Condizioni di detenzione: quando il degrado e il sovraffollamento resistono alle misure statali

Condizioni di detenzione: quando il degrado e il sovraffollamento resistono alle misure statali
Condizioni di detenzione: quando il degrado e il sovraffollamento resistono alle misure statali
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Il gran numero di detenuti nei centri di detenzione senegalesi è un problema che i difensori dei diritti umani non mancano di denunciare, ogniqualvolta sia necessario. Il male resta intatto nonostante le iniziative dello Stato in politica penale. A ciò si aggiunge il degrado di questi istituti penitenziari, che risalgono tutti al periodo coloniale.

Il Senegal è caratterizzato da una sovrappopolazione carceraria. I Centri di custodia cautelare e di correzione (MAC), oltre al loro degrado, si trovano ad affrontare un eccesso di personale. Le lunghe detenzioni preventive sono denunciate da attori giudiziari e difensori dei diritti umani. Come dimostra ciò, pochi giorni dopo le riserve espresse dal primo presidente della Corte Suprema, Aly Ciré Ba, lo scorso dicembre, durante l’incontro dei capi delle Procure e del ministro della Giustizia, Me Aïssata Tall Sall a Diamniadio , per approfondire la questione, le lunghe detenzioni cautelari sono state criticate da attori del sistema giudiziario senegalese.

Così, il segretario generale dell’Ordine degli avvocati del Senegal, Me Ibrahima Ndiéguène, ha rivelato nelle colonne di Walf quotidiano, il 24 dicembre 2023, su una popolazione carceraria stimata in 15.000 detenuti in Senegal, 6.000 sono in custodia cautelare. Due mesi dopo, nell’ambito dell’allentamento della persistente tensione politica e accentuata dal rinvio delle elezioni presidenziali del 25 febbraio 2024, almeno 344 detenuti (arrestati nell’ambito delle manifestazioni politiche che hanno scosso il Paese dal febbraio 2021) sono stati uscito dal carcere, dal 15 febbraio. Durante una sessione di spiegazioni tenutasi la sera di martedì 20 febbraio 2024, il ministro della Giustizia, Aïssata Tall Sall, ha precisato che restavano altri 272 prigionieri arrestati principalmente nel contesto di manifestazioni politiche.

INTASAMENTO DEGLI UFFICI ISTRUZIONE PER MAGISTRATI INSUFFICIENTI

Il sovraffollamento delle carceri si spiega anche con la congestione degli uffici investigativi, dovuta all’insufficienza dei magistrati. In risposta a queste carenze, le autorità hanno adottato diverse misure. I rilasci condizionali e la grazia presidenziale rientrano tra le iniziative dello Stato. Oltre all’adeguamento delle pene, vi è poi l’efficacia delle punizioni alternative, in particolare l’uso dei braccialetti elettronici, introdotto nel sistema di repressione penale. Rientra nelle direttive del Senegal la revisione del codice di procedura penale che, a lungo termine, consentirà di limitare la detenzione in materia penale.

Inoltre, lo Stato del Senegal aveva annunciato la costruzione di una nuova prigione a Sébikotane, per alleviare la congestione di Reubeuss. Nel 2015, Me Sidiki Kaba, allora ministro della Giustizia, fece l’annuncio. Ha anche affermato che il ricavato della vendita della prigione di Reubeuss, stimato in 6 miliardi di FCFA, sarà utilizzato per costruire una nuova prigione a Sébikotane.

Tuttavia, in seguito, venne annunciato che lo Stato non aveva trovato un acquirente che accettasse la formula proposta, consistente nel finanziare la costruzione di una prigione prima di trovarne i locali (il terreno di Reubeuss). Quindi Reubeuss non fu mai spostato. La prigione centrale di Dakar continua ad accogliere prigionieri che deplorano le condizioni di vita in questo centro di detenzione. Nel frattempo, poiché questa nuova prigione tarda a materializzarsi, nelle carceri vengono costruite celle.

RACCOMANDAZIONI PER RISOLVERE IL SOVRAFFOLLAMENTO CARCENARIO

Ricordiamo che nelle sue conclusioni, l’ultimo Dialogo Nazionale incentrato sulla Riforma e Modernizzazione della Giustizia, tenutosi il 28 maggio 2024, ha ritenuto all’unanimità l’urgenza di ridurre i poteri giudicati “esorbitante” del Pubblico Ministero. “(…) Vi è stato un ampio consenso su punti relativi, tra l’altro, alla riduzione dei poteri del Pubblico Ministero”, è stato segnalato.

I partecipanti hanno quindi concordato la proposta di istituzione di un giudice delle libertà e della detenzione, con la determinazione dei ruoli e delle attribuzioni di tale magistrato, per risolvere il problema delle lunghe detenzioni preventive. È stato inoltre suggerito di ampliare il campo d’azione e i poteri del giudice istruttore. Raccomandazioni sulla riduzione dei tempi di detenzione e di indagine, sulla riclassificazione dei reati e degli illeciti, sulla digitalizzazione, sul reclutamento del personale e sulla sua specializzazione, sull’ampliamento della mappa giudiziaria, ecc. furono anche mantenuti.

In sintesi, nel rapporto finale, per quanto riguarda le proposte chiave trasversali ai due sottocomitati, “queste raccomandazioni riguardano: la limitazione dei poteri del pubblico ministero, una maggiore competenza del giudice istruttore, l’istituzione di un giudice delle libertà e della detenzione…, una revisione dei codici esistenti (codice penale, codice di procedura penale, codice di procedura civile , Codice di famiglia)…”, prendere nota del documento.

Inoltre, il Forum dei litiganti, oltre a queste raccomandazioni, sulle lunghe detenzioni preventive, raccomanda che la vigilanza sulla custodia cautelare in materia penale ne limiti la durata a 2 anni, per favorire il controllo giudiziario per le persone che presentano garanzie di rappresentanza in tribunale e assicurare l’autonomia di bilancio dei tribunali.

Fatou NDIAYE & ID

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