SENEGAL-PRESSE-REVUE / I quotidiani anticipano i fondamenti della Giustizia – Agenzia di stampa senegalese

SENEGAL-PRESSE-REVUE / I quotidiani anticipano i fondamenti della Giustizia – Agenzia di stampa senegalese
SENEGAL-PRESSE-REVUE / I quotidiani anticipano i fondamenti della Giustizia – Agenzia di stampa senegalese
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Dakar, 27 mag. (APS) – La notizia, secondo quanto riportato dalla stampa quotidiana, ruota essenzialmente attorno alla questione della Conferenza sulla Giustizia, prevista per martedì.

Secondo Walfquotidien, le nuove autorità, salite al potere dopo le elezioni presidenziali del 24 marzo, “contano sulle conclusioni del dialogo nazionale sulla +riforma e la modernizzazione della giustizia+ per attuare il loro programma giudiziario”.

“In ogni caso, questo è ciò che sembrano prevedere i termini di riferimento” per questi incontri, indica il giornale. Vox Populi rileva che “quasi 300 partecipanti” sono attesi a questo incontro che il giornale definisce “grande +ndëp+” e di cui il professor Babacar Guèye è stato scelto come facilitatore dei lavori, secondo diversi giornali tra cui Le Quotidien.

“Dopo un primo elenco controverso, il Ministero della Giustizia ha fatto marcia indietro annunciandone un altro”, riferisce Le Quotidien, ricordando che nel 2018 “un lavoro simile era già stato svolto, anche se le conclusioni non sono state applicate” .

Il quotidiano Enquête osserva che il nuovo regime “sta affrontando uno dei progetti chiave del suo ‘progetto’: la riforma della giustizia”, invitando “ampie consultazioni che riguarderanno quasi tutti i settori della società ”.

I relatori avranno in particolare “come base di lavoro”, “le raccomandazioni pertinenti risultanti dalle consultazioni organizzate dall’Unione dei magistrati senegalesi nel dicembre 2017 e riprese dal Comitato consultivo sulla modernizzazione della giustizia nel marzo-aprile 2018”, aggiunge la stessa pubblicazione.

Spesso in un tema così delicato e importante non bastano le buone intenzioni, i giornali fanno eco alla polemica scatenata da alcuni attori, soprattutto politici, che non vedono di buon occhio lo svolgimento di questi incontri.

“Vomitatori di fronte ai nostri magistrati per riformare la giustizia, questo Paese è una faccia grossa!”, si legge ad esempio sulle colonne di Tribune, che pubblica un articolo di Moussa Niang, delegato nazionale ad interim del movimento Gueum Sa Bopp guidato da Bougane Guèye Dany, un giornalista diventato uomo d’affari.

Allo stesso modo, Moustapha Diakhaté, una figura importante nel regime dell’ex presidente Macky Sall, denuncia un “circo populista”, denunciando l’invito a questi incontri di “ex prigionieri per crimini tra cui uno degli assassini di Me Babacar Sèye”, un ex giudice costituzionale ucciso il 15 maggio 1993.

“Le fondamenta della Giustizia partono male? Tutto lo suggerisce”, viste le polemiche seguite alla pubblicazione, da parte dei partecipanti a questi incontri, di un elenco in cui non figurano alcuni attori della giustizia “come il giudice [Ibrahima Hamidou] Dème”, sottolinea il quotidiano L’info.

Questo ex magistrato specializzato in diritto penale e procedura penale, noto per le sue posizioni a favore della riforma della giustizia, si era dimesso dal Consiglio Superiore della Magistratura e dalla Magistratura sotto Macky Sall, per denunciare l’ingerenza del potere esecutivo nella magistratura.

La notizia suscita “l’indignazione di molti attori e personalità”, relativa all’elenco dei partecipanti alle riunioni di Giustizia, senza tener conto che “il principio stesso delle riunioni di Giustizia convocate dal Capo dello Stato è criticato da [certains] critici [de cette initiative]”, scrive il quotidiano.

Bès Bi, sullo stesso argomento, titola: “Difetti procedurali”, mentre il quotidiano Enquête torna in politica come per necessità, tentando di sviscerare il modo di governare dei sostenitori del nuovo regime.

“La coppia Diomaye-Sonko ha optato per una governance basata sulla presenza permanente sul territorio. Stanno seguendo le orme di Mamadou Dia”, salvo il rischio “di un effetto boomerang, se i risultati tardano a concretizzarsi”, analizza il quotidiano.

Il quotidiano Kritik’, dal canto suo, torna a parlare dell’ex primo ministro Amadou Ba, diventato “principale avversario” dopo la sua sconfitta alle elezioni presidenziali del 24 marzo. L’ex capo del governo e candidato fallito della BBY, la coalizione del vecchio potere, “intende indossare la giacca blu”, non potendo “più sottrarsi”, “per considerazione e rispetto verso gli elettori che avevano scommesso su lui”, nota Kritik’.

“Deluso, rassegnato, sconfitto e sull’orlo del collasso, l’ex Primo Ministro non può permettersi di riposare sugli allori come agente attivo dello Stato che ha guidato i più grandi cambiamenti nel Paese a livello finanziario”.

Le Soleil, riportando la visita del presidente Diomaye Faye a Conakry alla fine della scorsa settimana, fa il punto sulle relazioni tra Senegal e Guinea. “È tempo di promemoria”, nota il quotidiano al riguardo.

B.K.

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