Relativa calma in Nuova Caledonia, dove martedì verrà revocato lo stato di emergenza

-

Le autorità hanno compiuto un ulteriore gesto in Nuova Caledonia, pianificando la revoca dello stato di emergenza. Tuttavia, la calma resta molto relativa nella regione, dopo due settimane di disordini, il mantenimento del coprifuoco e l’arrivo di nuovi rinforzi dalla gendarmeria.

Lo stato di emergenza, instaurato il 15 maggio, sarà revocato martedì alle 5 del mattino a Nouméa, ha annunciato l’Eliseo.

La revoca di queste misure eccezionali deve consentire riunioni delle diverse componenti della FLNKS [le principal mouvement indépendantiste] e il viaggio verso i posti di blocco dei funzionari eletti o dei funzionari in grado di chiederne la revocaha precisato la presidenza francese in un comunicato stampa.

Allo stesso tempo, l’Eliseo ha annunciato l’invio nelle prossime ore Di gendarmi mobili”,”text”:”sette unità mobili aggiuntive, ovvero 480 gendarmi mobili”}}”>sette ulteriori unità di forza mobile, ovvero 480 gendarmi mobili.

Sul posto lo ha annunciato l’Alto Commissariato della Repubblica per la Nuova Caledonia alle 6.00h”,”text”:”il mantenimento delle misure generali, in particolare il divieto di circolare su tutto il territorio dalle ore 18 alle ore 6.”}}”>il mantenimento delle misure generali, in particolare il divieto di tutti gli spostamenti su strada e nei luoghi pubblici su tutto il territorio dalle ore 18.00 alle ore 6.00..

Sono concesse eccezioni per ragioni sanitarie o per missioni di servizio pubblico, ma resta vietata la vendita di alcolici, così come il trasporto e il porto di armi – stimate in circa 100.000 nell’arcipelago – e l’Alta Commissione segnala 460 arresti.

In totale, circa 3.500 agenti di sicurezza saranno schierati in questo arcipelago di circa 270.000 abitanti impegnato dal 1998 in un processo di emancipazione dal controllo francese e dove gli scontri hanno provocato sette morti, tra cui due gendarmi.

Macron precisa le sue osservazioni

Il detonatore dei disordini è stato il voto a Parigi per una riforma che prevede l’ampliamento dell’elettorato locale a circa 25.000 persone stabilito da almeno dieci anni in Nuova Caledonia, un casus belli per i separatisti che ritengono che questo disgelo rischi di minorizzare ancora di più per gli indigeni Kanak.

Giovedì il presidente francese, in viaggio sul posto, ha annunciato che non ci sarebbe stato nulla nessun passaggio forzato Ma non si torna indietro. Ha subordinato la fine dello stato di emergenza alla rimozione dei blocchi stradali, cosa che non avviene ancora ovunque.

Domenica, in viaggio a Berlino, Emmanuel Macron ha dovuto precisare le sue osservazioni quotidiane Il parigino pubblicato il giorno prima sulla possibilità di organizzare un referendum nazionale sullo scongelamento del corpo elettorale, che ha scatenato nuove tensioni sull’isola. Questa possibilità è semplice leggere la Costituzione e non lo è non un’intenzioneha assicurato.

Il capo dello Stato vuole dare priorità a a accordo globale compreso in particolare il futuro del settore del nichel. Ha dato tempo a separatisti e lealisti fino alla fine di giugno per delineare l’avvio di un accordo.

>>>>

Apri in modalità a schermo intero

Il presidente Emmanuel Macron è stato in Nuova Caledonia pochi giorni fa. (Foto d’archivio)

Foto: piscina/afp tramite getty images / LUDOVIC MARIN

L’economia dell’arcipelago, conquistato e colonizzato nel XIX secoloe secolo, si basa essenzialmente sul nichel, di cui costituisce dal 20 al 30% delle riserve mondiali. Abbastanza da temere interferenza della Cina, secondo il senatore francese Claude Malhuret, che ha sottolineatoAFP che Pechino aveva hanno bisogno del nichel per produrre le batterie.

La notte tra domenica e lunedì a Nouméa e nel suo agglomerato è stata relativamente calma, malgrado le tracce di scontri visibili nel quartiere povero della Vallée-du-Tir, ha constatato un giornalista dellaAFP. A Nouméa, dove da due settimane si accumula la spazzatura, lunedì il traffico è ripreso con lunghi ingorghi, segno di un certo ritorno alla normalità.

La strada che porta all’aeroporto internazionale di Nouméa – La Tontouta, in alcuni punti molto degradata, resta disseminata di rottami di veicoli e l’aeroporto, chiuso ai voli commerciali dal 14 maggio, rimarrà chiuso almeno fino al 2 giugno.

I francesi e i turisti stranieri bloccati nell’arcipelago devono continuare a essere evacuati. Dall’inizio della crisi, secondo l’Alto Commissariato, sono state più di 1.200 le persone evacuate in aereo e 270 residenti in Caledonia che hanno potuto ritornare.

>>>>

Apri in modalità a schermo intero

La gente evacua la Nuova Caledonia.

Foto: Reuters

Lunedì saranno i polinesiani bloccati in Nuova Caledonia da due settimane a poter tornare a casa. Secondo la stessa fonte, è previsto anche un primo ritorno dei caledoniani bloccati a Singapore.

La vita quotidiana rimane complicata per molti residenti, in particolare a causa delle scuole che non riapriranno prima di metà giugno. Lavoriamo, ma senza rifornimenti non c’è niente da fareha detto alAFP Kila Thomas, operaio di 58 anni in un supermercato di La Tontouta, 50 chilometri a nord di Nouméa, ha aggiunto che la sua famiglia sopravvive con le riserve di cibo e viaggia a piedi a causa della carenza di carburante e dei blocchi.

Lo ha ammesso sabato il FLNKS (Fronte Kanak e Socialista di Liberazione Nazionale).Oggi l’obiettivo principale del movimento indipendentista è allentare le tensioni e trovare soluzioni durature per il nostro Paese.

I separatisti chiedono ancora il ritiro della riforma costituzionale, che ha causato la peggiore violenza degli ultimi 40 anni e risvegliato lo spettro della Eventi che, dal 1984 al 1988, aveva causato quasi 80 morti e faceva temere lo sprofondamento della Nuova Caledonia nella guerra civile.

-

PREV La destra getta tutto il suo peso nella campagna contro l’iniziativa sulla biodiversità
NEXT Lavori di manutenzione: previste chiusure notturne dell’autostrada metropolitana