Seine-et-Marne: di fronte alle ripetute violenze domestiche, un ragazzino va in cerca di aiuto

Seine-et-Marne: di fronte alle ripetute violenze domestiche, un ragazzino va in cerca di aiuto
Seine-et-Marne: di fronte alle ripetute violenze domestiche, un ragazzino va in cerca di aiuto
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Editoriale Meaux

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27 maggio 2024 alle 9:00

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All’inizio del 2018, Magalie* ha incontrato Mathieu. Dopo una relazione durata alcuni mesi, lei lo invita a venire a stare con lei, a Torcy (Seine-et-Marne). Per cinque anni la coppia fu felice, ma le aree di disaccordo si moltiplicarono. Anche se Mathieu si trova in una situazione irregolare, lei non sopporta più di essere l’unico a mandare avanti la famiglia. Il rifiuto del partner di cercare lavoro e la sua spiccata predilezione per l’alcol portano a litigi sempre più frequenti. Per sfuggirgli, Arthur*, nato dalla prima unione di Magalie, si chiude sistematicamente nella sua stanza non appena Mathieu sarà presente.

Nel gennaio 2023 ha deciso di porre fine alla loro convivenza e gli ha chiesto di andarsene. Il rifiuto di Mathieu genera alterchi Di più violento.

Il bambino esce per chiedere aiuto

A fine novembre 2023, in serata, l’ennesimo alterco tra la coppia. Arthur, rifugiatosi per un po’ nei bagni, decide di uscire per chiedere aiuto. Egli suona a casa del vicino e gli chiede di chiamare la polizia. Quest’ultimo, sentite le urla ed il rumore, ha allertato la questura.

Intorno alle 19:40, quando è arrivata la polizia, hanno trovato un donna che piange, in un appartamento disseminato di detriti. Magalie descrive loro la scena. Appena tornato, Mathieu perse la pazienza. Urla, insulti, si è precipitato verso di lei, l’ha afferrata per il collo e l’ha stretta. Poi la spinse brutalmente contro il muro. Per fortuna, vedendo Arthur uscire e sentendo Magalie gridargli “Non starai a casa mia!” »fermatelo.

Costretto a lasciare l’alloggio

Nel filone delle confidenze, Magalie evoca anche a infortunio alla mano sofferto un mese prima in un’altra discussione. Arthur viene ascoltato dopo. I vicini sono stati interrogati a turno e hanno confermato il clima conflittuale.

Per permettere alla madre e al figlio di ritrovare un po’ di tranquillità, la polizia intima a Mathieu di lasciare la casa.

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Ma alle 23 sono stati costretti a intervenire nuovamente. Ubriaco, Mathieu bussa alla porta e grida. Incolpa Magalie per essere diventata una senzatetto e chiede le sue cose. Arrestato, il test dell’alcolemia ha rivelato più di 2 grammi per litro di sangue. Finisce in una cella che fa riflettere. Quarantotto ore dopo, è uscito libero sotto il vincolo di un controllo giudiziario.

Due versioni dell’alterco

Alla sbarra del tribunale penale di Meaux l’imputato ha ceduto la sua versione del litigio : » Ho visto che aveva copiato la mia rubrica e ho chiesto che venisse cancellata, ma lei ha rifiutato. In preda alla rabbia, ho distrutto il suo cellulare. Non ho mai alzato una mano contro di lei, ma a volte ho dovuto difendermi”.

Come ogni parte civile presente in udienza, Magalie ha potuto esprimersi a sua volta: “Ci ha fatto passare l’inferno in casa, sia fisicamente che moralmente! Dovevo occuparmi di tutto, pagare tutto. Non ha mai voluto lavorare. Passava le sue giornate bevendo qui e fuori.» Ha confermato la sua richiesta di risarcimento, un euro simbolico :

Mio figlio ed io siamo rimasti traumatizzati. Vogliamo che stia lontano da noi.

Magalie*, vittima

“Ci ha fatto passare l’inferno a casa”

Alla richiesta di reagire, Mathieu è tornato al suo posto consumo di alcool : » Sono un bon vivant! Ma quella notte ho bevuto vodka. Un amico mi ha regalato una bottiglia per aiutarmi con il raffreddore. Fuori c’erano -5°. *

Con undici condanne con i suoi precedenti penali, la tendenza a atteggiarsi a vittima, un atteggiamento veemente con lo psicologo e inadatto al dibattimento, Mathieu non ha suscitato né comprensione né empatia nel rappresentante del pubblico ministero. Il magistrato, al contrario, ha criticato il negazionismo mostrato dall’imputato e ha criticato la sua strategia consistente nell’attribuire ad altri ogni responsabilità. Prima di richiedere a sentenza piuttosto severaha sottolineato l’assenza di coinvolgimento di Mathieu in un processo di regolarizzazione della sua situazione amministrativa sul territorio francese mentre “non faceva nulla delle sue giornate”.

L’imputato lascia la stanza in lacrime

Il maître Granata ha iniziato la sua difesa argomentando sulla tardiva rivelazione della violenza da parte della vittima, mancanza di prove per alcuni atti denunciati, l’eccessiva durata delle accuse, l’alcolismo di Mathieu constatato solo una volta e provocando solo un turbamento dell’ordine pubblico.

Ha ricordato il precarietà del suo assistito dovendo affrontare la fine dell’alloggio sociale di cui beneficiava quella stessa sera. Quando ha detto queste poche parole per illustrare il suo stato d’animo: “Si sente come un vagabondo! “, l’uomo, 47 anni, è uscito dalla stanza in lacrime.

» Si sente un vagabondo! “

Dopo aver emesso un’assoluzione in due periodi, il giudice ha dichiarato Mathieu colpevole. Ha ricevuto una pena detentiva con sospensione condizionale di sei mesi. Dovrà sottoporsi a un trattamento psicologico e per le dipendenze, oltre a un corso sulla violenza domestica.

Dovrà inoltre rispettare il divieto di due anni di contattare le vittime e di presentarsi nelle loro case. La sanzione finanziaria sarà limitata all’euro simbolico, come chiesto da Magalie.

*I nomi sono stati cambiati.

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