Non tenere un terzo referendum sull’indipendenza significherebbe perderla, risponde il PSPP

Non tenere un terzo referendum sull’indipendenza significherebbe perderla, risponde il PSPP
Non tenere un terzo referendum sull’indipendenza significherebbe perderla, risponde il PSPP
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La situazione del Quebec in Canada è tale “asfissia” che non indire un terzo referendum sulla sovranità equivarrebbe a perderla, ribatte il leader del Parti Québécois (PQ), Paul St-Pierre Plamondon, alle dichiarazioni rilasciate lunedì dal primo ministro Legault in un’intervista a Radio-Canada.

Nonostante la sessione parlamentare fosse terminata da ben dieci giorni, St-Pierre Plamondon aveva convocato martedì mattina la stampa parlamentare davanti all’Assemblea nazionale per rispondere a François Legault che, durante un’intervista rilasciata il giorno prima a Patrice Roy , dimostrato disfattismosecondo lui.

Lo ha affermato lunedì il primo ministro la cosa peggiore che potesse succedere [serait] perdere un terzo referendum sulla sovranità e che, viste le attuali intenzioni di voto, lo sarebbe irresponsabile per farne uno – commenti che hanno fatto sobbalzare il leader del PQ.

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In un’intervista di fine anno con Patrice Roy, il primo ministro del Quebec, François Legault, afferma di non essere “chiuso” all’idea di indire un referendum su una nuova costituzione per il Quebec, ma di essere convinto che ci sia non è “una maggioranza dei quebecchesi che vuole la sovranità”. (Foto d’archivio)

Foto: Radio-Canada / Ivanoh Demers

A questo punto della nostra storia, non si tiene un terzo referendum e non si ottiene l’indipendenza del Quebec [reviendrait à] perderlo, perché il nostro declino è previsto ed è già in corsoha supplicato St-Pierre Plamondon ai giornalisti.

Perché il Quebec, secondo lui, è dentro un ambiente Chi pianificato suo asfissia finanziaria, linguistico E culturale e che riduce, dice, il suo capacità di fornire servizi alla popolazione.

Ciò che è irresponsabile da parte del Primo Ministro del Quebec è restare in Canada.

Una citazione da Paul St-Pierre Plamondon, leader del Parti Québécois

Ovviamente, come individui, possiamo avere paura di perdere, ha continuato. Ma quando sei Primo Ministro del Quebec, non hai il diritto di contaminare tutti [ça]. Se il Primo Ministro ha perso la speranza, […] Gli chiedo almeno di non fare del male.

PQ. Ma se devo scegliere tra speranza e disfattismo, sceglierò chiaramente la speranza e invito i cittadini del Quebec a schierarsi con la speranza”,”testo”:”Sì, è una sfida [qui se dresse] davanti a noi, concordò il leader del PQ. Ma se devo scegliere tra speranza e disfattismo, sceglierò chiaramente la speranza e invito i cittadini del Quebec a schierarsi con la speranza”}}”>Sì, è una sfida [qui se dresse] davanti a noi, concordò il capo P.Q.. Ma se dovessi scegliere tra speranza e disfattismo, sceglierò chiaramente la speranza e invito i cittadini del Quebec a schierarsi con la speranza.ha dichiarato martedì.

Secondo St-Pierre Plamondon, François Legault dovrebbe, almeno nei prossimi mesifai un gesto coerente con il suo approccio e organizzare un referendum settoriale sull’immigrazione – che si è già impegnato a sostenere – per riportare in Quebec tutti i poteri in questo settore.

Tuttavia, glielo chiede smettila di cambiare idea ogni settimana su questo tema, sottolineando che il Sig. Legault, sin dalla campagna elettorale del 2022, non fa che parlare di caldo e di freddo su questo tema.

Il Primo Ministro ha brandito questa minaccia il 15 marzo, in seguito ad un incontro con il suo omologo federale, Justin Trudeau, quest’ultimo dopo aver dichiarato senza mezzi termini che era fuori questione delegare al Quebec maggiori poteri federali in materia di immigrazione. Da allora ha fatto alcune concessioni.

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