bru. Domani sarà il giorno in cui raccoglieremo le nostre forze e prepareremo un piano per essere competitivi venerdì sera”. Uno sguardo a questa serata storica.

La pressione dei grandi incontri, i momenti di sofferenza, la suspense insopportabile e un’esplosione di gioia che farebbe tremare Matmut Atlantique

La tensione della partenza

Hanno trascorso la notte prima della partita a casa loro prima di incontrarsi a Bègles alle 13 di sabato e tornare in albergo. L’attesa deve essere stata lunga per lo staff dell’UBB ed i giocatori finché l’autobus non li ha portati sotto scorta della polizia a Matmut Atlantique.

Nel suo discorso pre-partita, Maxime Lucu insiste sulla necessità di divertirsi, di regalarsi gioia dopo tanti momenti difficili. Ma giocare in casa comporta una pressione aggiuntiva. Ciò si è riflesso nei primi minuti della partita nell’immagine di un rigore sbagliato di Lucu, di un attaccante di Buros o di un calcio di touch diretto di Garcia. “Abbiamo avuto molta eccitazione”, ammette Yannick Bru. E’ colpa dell’umidità dell’ambiente che ci ha fatto sì che fossimo deboli nei tiri offensivi. Ma eravamo presenti nello scontro e nelle zone di ruck”.


Matteo Garcia

Fabien Cottereau/SO

La marcia in avanti

L’UBB avanza rapidamente. Dopo aver pareggiato su rigore di Lucu (3-3, 12esimo), i girondini hanno scelto il rigore due volte. Attesi nella rissa, gli attaccanti colpiscono forte dando il via a due azioni devastanti e penetranti che mandano in porta Lamothe (3-10, 17e poi 3-17, 21). Niente di meglio per creare fiducia e rispondere ai dubbi che hanno accompagnato i primi otto girondini per tutta la stagione. “La nostra prima mezz’ora è comunque molto buona e coerente con ciò che volevamo fare”, sottolinea Yannick Bru.


La doppietta di Maxime Lamothe sulla penetrazione a gironi.

Fabien Cottereau

In file fitte

Alle 30e minuto, anche lo Stade Français mostra la sua solidità nei gruppi penetranti e Briatte riduce il punteggio (10-17, 30e). Il vento sta girando. Dominato nella mischia, l’UBB è stato messo alle strette sulla sua linea e ha rafforzato i suoi bulloni difensivi poco prima dell’intervallo. “È un grande punto di svolta nella partita”, spiega Yannick Bru. Rientriamo negli spogliatoi conservando i 7 punti di vantaggio. Questo è davvero un passo importante nella costruzione della vittoria. Mentalmente siamo riusciti ad avere questo sussulto quando stavamo già iniziando a rimanere senza energie”.


L’UBB scosso nel corpo a corpo.

Fabien Cottereau/SO

Un ultimo soffocante

Nella ripresa, l’UBB ha segnato una terza meta nell’unico lampo della serata dalle retrovie dopo un turnover dai 22 metri. Moefana e Bielle-Biarrey danno gas, Penaud, in stile molto acrobatico, serve Bochaton che spiana (10-22, 56e). Lo stadio esplode ma i Soldats Roses rientrano in partita con un gruppo penetrante concluso in porta da Peyresblanbques (15-22, 62e).

“Alla fine della partita ci mancava ancora un po’ di energia, un po’ come lo scorso fine settimana”, osserva Yannick Bru. Messo alle strette davanti alla sua linea, l’UBB lancia e si ritrova ridotto a 14 in seguito al cartellino giallo di Cazeaux (80° + 3). La difesa cede e accetta un’altra meta di Peyresblanques su un nuovo maul (20-22, 80+5).


Yannick Bru.

Fabien Cottereau

Una mano d’aiuto, liberazione

La trasformazione di Segonds può mandare entrambe le squadre ai supplementari. Ma il tentativo del parigino colpisce il palo. Esplode lo stadio Matmut. Maxime Lucu e Matéo Garcia si precipitano verso l’angolo dei tifosi mentre i loro compagni esultano, subito raggiunti da quelli che aspettavano a bordo campo con le dita incrociate. “Mi sono rimproverato di aver mandato la palla direttamente in touche, di aver costretto gli attaccanti a difendere una palla portata”, confida Maxime Lucu. Sulla trasformazione, mi sono detto, spero che la stella buona sia in alto così che passi”. Yannick Bru lo vede come “un piccolo aiuto da parte del destino”. Ma in passato l’UBB ha già pagato un prezzo elevato per i calci mancati. Questa volta la moneta è caduta sul lato destro. Dopo tre fallimenti in semifinale, finalmente si sono aperte le porte della finale. In campo, Laurent Marti misura i progressi compiuti. In tribuna, Noel McNamara e Christophe Laussucq si abbracciano, prima di prendere l’ascensore con Hans-Peter Wild, il proprietario dello Stade Français, che si congratula con loro con un sorriso.

È tempo di assaporare

Prima di volgersi alla finale di Marsiglia, l’UBB assapora il momento nelle viscere del Matmut Atlantique. Ma si avvia rapidamente verso la finale. “Nello spogliatoio c’è stato un immediato ritorno alla calma”, dice Maxime Lucu. La reazione dei ragazzi è stata incredibile, abbiamo pianificato in anticipo: abbiamo un pezzo grosso, grosso. » La coppia australiana Adam Coleman – Kane Douglas parte con le tasche da jogging piene di bottiglie di birra prima di salire sull’autobus. Maxime Lucu scatta qualche foto e chiacchiera un attimo con Mathieu Hirigoyen, il suo amico basco dello Stade Français, purtroppo sconfitto. L’UBB ha sperimentato troppo spesso questa sensazione negli ultimi anni. Questa volta è andata dall’altra parte.

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