Uniti: per una governance forte

Uniti: per una governance forte
Uniti: per una governance forte
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In questi giorni l’Università di Friburgo, il suo rettore e le sue facoltà sono stati criticati per i loro sforzi volti ad attirare nuovi studenti, soprattutto di lingua tedesca (Libertà del 3 maggio, “Preoccupazioni per i francofoni nell’università”). Il nocciolo della questione riguarda la preoccupante evoluzione dell’attrattiva nel confronto intercantonale. Nell’arco di vent’anni Friburgo ha perso enorme terreno rispetto alle altre università svizzere. Lo stesso problema strutturale comincia ad emergere anche nelle scuole universitarie professionali. Le sfide sono legate al posizionamento strategico, agli investimenti in offerte formative attraenti e all’uso efficace delle risorse.

Le critiche, invece, mirano al bersaglio sbagliato, in quanto il rettorato opera all’interno di un quadro istituzionale ereditato dal passato. Nel 2000, Friburgo ha concesso l’autonomia (anche di bilancio) all’Università e successivamente è diventato un cantone pioniere nell’introduzione del sistema bachelor/master. I poteri reali del rettorato e dei decanati, tuttavia, non sono stati sostanzialmente estesi. Questi risultati non richiedono un restringimento degli organi di governo, ma un rafforzamento delle loro competenze nell’attuazione delle politiche universitarie.

È opportuno professionalizzare il ruolo dei presidi conferendo loro forti prerogative e indipendenza funzionale all’interno delle facoltà. Allo stesso modo, il ruolo del rettorato nella sorveglianza interna deve essere rafforzato. Invece di critiche, le nostre università meritano un maggiore sostegno. Ciò comporterà anche una revisione della governance universitaria.

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