Quattro belgi su dieci sono ancora in difficoltà nel pianeta digitale: “I contatti faccia a faccia o telefonici restano essenziali”

Quattro belgi su dieci sono ancora in difficoltà nel pianeta digitale: “I contatti faccia a faccia o telefonici restano essenziali”
Quattro belgi su dieci sono ancora in difficoltà nel pianeta digitale: “I contatti faccia a faccia o telefonici restano essenziali”
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Sìì? Non così in fretta… Se l’accesso a Internet e l’uso degli strumenti digitali e dei servizi online hanno continuato a progredire in due anni, quattro belgi su dieci continuano a lottare sul pianeta digitale a causa delle scarse competenze digitali (35%) e/o -uso di internet (5%). L’anno scorso il 95% delle famiglie disponeva di una connessione Internet domestica (rispetto al 92% nel 2021), ma questo non è ancora il caso per l’11% delle persone con un basso livello di reddito.

Il livello del diploma resta determinante

In altre parole: l’accelerazione della digitalizzazione della società non porta ad un aumento proporzionale delle competenze digitali, sottolinea la Fondazione Re Baldovino (FRB).

“La Bruxelles digitale è no!”

Molti cittadini, già vulnerabili sul piano sociale, economico e culturale, hanno difficoltà ad agganciare il proprio vagone alla locomotiva digitale. Il Barometro FRB stabilisce che il 68% dei belgi che non hanno conseguito un diploma di scuola secondaria sono digitalmente vulnerabili. Tre volte di più rispetto a chi ha un livello di istruzione elevato (19%).

Basse qualifiche fanno quindi rima con scarse competenze digitali, in particolare tra i giovani dove più della metà dei giovani che hanno difficoltà con gli studi (52%) utilizzano anche Internet – rispetto al 10% dei giovani altamente qualificati. Considera tutto questo nativi digitali avere elevate competenze digitali è quindi un mito, secondo il Barometro.

Come trovare lavoro se non sai come creare un CV online?

Un’altra disuguaglianza: più della metà delle persone in cerca di lavoro (54%) sono vulnerabili dal punto di vista digitale. Con un effetto valanga che li penalizza doppiamente: sono disoccupati, hanno un reddito basso e le loro deboli competenze digitali complicano la loro ricerca di lavoro. Cosa fare quando non si sa come creare un CV online, inviare email e registrarsi su una piattaforma, passaggi ormai quasi obbligati per presentare una candidatura?

Gli analfabeti, abbandonati nella società iperdigitalizzata, chiedono sportelli “con veri esseri umani”

Stessa osservazione per le persone con un problema di salute invalidante, di cui il 58% con disabilità digitali: come prendere appuntamento in ospedale, come contestare una fattura?

Un’altra grande nuvola: le famiglie monoparentali – soprattutto le madri – non sono toccate dal miglioramento digitale. Questo è l’unico gruppo in cui la vulnerabilità digitale è peggiorata in due anni (42% nel 2023, rispetto al 38% nel 2021).

Uno smartphone ma niente computer

La disuguaglianza si osserva anche nella qualità dell’accesso a Internet. Un quarto dei cittadini in una situazione socioeconomica più precaria (25%) ha solo uno smartphone per connettersi, mentre sempre più belgi sono multiconnessi, indispensabile per svolgere numerose procedure online. Buona fortuna, senza computer, per seguire corsi online, per presentare una richiesta di sussidi con allegato documenti, per identificarsi su Itsme… Oggi, per essere digitalmente “efficienti”, è necessario potersi connettere tramite più dispositivi.

Risultato: le persone con scarse competenze digitali utilizzano molto meno servizi digitali come l’e-commerce (-31 punti percentuali), l’e-health (-27) o l’e-banking (-26).

Impossibile ottenere alcuni vantaggi legali

Ciò compromette l’accesso ai diritti sociali e costituisce una forma di discriminazione, secondo la FRB. Impossibile beneficiare delle tariffe ridotte concesse esclusivamente online per i contratti energia o telefonici. Impossibile eseguire transazioni bancarie gratuite. Impossibile ottenere vantaggi legali come i sussidi per la ristrutturazione. Eccetera.

“Le disuguaglianze digitali sono ancorate alle disuguaglianze sociali”

“Più che mai, la nostra società deve garantire che nessuno venga lasciato indietro e garantire a tutta la popolazione l’accesso ai servizi essenziali e ai diritti fondamentali che ne derivano”, insiste la Fondazione Re Baldovino. Una maggiore inclusione digitale richiede investimenti in servizi online privati ​​e pubblici accessibili a tutti. Ma i risultati del Barometro sono chiari: alternative convenienti e di qualità ai servizi digitali, come il contatto faccia a faccia o telefonico, rimangono essenziali. Il passaggio al digitale non può cancellare l’elemento umano.

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