Danni ai cinghiali in Dordogna: “Un buon cinghiale è un cinghiale morto!” Agricoltori sull’orlo di una crisi di nervi

Danni ai cinghiali in Dordogna: “Un buon cinghiale è un cinghiale morto!” Agricoltori sull’orlo di una crisi di nervi
Danni ai cinghiali in Dordogna: “Un buon cinghiale è un cinghiale morto!” Agricoltori sull’orlo di una crisi di nervi
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Questa nuova stagione di semina è particolarmente problematica quest’anno per molti agricoltori della Dordogna a causa delle condizioni climatiche (terreni fradici) e soprattutto dell’esplosione dei danni causati dalla selvaggina di grossa taglia, con i cinghiali in cima alla lista. Sebbene siano state adottate misure, tra cui l’autorizzazione alla cattura tutto l’anno in un centinaio di comuni del dipartimento o la possibilità di effettuare la caccia nei mesi di aprile e maggio, queste non sembrano sufficienti agli occhi di molti attori del mondo agricolo .

Per fare il punto della situazione, giovedì scorso, il signor Jean-Sébastien Lamontagne, prefetto della Dordogna, ha visitato, su invito della FDSEA (federazione dipartimentale dei sindacati degli operatori agricoli) e della camera dell’agricoltura, un’azienda agricola a Dussac, vicino Nontron, nel nord-est del dipartimento, dove ha incontrato i due fratelli agricoltori, che gli hanno raccontato le loro difficoltà e gli hanno mostrato i recenti danni alle loro piantine di mais: una decina di ettari devastati in 3 giorni!

Il vicepresidente della Camera dell’Agricoltura della Dordogna, Yannick Francès, ha lanciato così, in questa occasione, l’allarme ai nostri colleghi di France Bleu, invitati a seguire la visita in prefettura: “ Ci troviamo in una situazione esplosiva nel dipartimento, i danni si ripercuotono sulle aziende agricole e siamo in un contesto climatico marcio, non riusciamo a stabilire le nostre colture e le uniche che riusciamo a realizzare sono quasi tutti distrutti dai cinghiali.[…]per noi un cinghiale buono è un cinghiale morto, oggi ci siamo“. Inoltre, gli agricoltori si aspettano molto dai cacciatori che hanno raccolto non meno di 20.000 suini in questa stagione!

Per quanto riguarda la possibilità di effettuare cacce collettive per la protezione delle colture nei mesi di aprile e maggio, il prefetto si è rammaricato che solo 550 compagnie di caccia, sulle 1.600 del dipartimento, abbiano presentato richiesta di autorizzazione in questo contesto. Ovviamente la proliferazione dei cinghiali nel Périgord sta raggiungendo una soglia critica e i cacciatori sono particolarmente richiesti, sia in termini di raccolta che dal punto di vista finanziario, che aveva già iniziato a creare una tempesta tra alcuni nemrod, come vi abbiamo detto a poche settimane fa.

#French

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