Lo sfogo dei contadini della Dordogna colpiti dai danni dei cinghiali

Lo sfogo dei contadini della Dordogna colpiti dai danni dei cinghiali
Lo sfogo dei contadini della Dordogna colpiti dai danni dei cinghiali
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Giovedì 23 maggio, Jean-Sébastien Lamontagne, prefetto della Dordogna, Benoît Legrand, sottoprefetto di Nontron, rappresentanti dei servizi statali, della Camera dell’Agricoltura, delegati sindacali (Giovani agricoltori e Federazione dipartimentale dei sindacati degli agricoltori…

Giovedì 23 maggio, Jean-Sébastien Lamontagne, prefetto della Dordogna, Benoît Legrand, sottoprefetto di Nontron, rappresentanti dei servizi statali, della Camera dell’Agricoltura, delegati sindacali (Giovani agricoltori e Federazione dipartimentale dei sindacati agricoltori) si sono riuniti attorno ad un tavolo per un dibattito riunione di lavoro, a porte chiuse, presso il municipio di Dussac, nel Périgord Vert, alla presenza del sindaco Philippe Rousseau.

Diversi allevatori sono stati all’origine di questo incontro, organizzato per denunciare i danni causati dai cinghiali nelle aziende agricole. Per loro si può addirittura dire che la tazza è piena e che è addirittura traboccata, due settimane fa, quando Olivier e Nicolas Gaillard, allevatori e coltivatori di cereali, hanno scoperto uno dei loro appezzamenti di mais di una dozzina di ettari quasi interamente devastati da questi animali. .

Peggioramento per tre anni

Da tre anni gli agricoltori notano un aumento dei danni causati da cinghiali e cervi a tutte le colture, ai frutteti e ai boschi. Queste popolazioni sono in aumento nonostante i raccolti effettuati dai cacciatori. Gli agricoltori sottolineano inoltre che sarà “una seccatura” rifare la semina (già ritardata) a causa del clima sfavorevole.

I due fratelli Gaillard si sono rivolti alla Federazione dei cacciatori della Dordogna per constatare i danni in vista di un risarcimento. Su richiesta insistente del primo magistrato di Dussac, i servizi statali si sono mossi. È stato con gli stivali, sul terreno fradicio, che gli oratori hanno riassunto la situazione.

Ovunque nel Périgord

Yannick Frances, vicepresidente della Camera dell’Agricoltura del dipartimento, ha informato il prefetto che la situazione sta esplodendo in tutto il Périgord e che i mezzi già adottati per combattere i cinghiali non sono più sufficienti. Sono stati menzionati i danni finanziari, l’impatto economico ed ecologico sui cereali, sulla vite e sui boschi, nonché il pericolo per la salute rappresentato dai tassi, che possono trasmettere la tubercolosi bovina alle aziende agricole. “È urgente trovare soluzioni durature”, ha affermato.

Per debellare questo male, Jean-Sébastien Lamontagne ha ricordato le fucilazioni notturne dei cacciatori, quando si avvicinavano e restavano in agguato, le cacce amministrative o la cattura progressiva. Il prefetto dice che sta ascoltando e concorda sul fatto che il problema sta peggiorando. Vuole incontrare il più presto possibile i rappresentanti della Federazione dipartimentale dei cacciatori.

Per Olivier Gaillard “non dobbiamo mettere i cacciatori e gli agricoltori gli uni contro gli altri. I primi utilizzano gratuitamente il territorio dei secondi, vittime accertate dei danni”. Il sindaco Philippe Rousseau, guardia forestale, anch’egli vittima del degrado delle foreste, è del parere che dovremmo riuscire a trovare un equilibrio “agro-silvo-cinegetico”.

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