Il documentario I Am: Céline Dion è tanto abbagliante quanto commovente

Il documentario I Am: Céline Dion è tanto abbagliante quanto commovente
Il documentario I Am: Céline Dion è tanto abbagliante quanto commovente
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Questo articolo d’opinione fa parte di una serie di Narcity. Le opinioni espresse sono quelle dell’autore e non riflettono necessariamente la posizione di Narcity Media sull’argomento.

Come giornalista, ho avuto la possibilità di assistere alla première del documentario Io sono: Céline Dional Théâtre Maisonneuve di Montreal, il 17 giugno, in compagnia di diversi personaggi pubblici. Sono uscito ancora intontito dall’emozione, profondamente turbato dalle scene difficili e dalle riflessioni portate avanti dalla nostra cantante nazionale, ma anche pienamente stupito dalla sua grandezza d’animo attraverso la malattia.

L’uscita del film, prevista per il 25 giugno 2024 su Prime Video, rivelerà il vero viaggio di una combattente raccontato nientemeno che dall’eroina della sua stessa storia. Il tipo di scenario che ogni regista sogna, ha affermato la regista Irene Taylor, prima della proiezione simultanea del suo documentario a New York.

Anche Celine Dion era nella Grande Mela durante il lancio, dove ha tenuto un discorso toccante prima della presentazione del tanto atteso lungometraggio. Mi è venuto in mente il passaggio in cui ha reso omaggio alla neurologa Amanda Piquet per aver trasformato la sua paura in speranza, dopo aver appreso di avere la sindrome della persona rigida nel 2022. Si tratta di un disturbo neurologico estremamente raro, la cantante ha tuttavia vissuto per diversi anni un periodo di divagazione diagnostica, mentre i sintomi della malattia si sono manifestati gradualmente a partire dal 2008. Gli spasmi hanno colpitosempre più la sua voce; non può più cantare e nemmeno camminare in certe occasioni.

I momenti di speranza, ma anche di verità – e anche di risata – che traspaiono in questo documentario mi hanno commosso moltissimo ed è per questo che mi sono commosso in più di un’occasione (e non ero il solo).

Io sono: Celine Dion – Trailer ufficiale | Primo Videowww.youtube.com

Vulnerabile

Fin dai primi minuti del film di un’ora e 42 minuti, vediamo la diva di Carlo Magno in un grande momento di vulnerabilità davanti alla telecamera: è distesa a terra, con i muscoli tesi, affetta da un episodio di crisi legato alla sua sindrome e deve essere trasportato urgentemente in ospedale.

Riviviamo in loop i momenti chiave della sua ascesa, la centralità del suo sogno di diventare una grande cantante internazionale. Ciò che è diventata con la sua voce d’oro, che considera “la guida della sua vita”… finché non è stata più “padrona del suo destino”.

La sua testimonianza lascia il posto all’autenticità, che ho apprezzato dall’inizio alla fine. Le mie lacrime iniziarono rapidamente a scorrere mentre spiegava come gli spasmi cominciarono a prendere il sopravvento sul suo “strumento” e lei scricchiolò mentre cercava di colpire certe note, senza alcun risultato. La vulnerabilità è una prova di sincerità, ma anche di coraggio e, nel suo caso, di resilienza, cosa che mi ha ispirato molto.

Divertente, contro ogni previsione

Ho versato molte lacrime, ma ho anche riso molto spesso. Céline ha questa risposta che è ben riproposta in tutto il documentario. I suoi momenti di tristezza, frustrazione o addirittura scoraggiamento sono spesso punteggiati di umorismo, in particolare quando dice che pensava di essere “eccellente” prima dell’inizio della malattia. Hahaha!

Scopriamo appieno il suo lato clown, soprattutto quando propone la visita del suo magazzino, o meglio, di un vero e proprio museo che comprende tutti i suoi costumi di scena – compresi i suoi abiti più sgargianti, alcuni dei quali sono serviti da ispirazione per il drag queen presente al lancio del film a Montreal. Allo stesso tempo, evoca in modo esilarante la sua passione per le scarpe, quelle che si ostinava a indossare dalla taglia sei alla dieci solo perché le trovava bellissime!

Céline ha sempre questa spontaneità, questo umorismo che, credo, ci conforta e contribuisce a rendere il film più morbido, ma anche ancora più commovente, soprattutto quando insiste a levigarsi i piedi subito prima di una seduta di sportterapia. Essere in grado di usare l’umorismo mentre si attraversano momenti difficili è una vera impresa umana.

Dolore insopportabile

Arriva una lunga scena in cui vediamo e sentiamo tutto il dolore che attraversa il corpo dell’idolo mondiale. Pensare a quella scena mi fa velare gli occhi ancora e ancora.

Dopo aver raccolto tutte le sue forze per cantare Amare di nuovo, in studio si presenta all’appuntamento con il suo terapista. Sdraiata su un lettino da massaggio, vediamo che è sempre più tesa, dalle mani ai piedi. Finché non ha avuto una crisi. La scena è insopportabile perché assistiamo in primo piano a lunghi minuti di sofferenza.

Volevo davvero che questa scena finisse, mentre lei fatica a comunicare i piccoli gesti richiesti dalla sua équipe medica. Seppur sconvolgente, questo segmento testimonia ancora una volta il coraggio, ma anche la trasparenza dell’artista che ha accettato di condividere con il suo pubblico uno dei suoi grandi momenti di disagio, sia fisico che mentale. E non posso che lodare questo profondo coraggio, questa audacia intrisa di umanità.

Scoraggiata dall’avvertimento del suo terapeuta secondo cui qualsiasi momento di euforia o intensità – come il canto – potrebbe scatenare un attacco, decide tuttavia di seguire la sua solita routine concludendo la sua seduta terapeutica con uno spettacolo gratuito. Se è risaputo che la musica ha virtù terapeutiche, il canto è anche profondamente liberatorio per l’artista e lo sentiamo con il suo “asti(que)” molto quebecchese, lanciato con passione dopo aver spinto la nota.

Celine Dion interpreta con intensità una canzone dopo un episodio di crisi legato alla sua malattia.Catrina Jaricot | Studi AmazonMGM

Una trasformazione stimolante

Mentre l’iconico artista deve adattarsi alla sua nuova realtà, ci permette di accompagnarlo passo dopo passo in quella che promette di essere una trasformazione continua. Con la sua voce, per la quale usa la tenacia, come la sua forza. Ma anche la sua grandezza d’animo, la sua generosità che mi ha davvero ispirato e che probabilmente ricorderò per molto tempo.

Céline si è paragonata ad un melo, con il quale vuole regalare a tutti (ai suoi fan) i suoi frutti migliori. Con questo film eccezionale che mi ha fatto vivere tante emozioni, non possiamo che essere ottimisti nei suoi confronti, vedendo quanto riesce a superare se stessa ogni giorno. E inoltre, augurategli ogni bene così da poter distribuire nuovamente delle bellissime mele.

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