i pericoli delle mosse del poker

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i pericoli delle mosse del poker
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EIn apparenza, tutto contrasta con le situazioni politiche che Regno Unito e Francia stanno vivendo in questi giorni, a parte la concomitanza di elezioni nazionali decisive: giovedì 4 luglio, oltremanica, proprio tra i due turni delle elezioni legislative del 30 giugno e quello di luglio. 7 innescato da Emmanuel Macron. A Londra i sondaggi danno ben in testa la sinistra laburista (con il 37% dei voti), pronta, sotto la guida del moderato Keir Starmer, a insediarsi a Downing Street dopo quattordici anni ininterrotti di potere conservatore compreso il tornado della Brexit. A Parigi, invece, la sconfitta alle elezioni europee di Emmanuel Macron – che nel 2017 fu paragonato a Tony Blair, ex leader del partito laburista – e il suo scioglimento sotto forma di una mossa di poker fanno temere l’arrivo al potere di ‘ estrema destra.

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Anche quando si tratta dell’Europa, i due paesi vicini, amici e rivali di lunga data, si voltano le spalle. Certamente il Labour, ansioso di non riaprire le profonde ferite lasciate dal referendum sulla Brexit, si guarda bene dal considerare un ritorno all’Unione Europea (UE), accontentandosi di promettere di migliorare le relazioni commerciali con l’Unione. Ma la maggioranza dei britannici è ormai convinta che lasciare l’UE sia stato un errore di cui continua a pagarne il prezzo. Allo stesso tempo, gli elettori francesi sfidano il loro presidente filoeuropeo, mettendo alla guida di un Raggruppamento Nazionale le cui promesse portano a una rottura di fatto con le ambizioni comunitarie.

Ennesima alternanza

Tuttavia, questo quadro, che sembra contrapporre una Francia che combina caos politico e turbolenze istituzionali con un Regno Unito che si prepara con calma per un’altra alternanza nell’accogliente atmosfera di Westminster, si rivela in gran parte fuorviante. Il venerabile sistema politico britannico, basato su elezioni a turno unico, che lasciano poche possibilità ai candidati esterni ai due principali partiti – Tories e Labour – viene scosso sotto la pressione del leader di estrema destra Nigel Farage. Il vittorioso promotore del divorzio dall’Europa alla guida del Partito per l’Indipendenza del Regno Unito (UKIP) è rientrato nella vita politica nel 2021 con un partito, Reform UK, che accusa i conservatori di “tradito” Brexit, in particolare in termini di immigrazione e deregolamentazione.

Armato di un programma che promette “immigrazione netta zero”, forti tagli fiscali e parziale privatizzazione del sistema sanitario pubblico, approfitta dell’estremo indebolimento dei conservatori del primo ministro uscente Rishi Sunak, al punto da minacciare il vecchio partito conservatore lasciare. Un sondaggio attribuisce addirittura a Reform UK un punteggio più alto (19%) di quello dei conservatori (18%). Dopo sette fallimenti alle elezioni legislative, Farage potrebbe rubare un collegio elettorale ai conservatori.

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Il ritorno di Nigel Farage suona come una lezione terribile: corresponsabile dell’indebolimento del suo paese in seguito alla Brexit, questo demagogo nazionalista, xenofobo e critico delle politiche sociali intende ora prosperare sulla denuncia di questo fallimento. È come se il referendum del 2016 sulla Brexit, deciso dall’ex primo ministro David Cameron come un bluff di fronte alle pressioni di Farage, continuasse ad agire come una bomba a grappolo sulla vita politica della più antica democrazia d’Europa. Una prospettiva che non basta a rallegrare i francesi, lanciati senza troppe cerimonie in un’altra partita di poker, quella dello scioglimento.

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