80 anni fa, lo schianto del bombardiere americano “Betty L”

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Quasi tre settimane dopo il grande sbarco in Normandia, i bombardamenti alleati aumentarono per impedire una possibile avanzata tedesca in prima linea. La “fortezza volante” “The Betty L”, di un gruppo di trentasei B-17, è responsabile della distruzione del ponte ferroviario La Riche, comunemente chiamato ponte della Motte.

Alla testa di una formazione di dodici aerei

È dall’aerodromo di Ridgewell (Regno Unito) che il suo equipaggio di nove uomini è decollato questo sabato, 24 giugno 1944, alle 5,30, per una partenza effettiva alle 7,10. A bordo: il sottotenente Victor R. Romasco ( pilota), sottotenente Richard L. Kellum (copilota), ufficiale di volo James H. Chandler (navigatore), 1st Il tenente Ray L. Stewart (bombardiere), il sergente Elbert F. Giddens (mitragliere e meccanico), il sergente Paul G. Cosandier (radio), il sergente Grover L. Scoggins (mitragliere ventrale), il sergente maggiore Harry E. Owens (mitragliere del lato destro e a sinistra), il sergente maggiore Ernest L. Waldow (mitragliere posteriore). Saranno alla testa di una formazione di dodici aerei.

Quattro morti, cinque sopravvissuti

In un opuscolo molto interessante dedicato all’argomento, Tourangeau Yann Deniau cita Lucien Veau, un testimone residente a Luynes: “Alle 8:10 a Tours è stato lanciato l’allarme. Un attimo dopo, sentiamo il ronzio degli aerei, alto nel cielo. Il DCA spara violentemente sui dispositivi […] Durante questo periodo si sentiranno dei sibili seguiti dalle esplosioni delle bombe. Dopo un periodo di calma, nuovo passaggio di aerei e colpi dalla DCA. L’allarme è stato revocato alle 9,25. Poco dopo si è saputo il luogo dell’attentato: il ponte della Motte e una postazione DCA situata non lontano da lì erano stati gravemente danneggiati…”

Il ponte della Motte dopo il bombardamento.
© (Documento collezione Daniel Carras)

1ehm Il tenente Stewart specificherà il 7 settembre, nel suo rapporto di fuga, che la difesa antiaerea tedesca ha colpito la “Betty L” “sopra l’obiettivo”, volando ad un’altitudine di 7.000 m. Il colpo è partito da una batteria installata a Joué-lès-Tours (Plaine de la Gloriette) e ha colpito frontalmente il vano radio, facendone saltare il tetto e le due fiancate, facendo a pezzi la radio Paul G. Cosandier. 

Le testimonianze del pilota, del copilota e del navigatore del B-17 che volava dietro il Betty L sono concordi: hanno sganciato tre bombe e sono stati visti quattro paracadute (erano cinque in realtà). Poi il bombardiere fumante esplose e si disintegrò sopra Vallères, portando con sé il povero Scoggins prigioniero nella sua torretta ventrale, che non poteva essere “decapsulato”, e il copilota Kellum, le cui linee di paracadute furono recise dai detriti. Il mitragliere Owens è stato ucciso sul colpo durante il mitragliamento. Kellum e Owens verranno temporaneamente sepolti nella comune prima di essere rimpatriati negli Stati Uniti su richiesta delle loro famiglie, dopo la Liberazione.

Salvato dalla Resistenza

Quanto agli altri membri dell’equipaggio, furono fatti prigionieri, tranne uno, il 1ehm Tenente Stewart. La lenta traiettoria delle rispettive corolle permise ai tedeschi di avvistarli e fermarli una volta a terra.

Il primo tenente Stewart parteciperà alle azioni di resistenza nell’estate del 44.
© (Documento collezione Daniel Carras)

A differenza dei suoi compagni, Ray Stewart ha ritardato l’apertura del paracadute fino a 3.000 m. Atterrò in un bosco situato ad est della località denominata “Le Verger”, sul versante della Clémencerie, nel comune di Azay-le-Rideau. Sfugge alle sentinelle che lo cercano prima di essere accolto dalle famiglie Catillon e Ouvrard e nascosto nel Bois de Boulay.

Entrerà in contatto con la resistenza locale (Maquis de la Tour d’Auvergne, Maquis Loché) e parteciperà ad atti di resistenza (sabotaggio delle linee telefoniche, recupero di lanci aerei) durante l’estate. Soggiornò per un periodo all’Hôtel de Grande-Bretagne, a Pont-de-Ruan.

Tours viene liberato il 1ehm Settembre, Azay-le-Rideau, 3. Ray Stewart, presentato in una delle vetrine dell’Hôtel du Grand Monarque, è l’eroe della festa. La settimana successiva, nel quartier generale americano installato presso l’Hôtel de l’Univers a Tours, trovò un aereo a Laval per tornare a casa a Yakima (stato di Washington) e fece il suo rapporto di fuga.

Nel 2017, su suggerimento dell’associazione Touraine Mémoire 44, il comune di Vallères ha eretto una stele in omaggio all’equipaggio della “Betty L”.

Fonti: La Nuova Repubblica. Yann Deniau. Comune di Valleres.

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